
Giampaolo Dallara, ex progettista Lamborghini, Ferrari e Maserati, è il fondatore e presidente dell’omonima azienda famosa in tutto il mondo per il suo impegno nelle corse. Dal 2017 è “sceso in pista” anche con un modello di serie, la Stradale, che prende spunto dall’esperienza nelle competizioni, in particolare in materia di leggerezza, dinamica di guida e aerodinamica. Ecco come ci racconta la sua visione sugli ultimi vent’anni del mondo automotive.
In vent’anni le auto hanno subito una rivoluzione. Sotto molti punti di vista…
Nel 1999 si stava chiudendo l’epoca delle “vetture meccaniche”, quelle in cui c’era ancora un collegamento fisico fra il pedale dell’acceleratore e l’apertura della farfalla nel collettore di aspirazione. Nel frattempo anche le normative antiinquinamento hanno dettato una complessa trasformazione dei motori, con la necessità di una elettronica di controllo sempre più raffinata. Ecco nascere i propulsori “intelligenti”, a cui poco dopo si sono unite le sospensioni “intelligenti”, oltre ai sistemi che agiscono sulla dinamica dell’auto, a partire dall’ABS e dall’Esp). Oggi non c’è più un rapporto univoco fra lo “sforzo del pedale” e le reazioni dell’auto. E questo, tra i diversi effetti, ha aumentato la sicurezza e la stabilità. “L’autonomia” della vettura aiuta il guidatore a essere più sicuro. Rispetto a vent’anni fa ci sono più auto in circolazione e meno morti, grazie al migliore assorbimento degli urti e ai tanti ausili elettronici che riducono il rischio di incidenti. Poi, però, l’uso dei telefonini durante la guida, ha in parte vanificato i progressi degli ultimi anni.
Torniamo al tema dell’ambiente. Giusto mettere l’automobile sul banco degli imputati?
L’inquinamento e l’aumento della temperatura del nostro pianeta sono sotto gli occhi di tutti. Vent’anni fa iniziavano ad esserlo per i ricercatori, che studiavano la correlazione tra l’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera e i cambiamenti climatici. Era prevedibile che fosse necessario fare qualcosa. Per qualche strana ragione l’automobile è stata identificata come il capo espiatorio, nonostante sia responsabile solo per il 15% circa delle emissioni di CO2. Per questo, è stato il primo mezzo a subire una grande svolta ecologica. E tutto sommato sono orgoglioso che i primi sforzi per la riduzione dell’inquinamento siano stati compiuti proprio sulle auto. Ciamo i primi a fare tutto il possibile, spingendo anche le altre industrie a fare il loro dovere. Il risultato è che si va verso un mondo nuovo: tra vent’anni le vetture saranno sempre più elettrica e a guida autonoma, ma spero che rimanga comunque spazio per l’auto come divertimento, magari inquinando ancora di meno. Se fino a questo momento l’auto è diventata sempre più sicura ora è il momento di studiare come spostarsi inquinando meno.
Cosa prevede per il futuro della mobilità per gli appassionati della guida?
La mobilità cittadina finalizzata al trasporto delle persone al lavoro sarà sempre più collettiva, e viaggerà senza conducenti. Inoltre, le vetture non saranno più di proprietà, ma saranno semplicemente un mezzo condiviso. Sono sicuro che gli appassionati di automobili non soffriranno a utilizzare, per esempio, autostrade teleguidate sulle loro auto sempre più autonome. Ma resterà il piacere di guidare, come per i tanti motociclisti che oggi si vedono nelle strade nei weekend: viaggiare per il gusto di farlo, non per raggiungere una destinazione. Sarà il trionfo dell’automobile; ci fermeremo dove vogliamo con le persone che vogliamo, anche in questo caso sempre più aiutati dalla tecnologia che renderà i tragitti più sicuri, per esempio grazie a sensori che ci segnaleranno cosa c’è dietro ad una curva.
E nel motorsport cosa comporteranno le nuove tecnologie?
La competizione automobilistica andrà in un certo senso reinventata. In ogni sport si vede il gesto atletico, l’esatto movimento che influenza la prestazione, rendendola eccellente. Basti pensare ad un calciatore o un saltatore. Invece, fino a oggi nell’automobilismo abbiamo visto soltanto il risultato. Ma grazie alla tecnologia si potrà guardare tutto quello che fa un pilota in tempo reale, dalle traiettorie che imposta ai punti di frenata, incluso lo sforzo volante. Ancora adesso il pubblico non percepisce appieno l’abilità del pilota. Per esempio, nella bella gara di Leclerc a Monza abbiamo visto il giovane driver monegasco resistere agli attacchi del più esperto Lewis Hamilton, ma mi sarebbe piaciuto vedere e saperne ancora di più. E se anche chi è al volante potesse conoscere tutti questi dati degli avversari in tempo reale, la competizione sarebbe ancora più emozionante.
Avete annunciato l’arrivo in azienda di Aldo Costa. Quali sono i progetti per il futuro?
Noi abbiamo la fortuna di avere dei collaboratori molto capaci che rimarranno al loro posto. Aldo porterà alla Dallara la sua grande esperienza maturata nel team di Formula 1 Mercedes, il suo modo di lavorare ordinato e la sua particolare “raffinatezza nell’innovazione”. Sarà un supporto robusto per traghettare la nostra azienda nella grande evoluzione che ci aspetta nei prossimi anni. Se vogliamo rimanere rilevanti, non basta più fare bene quello che abbiamo sempre fatto. Inoltre la sua esperienza in un settore di grandissima competitività come la Formula 1 sarà di grande aiuto ai giovani ragazzi dell’Academy.