Anche Mercedes lascia la Russia. La casa della Stella segue la strada percorsa recentemente da Renault e Nissan con la conseguente "uscita di scena" e la cessione delle sue attività industriali e finanziarie. Tutte gli asset della Mercedes saranno ceduti alla catena di concessionarie Avtodom. Secondo quanto comunicato da quest'ultima, ora la società si impegnerà nella ricerca di partner per continuare a gestire gli impianti di produzione nella zona industriale di Esipovo a nord-ovest di Mosca, dove Mercedes aveva i suoi stabilimenti.
Le priorità su cui si concentrerà Avtodom saranno quelle di preservare i posti di lavoro dei dipendenti che lavoravano per Mercedes, nonché di rispettare gli obblighi che la casa tedesca aveva già preso nei confronti degli ultimi clienti acquisiti. Senza contare il servizio di post-vendita e la cura dei servizi finanziari in essere. Non è stato specificato se, nell'accordo firmato dalle due società, c'è una opzione di riacquisto futuro da parte di Mercedes né il valore economico di tutta la transazione.

Si sa, invece, che Renault ha stipulato un accordo per vendere per una cifra simbolica di 1 euro tutta la fabbrica di Mosca alla municipalità della capitale russa e il 67,69% dell’AvtoVaz all’istituto di ricerca automobilistico Nami, a cui sono andati anche l’impianto produttivo e il centro di Ricerca & Sviluppo, in quel di San Pietroburgo, e gli uffici Vendite e Marketing di Mosca. È comunque possibile che la Mercedes abbia voluto inserire una clausola su un futuro riacquisto, cosi come fatto da Nissan e Renault. Inoltre dai piani alti di Mercedes fanno sapere che la partecipazione del 15% nel produttore di camion russo Kamaz per ora è confermata, con quest'ultima che dovrebbe passare a Daimler Truck entro la fine del 2022.
In futuro altre case automobilistiche potrebbero dire "addio" al mercato russo. A queste potrebbero aggiungersi Kia, che recentemente sta valutando la chiusura dello stabilimento a San Pietroburgo, e Mazda, che sta valutando un'uscita definitiva. Diverso è il discorso per il Gruppo Volkswagen che vorrebbe riprendere possesso dello stabilimento di Kaluga, magari con l'ausilio di un investitore. Non è finita qui. Ford ha annunciato anch'essa che ci sarà un addio al mercato automotive russo. Una naturale consueguenza del precedente "stop" alla produzione, durata per ben sette mesi.

La Ford ha confermato la vendita delle sue quote (pari al 49%) della joint-venture con la Sollers, siglando però un accordo che gli permetterà, in futuro, di riacquistarle nei prossimi cinque anni se la situazione geo-politica sarà migliore. “Siamo profondamente preoccupati per l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e per la sicurezza del popolo ucraino." ha affermato Jim Farley, ceo di Ford per poi sottolineare che "con effetto immediato, Ford sospende le operazioni, già precedentemente limitate in Russia, e intraprenderà azioni a sostegno del Global Giving Ukraine Relief Fund”.





