I cittadini della Basilicata per i disagi e i danni ambientali derivati all’estrazione di petrolio nella loro regione si sono visti assegnare dai petrolieri un “bonus” annuo di 100 euro a testa. Ma solo per chi ha la patente. Ma che senso ha?
Chiedono tagli ai costi del carburante e l'uso massiccio del self-service. Se entro il 31 marzo non ci sarà un incontro con le parti sociali scatteranno una serie di scioperi.
In Italia nuovo record della benzina, che sfonda quota 1,72 euro. E anche il gasolio è sempre più caro. La soluzione? Per chi abita vicino a Svizzera o Slovenia, fare rifornimento oltreconfine: non la regalano, ma è meno costosa.
Per le associazioni dei consumatori, l’aumento delle accise sui carburanti deciso dalla manovra del governo Monti penalizza eccessivamente gli automobilisti.
Se non troveranno un'intesa con il Governo resteranno chiusi dalla sera di martedì 8 al mattino venerdì 11 novembre. Escluse solo in Liguria e Toscana, colpite dall'alluvione.
Dal 1 novembre fino al 31 dicembre una nuova accisa aggraverà il prezzo di 1,08 centesimi al litro. L'aumento permetterà di finanziare gli interventi nelle zone colpite dall'alluvione.
I gestori protestano contro il Governo, accusandolo di non voler liberalizzare il settore. Per l’8, il 9 e il 10 novembre è previsto il primo stop di tutti i punti vendita.
I dipendenti dell’impianto di raffinazione Eni nella laguna veneta incroceranno le braccia per una settimana: protestano contro la cassa integrazione e vogliono bloccare la distribuzione dei carburanti nell’Italia nord orientale.
Alcune compagnie petrolifere hanno abbassato il prezzo della benzina e del gasolio. Però, si tratta di riduzioni minime, non oltre un centesimo al litro: il costo dei carburanti resta alto.
Le compagnie petrolifere hanno ritoccato le tariffe dei carburanti. E la verde, nelle regioni che applicano la sovrattassa, ha superato in qualche caso 1,70 euro il litro.
La Camera ha approvato un disegno di legge sul gas per autotrazione: adesso la palla passa al Senato. Obiettivo, convertire i vecchi distributori di benzina e gasolio in moderni impianti del gas (Gpl, metano e biometano). E incentivarne la diffusione.
Reato di rialzo e ribasso fraudolento dei prezzi del carburante sul pubblico mercato: è su questo che sta indagando la procura della Repubblica di Lecce.
Rispetto allo stesso periodo del 2010, si sono “bruciate” 405.000 tonnellate in meno di prodotti petroliferi. Colpa del caro carburante, ma soprattutto della crisi economica.
La denuncia arriva dalle associazioni dei consumatori e dal ministro dello Sviluppo economico. Secondo le stime il prezzo della benzina sarebbe dovuto già scendere di 14 centesimi al litro.