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La fabbrica Honda di Swindon chiuderà nel 2021

19 febbraio 2019

La fabbrica nel Regno Unito “vittima” dei cambiamenti nell’industria, che si sta muovendo verso l’elettrico.

La fabbrica Honda di Swindon chiuderà nel 2021

INDISCREZIONI CONFERMATE - La Honda ha confermato di voler chiudere nel 2021 lo stabilimento inglese di Swindon, da dove escono circa 150.000 esemplari l’anno della berlina a cinque porte Honda Civic e della suv Honda CR-V. L’ufficialità della notizia segue le indiscrezioni emerse nelle scorse ore. A Swindon lavorano circa 3.500 persone, che la Honda proverà almeno in parte a non licenziare: stando a quanto annunciato, da oggi inizieranno le trattative con i sindacati per minimizzare i disagi per i dipendenti.

RIORGANIZZAZIONE GLOBALE - Secondo quanto dichiarato dalla casa giapponese, la chiusura della fabbrica di Swindon si inserisce in una più ampia riorganizzazione a livello mondiale; in questo contesto la Honda ha annunciato anche lo stop alla produzione della Civic in Turchia (dove ne fabbrica circa 38.000 l’anno). Quindi, almeno ufficialmente, il motivo non è la Brexit, l’uscita del Reno Unito dall’Unione Europea a partire dal 29 marzo senza un accordo di libero scambio che imporrebbe dazi sulle auto esportate. La Honda sostiene che la riorganizzazione della produzione è dovuta ad un riassetto a livello globale dovuto ai cambiamenti che si profilano all’orizzonte, dovuti alla progressiva diffusione delle auto elettriche. Emblematico in tal senso è l’esempio dell’utilitaria elettrica attesa nel 2020 (il prototipo verrà mostrato al Salone di Ginevra), che sarà fabbricata in Giappone pur essendo progettata per l’Europa.

30 ANNI DI PRODUZIONE - Come altre case giapponesi la Honda scelse nei primi Anni 90 il Regno Unito per edificare il suo primo polo produttivo europeo. All’epoca queste venivano definite dalla stampa “fabbriche cacciavite” perché, da una parte sfuttavano i grandi incentivi elargiti dal governo britannico, dall’altra consentivano l’ingresso nel mercato europeo senza il peso dei dazi e soprattutto del contingentamento delle auto giapponesi, che ne prevedeva quantitativi limitati per tutelare i produttori europei. La fabbrica di Swindon è operativa dal 1992. Nel 1989 è stato creato a Swindon un settore per la produzione di motori, mentre risale al 2001 l’ampliamento della fabbrica: la capacità massima è salita da quel momento a 250.000 vetture l’anno.



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Ritratto di treassi
19 febbraio 2019 - 11:46
Che bello, speriamo che FCA usi la stessa scusa per chiedere i battenti in Italia!
Ritratto di FOXBLACK
19 febbraio 2019 - 12:24
Purtroppo l elettrificazione porterà inevitabilmente alla perdita di migliaia di posti. ..compresi quelli dell indotto. .meno pezzi meno lavoro. ..
Ritratto di VEIIDS
19 febbraio 2019 - 12:28
Come volevasi dimostrare, il mercato europeo non importa più a nessuno. Con buona pace di chi lo ritiene ancora centrale.
Ritratto di Vincenzo1973
19 febbraio 2019 - 16:48
un po' troppo dire che non importa piu a nessuno. e' comunque un mercato da ol 15 milioni di vetture. vetture parecchio piu costose della media del resto del mondo...
Ritratto di KCSpider
19 febbraio 2019 - 21:17
Per la maggior parte costosi frullini a 3 cilindri
Ritratto di Sprint105
19 febbraio 2019 - 12:30
Ma come, Swidon era diventato l'hub per produzione della Civic. Così dissero i dirigenti Honda quando lanciarono l'auto. Quindi, dove la produrranno? Boh!
