Ciao Jules, anzi... ciao Giulio! Mi permetto di italianizzare il tuo nome, in fondo anche tu, al pari di tanti altri, hai origini italiane. E ti avrei voluto vedere al volante di una Ferrari non come collaudatore, ma come pilota titolare. Chissà, forse anziché Bottas od altri, dal 2016 ci saresti potuto essere tu al fianco di Vettel. Ma il destino ha voluto diversamente. Proprio un bel regalo di compleanno (XLII) mi hai fatto! Quel disastroso incidente a Suzuka ti ha ridotto in coma per nove mesi, periodo in cui io sono diventato nuovamente padre, l'Alfa ha presentato la Giulia (...) e l'uomo a cui ti ispiravi, il Kaiser di Kerpen, anche lui reduce da un gravissimo incidente, è uscito dall'ospedale ed ha iniziato una lunghissima fase di riabilitazione. Ma tu, al pari di tanti giovani piloti dei vari sport motoristici (Ratzemberger, Senna, Tomizawa, Simoncelli) non hai avuto questa fortuna, nel solco dell'infausta tradizione familiare che vide nel '69 anche Lucien, fratello di tuo nonno Mauro, perire in pista a Le Man. Dopo ogni incidente mortale ci si interroga sempre su come poter migliorare la sicurezza delle competizioni, fino agli estremisti che le proibirebbero. Ma chi si cala in un abitacolo o sale in sella ad un cavallo d'acciaio sa, come te, che il primo nemico da sconfiggere è il Fato avverso, e si gareggia con quel miscuglio di adrenalina, incoscienza, istinto di sopravvivenza, cuore... e si vince o si perde. Spesso una gara motoristica, questa volta la gara per la Vita. Corri felice nei cieli, disegna varianti tra le nubi, scatena li dove sei la tua abilità, vivi in eterno la tua Passione. Ciao Giulio! GdC