Come documenta e illustra un articolo di “la Repubblica”, dopo mesi di blocco totale dei tribunali, la macchina della Giustizia sta per tornare alla normalità. Ma con una quasi certezza che angoscia cittadini e avvocati: la mole di lavoro arretrato è impressionante e c’è già chi teme che la situazione possa precipitare nel giro di poco tempo. In ogni ambito legale. Anche per tutti quegli automobilisti coinvolti in cause assicurative. Gli ultimi dati a disposizione sono relativi al 2018 e li fornisce l’autorità di settore Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni): all’epoca le cause civili e penali pendenti per RC auto erano ben 230.000. Per fronteggiare questa enorme mole di possibili risarcimenti, nel 2018 le compagnie assicurative avevano accantonato sei miliardi di euro.
Quanto al 2019 la situazione verrà illustrata il 18 giugno, ma già si sa che i numeri saranno sensibilmente più bassi. Peccato che nel frattempo le cause penali siano appunto rimaste bloccate durante il lockdown imposto dal governo, mentre quelle civili son proseguite con molta lentezza. Ecco perché nel 2020 ci sarà un’impennata di cause pendenti e risarcimenti fermi. In periodi normale, sempre secondo i dati dell’Ivass, nel corso di un anno si concludono solo il 35% delle cause gestite. E per molti automobilisti sono necessari parecchi anni prima di vedersi riconoscere il denaro che a loro spetta.
Per fortuna (si fa per dire) durante il lockdown il traffico su strada è letteralmente crollato e, di conseguenza, anche gli incidenti sono diminuiti drasticamente al pari delle cause intentate. Ma il calo degli incidenti, secondo Assoutenti, ha fatto in modo che il comparto RC Auto beneficiasse di grandi vantaggi economici. E se nel 2019 la raccolta premi era stata di 130 miliardi di euro, quest’anno le assicurazioni trarranno un beneficio stimabile in circa un miliardo e mezzo di euro.
Ecco perché il presidente di Assoutenti Furio Truzzi sostiene che questi enormi ricavi dovrebbero essere utilizzati con pesanti interventi sul settore con una serie di misure importanti. Ad esempio Assoutenti chiede di tornare ai soliti 45 giorni, anziché i 75 stabiliti in emergenza Covid, per rispondere ai reclami. E poi c’è la proroga, sancita dal decreto Cura Italia (sempre in fase emergenziale), che allunga da 60 a 120 giorni i termini entro i quali le compagnie devono presentare un’offerta di risarcimento al danneggiato in assenza di Cid e da 30 a 90 in presenza di Cid.
Proroghe che, secondo Furio Truzzi, potrebbero essere limitate utilizzando i nuovi mezzi a disposizione delle compagnie. E nel caso di danno lievi si potrebbe far ricorso a video perizie, o perizie su documentazione fotografica o medica. Con un notevole risparmio di tempo per il danneggiato. Assoutenti auspica che le compagnie, proprio grazie ai notevoli risparmi di questi mesi, studino una serie di soluzioni per una sensibile riduzione dei premi.