Ritratto di Scaloppo
19 febbraio 2019 - 13:25
Infatti chiudono nel 2021, quando finirà il ciclo produttivo di questa generazione di Civic
Ritratto di ELAN
19 febbraio 2019 - 12:38
1
Sposteranno la produzione in Giappone, essendo stati tolti i dazi (libero scambio). Speriamo che Civic XI made in Japan non abbia però il ponte torcente come la (già) giapponese d.o.c. Mazda3. Meglio made in UK ma con ruote indipendenti.
Ritratto di 82BOB
19 febbraio 2019 - 13:30
2
L'indipendentista delle ruote :-))) senza offesa eh... Era per fare una battuta ;-)
Ritratto di ELAN
19 febbraio 2019 - 16:54
1
esatto, e "nazionalista produttivo".
Ritratto di ELAN
19 febbraio 2019 - 16:59
1
Ma ho avuto sia una creatura di Swindon sia ora una creatura di Hofu- Hiroshima. Coerente no?
Ritratto di Fr4ncesco
19 febbraio 2019 - 12:42
2
È quello che avevo previsto con la notizia del trattato di libero scambio col Giappone, Honda sarà solo la prima a chiudere gli stabilimenti nel vecchio continente, poi seguiranno Toyota e Nissan. Ora che la GB sta uscendo da gioco europeo, potrebbe approfittarne per apporre nuove tasse doganali e accordarsi con le case per produrre in loco in kit, tramite società inglesi appaltate, così da garantire un livello occupazionale nel settore.
Ritratto di NeroneLanzi
19 febbraio 2019 - 13:03
Praticamente il business model Trabant
Ritratto di Fr4ncesco
19 febbraio 2019 - 13:51
2
No, il business di tutti i paesi occidentali fino a prima dell'avvento della globalizzazione, che ha arrecato vaste aeree depresse e distrutto il ceto medio.
Ritratto di treassi
19 febbraio 2019 - 14:30
Concordo Francesco, ma come si stava bene con il muro di Berlino? Da li è iniziata la fine....
Ritratto di NeroneLanzi
19 febbraio 2019 - 14:39
Ah beh, attendiamo allora impazienti le magnifiche sorti e progressive del mondo automotive britannico. Sono solo un po’ preoccupato per questo eccessivo liberismo post brexit. Pensa a quanti lavoratori del Suffolk potrebbero perdere il posto a causa dei lavoratori provenienti da Norwich. Per non parlare della concorrenza sleale delle merci del Cheshire che danneggeranno l’industria de Bedfordshire. Bisognerebbe introdurre dei dazi da contea a contea. Ognuna con la sua fabbrichetta di auto.
Ritratto di treassi
19 febbraio 2019 - 16:06
I dazi hanno senso solo sulle materie prime... che senso ha adesso con la globalizzazione tassare un bene se non sono in grado di fare bene o semplicemente non ne ho voglia di produrlo?? Lo compro al prezzo e alla qualità che preferisco da chi me lo offre..
Ritratto di NeroneLanzi
19 febbraio 2019 - 16:23
Beh ma vuoi mettere la bellezza di poter dare la colpa di tutto alla globalizzazione brutta, sporca e cattiva in modo da non dover affrontare il problema del nostro deficit di competitività? È molto più comodo. Mentre una analisi seria della nostra incapacità di produrre valore non è solo complessa, ci mette pure di fronte alle nostre responsabilità. E si sa, quelle mica vogliamo assumercele. Più facile incolpare qualcun altro e invocare la chiusura dei mercati.
Ritratto di Fr4ncesco
19 febbraio 2019 - 17:22
2
Un Paese deve proteggere il lavoro dei propri cittadini, garantendo quegli equilibri costi/diritti/lavoro che altrove potrebbero essere diversi rispetto un progresso sociale consolidato nel proprio territorio. E' scorretto mettere in competizione la manodopera, ad esempio italiana, con quella rumena o cinese, con un vantaggio ovvio per questi ultimi. Il consumatore finale pagherà ugualmente la stessa cifra, con un guadagno solo per i grandi capitalisti (e neo comunisti) e con la differenza che avrà minore potere d'acquisto perchè impoverito di lavoro. I Paesi occidentali anzichè arginare questo fenomeno hanno favorito la delocalizzazione, con la conseguenza di essersi impoveriti mettendo in atto la proprio autodistruzione, o meglio quella del ceto medio. Inoltre, il comparto industriale automobilistico, è quello se non il più importante.
