ATTO FORMALE - Nella sede centrale del gruppo Nissan a Yokohama, nei pressi di Tokyo, stamane si sono riuniti i sette membri del consiglio di amministrazione della società. Tema all’ordine del giorno: la decisione da prendere nei confronti di Carlos Ghosn, in carcere da domenica scorsa in Giappone in seguito alle accuse di frode in bilancio e malversazione di capitali della Nissan (qui per saperne di più).
PERCORSO LUNGO - Carlos Ghosn resta ancora membro del consiglio di amministrazione ma entro breve dovrebbe essere estromesso anche da quello. Per questa seconda estromissione occorre il voto degli azionisti, dunque una ulteriore riunione, che secondo il calendario degli impegni della società dovrebbe tenersi normalmente nel prossimo giugno, ma non è escluso che venga anticipata per disegnare il nuovo vertice della società.
COMITATO PER LA TRANSIZIONE - Contrariamente a quanto era stato previsto, la carica di presidente in sostituzione di Ghosn non è stata attribuita, neanche provvisoriamente (si diceva che sarebbe stata affidata al direttore generale Hiroto Saikawa) ma è stato nominato un comitato di tre persone per la gestione della società in questa fase particolarissima anche con il compito di individuare un nome per la nomina del nuovo presidente. Oltre a ciò, dovranno svolgere un lavoro di ripensamento della governance della società al fine che fatti del genere non si verifichino più. Da notare che tra i tre membri di questa commissione c’è anche Jean Baptiste Duzan, uno dei rappresentanti della Renault nel consiglio d’amministrazione Nissan.
PIACERI AI PARENTI - Per quanto riguarda le accuse, la stampa di Tokyo sostiene che nella vicenda sarebbe implicata anche una parente di Ghosn, a cui sarebbe stato fatto un contratto di comodo al fine che potesse utilizzare uno dei contestati appartamenti della Nissan fatti acquistare da Ghosn. Sempre secondo le indiscrezioni i giudici inquirenti non rilasciano alcuna dichiarazione e per la formalizzazione dell’accusa hanno tempo sino ai primi di dicembre.
GLI SCENARI DELLA VICENDA - Da parte degli osservatori economici internazionali, continua a prevalere una lettura “complottista” della vicenda, con uno scontro in atto all’interno della Nissan tra chi è favorevole a un rapporto sempre più stretto con la Renault e chi invece preferirebbe sganciarsi dall’alleato francese, o quanto meno alleggerire il rapporto. Tutto ciò in uno scenario che vede da un lato la Renault forte della sua ampia quota azionaria nella Nissan (acquisita quando si trattò di salvare la casa giapponese, in forte difficoltà), mentre dall’altro sono in tanti a ritenere che alla Nissan vada un ruolo guida nell’Alliance dal momento che è la componente più grande. Un approccio in cui pesa non poco il forte senso nazionale che permea il mondo degli affari giapponese.














