IL DUE GENNAIO SONO RIPARTITI GLI ECOINCENTIVI, come previsto dal piano triennale del 2022. Ma c’è una novità in arrivo: il rilancio da parte del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. I 300 milioni di euro di fondi non sfruttati nel 2023 vengono rimessi in gioco, e se ne aggiungono altri 600; l’idea è di mettere sul piatto un miliardo l’anno, da qui al 2030. Entro febbraio, poi, il bonus sulla singola auto crescerà e sarà introdotto (o meglio ripristinato, visto che già nel 2022 era così) uno schema che favorisce chi gode di una situazione economica famigliare meno favorevole, in base all’indicatore delle situazione economica Isee. Vi mostriamo le tabelle con gli importi previsti dai nuovi ecobonus a pagina 12.
È UNA BUONA NOTIZIA per chi vuole un’auto nuova. Ma, anche se mentre scriviamo le informazioni non sono ancora certe al cento per cento, ci pare che i fondi restino sbilanciati verso le auto a bassissime (o nulle) emissioni di CO2 allo scarico. L’anno scorso i bonus per le vetture ibride non ricaricabili, ma anche per quelle a benzina o diesel più “eco”, erano andati esauriti in pochi giorni, mentre quelli per le elettriche e le plug-in sono rimasti in larga parte inutilizzati. Il rischio è che anche quest’anno vada a finire così.
LA NOSTRA NON È lA BATTAGLIA di chi rifiuta il cambiamento: ben vengano le elettriche. Sono il futuro, sono la soluzione migliore per la tutela dell’ambiente, e per qualche automobilista vanno benissimo già oggi. Ma ci rendiamo conto che per qualcun altro non è così. Date un’occhiata al test nell’uso quotidiano di un’auto a batteria di pagina 62, per valutare un po’ meglio pro e contro.
L’ALTRO OBIETTIVO del ministro è di raddoppiare la produzione di auto in Italia, portandola a un milione di esemplari l’anno; il rafforzamento degli incentivi punta anche a questo. Bene: come non essere d’accordo? Tuttavia, se l’idea è di ottenere questa crescita a breve o medio termine, la vediamo dura. Il gruppo Stellantis ha appena lanciato, o sta per lanciare, modelli di marchi italiani che con ogni probabilità avranno successo, e saranno anche elettrici. Ma le piccole crossover Fiat 600 e Alfa Romeo Milano nascono in Polonia, la Lancia Ypsilon in Spagna e la futura Fiat “Pandona” in Serbia. Di “made in Italy” incentivabile resta poco: la Panda, la 500 elettrica, l’Alfa Romeo Tonale, modelli stagionati come la Fiat 500X e le Jeep Compass e Renegade. Per il raddoppio serve altro.
MdF



