FARE CASSA - Quando ci sono le crisi, si vendono anche i gioielli di famiglia. E pazienza se sono un po’ un simbolo. L’importante è “fare cassa”. È ciò che ha fatto il gruppo PSA Peugeot Citroën che lunedì scorso ha firmato il compromesso di vendita della sua sontuosa sede parigina, sull’Avenue de la Grande Armée (nella foto), poco lontano dalla piazza dell’Étoile. Da un lato il peso dei debiti (3,36 miliardi di euro a fine 2011, contro 1,2 miliardi a fine 2010 ) dall’altro il mercato immobiliare scatenato per gli edifici di prestigio, hanno creato le condizioni per questa decisione. L’operazione ha reso a Psa 245,5 milioni di euro, sborsati dalla società Ivanhoé Cambridge, che è l’immobiliare della Cassa depositi e investimenti del Quebec.
VENDUTO UN SIMBOLO - La sede de la Grande Armée era il quartiere generale del gruppo dal 1976, cioè dalla acquisizione di Citroën da parte della Peugeot, e quindi dalla creazione del gruppo. L’immobile si affaccia anche su rue Pergolesi e copre una superficie di 36.800 metri quadrati, con un’altezza di nove piani. I suoi uffici ospitano la direzione del gruppo Psa Peugeot Citroën e quella della Peugeot Automobiles, mentre Citroën ha la sua sede presso la Porte de Saint Ouen. 1.900 le persone che vi lavorano. L’accordo raggiunto prevede che il gruppo Psa Peugeot Citroërn continui a occupare l’edificio come locatario, per un periodo di nove anni, rinnovabile.
E NON È FINITA - La vendita de la “Grande Armée”, come è stata definito l’affare dell’altro giorno, è solo una delle iniziative messe in moto dal gruppo Psa Peugeot Citroën per recuperare fondi da utilizzare per ridurre i debiti. Nei mesi scorsi era stata venduta la società di autonoleggio Citer per 440 milioni di euro, oltre ad alcune proprie filiali francesi, come quelle di Amiens, Perpignan e Strasburgo. È anche risaputo che il gruppo sta trattando la vendita di una quota rilevante della sua società di logistica Gefco, una delle più importanti aziende europee di trasporti tramite bisarche, ma non solo. Un’operazione che si calcola dovrebbe rendere circa 600 di milioni di euro. A febbraio il gruppo aveva comunicato di voler realizzare in tempi brevi 1,5 miliardi di euro attraverso vendite di beni e attività.