Ritratto di NeroneLanzi
19 febbraio 2019 - 18:16
Non capisco perché scomodarsi a “proteggere il lavoro”. A questo punto diamo il reddito di cittadinanza a tutti indistintamente, tanto statalismo per statalismo... E il protezionismo invece sarebbe un modo per proteggere i consumatori? Fantastico, il passo successivo cosa sono, gli unicorni? Poi magari siete i primi ad urlare contro la fiatte e soldi pubblici spesi per mantenerla trent’anni fa.
Ritratto di Fr4ncesco
19 febbraio 2019 - 21:08
2
Assolutamente, mi auspicavo proprio una JV Stato - FCA per produrre e incentivare la 500 elettrica e proprio in risposta ad elettriche simili che arriveranno, in primis proprio dalla Honda.
Ritratto di Fr4ncesco
19 febbraio 2019 - 17:09
2
E certo, perchè la differenza che passa tra una contea e l'altra è la stessa che passa tra due continenti diversi. Ahhhh, la storiella del villaggio globale, tutti uguali, tutti felici, il mondo piccolo. Quei gran buzzurri degli operai licenziati...
Ritratto di NeroneLanzi
19 febbraio 2019 - 18:39
Perché la Gran Bretagna si trova in un continente diverso da quello europeo?
Ritratto di Fr4ncesco
19 febbraio 2019 - 19:07
2
Il Giappone è in Europa?
Ritratto di NeroneLanzi
19 febbraio 2019 - 19:18
Francesco, pensi seriamente ad una Gran Bretagna che mette da sola i dazi per i prodotti giapponesi e nessun dazio per i prodotti europei? A che pro? E a cosa servirebbero allora le fabbrichette di assemblaggio Di Risio style? Questi rischiano di andare incontro alla chiusura del proprio mercato automotive in Totò. Per te che sogni i costruttori che si accordano con il Di Risio di Corby per cambiare i paraurti può sembrare pure una cosa sensata. Ma, giusto per info, per un costruttore europeo il mercato inglese fa già abbastanza pena tra costi di valuta e costi di progetto delle versioni RHD. Se ci aggiungi i dazi per qualsiasi costruttore sotto il 4-5% di quota finisce per essere più conveniente chiudere la NSC locale. Ma ripeto, se gioite all’idea della Brexit, non avete da aspettare tanto. Questo, Dyson e Toyota sono solo i primi tasselli. Un roseo futuro aspetta la Gran Bretagna.
Ritratto di Fr4ncesco
19 febbraio 2019 - 20:50
2
In Australia e Nuova Zelanda, Paesi notoriamente comunisti bolivari, si è prodotto in CKD fino a un decennio e poco più di tempo fa. Ora quante fabbriche di automobili sono rimaste in Australia, aperta alla globalizzazione? Zero. Ed è un Paese che per quanto grande è meno popolato del Regno Unito. Che peso ha il mercato britannico sul mondo? Certamente poco e niente sul globo, ma sugli affari regionali farebbe comunque gola ad una divisione europea di Honda, GM, PSA e che incontrebbero sicuramente imprenditori disposti ad una JV. Altrimenti non si spiegherebbe perchè la Nissan, a fine anni '80, decise di produrvi su suolo inglese una (discutibile) Bluebird. Io, da consumatore, non ho visto alcun beneficio dalla globalizzazione. E da cittadino le grandi aziende delocalizzare e i capannoni della filiera chiudere uno dopo l'altro e quelle rimaste abbassare gli standard lavorativi per rimanere competitive con chi si accontenta di un pugno di riso. E poi ci si chiede perchè il pil è fermo, perchè non c'è occupazione... Grazie, non viene fatto niente per creare occupazione reale. Certo se i britannici vogliono fare la Brexit con la mentalità europea non vanno da nessuna parte.
Ritratto di Vincenzo1973
19 febbraio 2019 - 23:25
Senza offeso Francesco ma il commento con comunista in mezzo, che sembra tanto lezioncina imparata a memoria e ripetuta senza senso, Inficia i tuoi commenti.
Ritratto di NeroneLanzi
20 febbraio 2019 - 09:25
Perfetto. Dunque, gli effetti della globalizzazione si sono visti in Australia nel 2009 o poco prima, prima era un mercato chiuso e florido dalla ricca e significativa produzione automotive. Quindi ora con eventuali dazi e chiusura del mercato esploderà la produzione automotive in Gran Bretagna. Dovranno costringere molti desk trader di JPM e GS a lasciare il loro impiego a Christchurch (ammesso che gli uffici siano ancora aperti tra un paio di anni) per andare ad incollare badge in modo da riuscire a star dietro agli ordini interni. Immagino il tutto coordinato da un Diego Fus(ar)o dall’alto della sua laurea in filosofia delle ciabatte e semantica dei bomboloni alla crema. Il passo successivo? Mandare la gente a scavare buche e altri a riempirle per “creare occupazione”? Certo si potrebbe anche pensare di smetterla di basare la propria competitività sul fare concorrenza al resto del mondo sulla produzione a basso valore aggiunto è investire sul capitale umano, però, come sopra, sai che fatica? Significa dover formare le persone, dare loro una preparazione. E poi come li controlli? Meglio avere una massa di pecoroni che al massimo possono fare gli operai poco specializzati, così quando le cose vanno male gli racconti che la colpa è dei cinesi.
Ritratto di Scaloppo
19 febbraio 2019 - 19:00
Già così, un bel paio di nazioni del Regno Unito farebbero volentieri all'UK quello che l'UK ha fatto all'UE, un saluto con la manina, sempre che fosse un saluto e non un altro gesto. Già al Regno Unito è andata bene che il referendum per l'indipendenza della Scozia (55% no) è stato due anni prima di quello per la Brexit e così hanno una scusa per non concederne un altro ora, altrimenti il risultato sarebbe probabilmente stato diverso (gli Scozzesi hanno votato no alla Brexit e infatti volevano ripetere il referendum per l'indipendenza)
Ritratto di C200
19 febbraio 2019 - 12:48
Redazione: a swindon viene fabbricata la cr-v, non l'hr-v
Ritratto di admin
19 febbraio 2019 - 18:10
Errore corretto, grazie della segnalazione. La redazione.
Ritratto di NeroneLanzi
20 febbraio 2019 - 09:22
Urca avete finalmente iniziato a moderare i commenti sul serio? Cos’è Costantini ha messo sotto Pascali e il Bucco? XD
Ritratto di treassi
19 febbraio 2019 - 13:06
Comunque questa decisione non c'entra nulla ne con la Brexit ne tantomeno con l'elettrico. Semplicemente le case costruttrici si stanno rendendo conto che non ha senso avere 1-2 stabilimenti in ogni continente e relativi costi, quando puoi contenerli facendo una gigafabbrica come Tesla... Ormai esistono navi-bisarca capaci di trasportare circa 7.000 auto al costo di circa 28.000 dollari al giorno di noleggio, perciò una Honda prodotta in Giappone arriva in Italia dopo un mese al costo per auto di circa 120 euro. Se poi prendiamo l'esempio di Subaru che produce circa 3 allestimenti per modello (step in base agli optional..) e imbarca immediatamente le auto prodotte per il mercato europeo senza aspettare l'ordine del cliente, ma le vende mentre navigano e poi solo optional aftermarket, capite il risparmio che hanno??
Ritratto di ELAN
19 febbraio 2019 - 16:58
1
La produzione in UK serviva per vendere in Europa (ante Brexit) e aggirando i dazi (ora tolti).
Ritratto di 82BOB
19 febbraio 2019 - 13:28
2
Fumo negli occhi la questione dell'elettrico... Mi spiace molto per gli operai inglesi e mi spiace in generale per il nostro continente! Non è una cosa positiva né per il nostro mercato né per la nostra società! Spero che impianto e operai possano essere riassorbiti!
Ritratto di erresseste
19 febbraio 2019 - 13:57
Trovato un modo semplice per eliminare le auto dalle città
Ritratto di ELAN
19 febbraio 2019 - 16:56
1
Pensa se lavoravi a Swindon come ti divertivi.
Ritratto di NeroneLanzi
19 febbraio 2019 - 19:21
Sia chiaro, dispiace sempre quando la gente perde il lavoro. Ma quando vedi un paese che gioca a radersi i peli pubici con la motosega puoi avere apprensione, in una prima fase, puoi avvertirli che è rischioso, in seconda battuta, ma poi oltre non è che puoi andare. Han fatto tutto da soli, fattacci loro.
Ritratto di Giuliopedrali
19 febbraio 2019 - 15:55
La Civic spesso è l'auto più venduta in Turchia. Infatti la fabbricano là.
Ritratto di NeroneLanzi
19 febbraio 2019 - 16:25
Fino al 2021. Poi stop.
Ritratto di ELAN
19 febbraio 2019 - 16:56
1
La 3 volumi e solo per l'Europa. La 3 volumi per gli USA la fanno in Ohio (come la NSX), mentre a Swindon fanno la hatchback per tutto il mondo. Pure la coupé la fanno in Ohio per gli USA, credo.
Ritratto di Delfino1
19 febbraio 2019 - 23:14
Nel 2018 Honda ha venduto quasi 5.300.000 vetture. Sommando UK e Turchia si producono circa 190.000 vetture...forse un po troppo poche per tenere aperti questi siti produttivi? già qualche mese fa avevo letto su AV l'intenzione di Honda di aumentare la capacità produttiva degli stabilimenti giapponesi. Altra cosa: l'intenzione di Honda sarebbe di non licenziare tutti i 3.500 operai...ma se lo stabilimento chiude cosa li dovrebbero tenere a fare?
Ritratto di Vincenzo1973
19 febbraio 2019 - 23:30
Non è che le altre 5.100.000 le produce tutte in 3 fabbriche. Le 150.000 della fabbrica inglese erano cmq un buon numero
Ritratto di Delfino1
19 febbraio 2019 - 23:49
Ciao Vincenzo, infatti la mia era una domanda, non una affermazione :-)
Ritratto di Vincenzo1973
20 febbraio 2019 - 10:35
avevo capito male :) se non ho letto male ultimo 150.000 e da qualche parte indicavano, negli anni passati, un picco di 280.000 nello stesso stabilimento. secondo me, la Brexit c'entra ma fino ad un certo punto. stanno tutti spostando in impianti piu grandi (vedi Nissan con xtrail in Giappone) o in nuove fabbriche piu convenienti (vedi Slovacchia con un po' tutti i costruttori) come JLR che licenzia 5000 in Inghilterra ed apre li nuovo impianto (la dirigenza e' indiana e della "madre patria" gliene frega nulla). certo pero' che gli inglesi c'hanno messo del loro con quella cretinata...
Ritratto di VEIIDS
20 febbraio 2019 - 00:25
Uscite volontarie con incentivo.
Ritratto di gbvalli
20 febbraio 2019 - 08:54
1
Mah, a dire il vero più che l'"elettrificazione", mi sembra che la causa principale della fuga dall'UK sia la Brexit; sta già avvenendo anche per Nissan e Sony, e a breve forse anche per BMW. Ma per la May va bene così..
Ritratto di Giuliopedrali
20 febbraio 2019 - 09:50
In realtà in paesi come la Gran Bretagna e l'Italia sarà conveniente produrre auto con molto valore aggiunto, artigianali o quasi, saranno il polo di queste produzioni, con la craftmanship, l'ingegneria raffinata e il design, non ha molto senso produrre Fiat o Honda alla lunga.

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