ANNI TRENTA - Una pietra miliare dell’automobilismo va festeggiata a dovere, così la Citroën ha deciso di promuovere una serie di eventi nell’anno in cui cade l’80esimo anniversario dalla nascita della Traction Avant che, con l’innovativa tecnologia a trazione anteriore, ha saputo rivoluzionare l’intero panorama automobilistico dell’epoca. Era infatti il 18 aprile del 1934 quando l’azienda transalpina presentava alla stampa la 7A, immediatamente battezzata dal pubblico Traction Avant per la sua particolare configurazione a trazione anteriore (una soluzione fino a quel momento sperimentata da pochi). Per l’occasione, alcuni esemplari saranno protagonisti a Parigi, al circuito di Le Mans e ai saloni d’auto di Orleans e Lione.
PARLA ITALIANO - Nata dal genio visionario di André Citroën e dell’Ing. André Lefebvre, fu disegnata dallo scultore italiano Flaminio Bertoni a cui va dato il merito di aver trovato il perfetto equilibrio (per l’epoca) tra forma ed aerodinamica. Portatrice di numerose innovazioni come la monoscocca in acciaio, le sospensioni a ruote indipendenti, i freni e gli ammortizzatori idraulici e il cambio sincronizzato, fu salutata dalla stampa con parole d’elogio.
ANCHE SPORTIVE - Progetta nel tempo record di dodici mesi, la 7A del 1934 era equipaggiata con un 1.3 quattro cilindri da 32 CV che le permetteva di raggiungere i 95 km/h di velocità massima. Pochi mesi dopo fu sostituita dalla 7B che, disponibile in variante berlina, cabriolet e coupé a 2 o 4 porte, adottò un 1.5 da 35 CV e un più prestante 1.9 da 46 CV nella versione sportiva 7S. Nel settembre del 1934 fu presentata la 7C spinta da un 1.6 da 36 CV. Nell’ottobre del '34 la 7S fu ribattezzata 11AL, affiancando la 11A “normale” più lunga di 20 cm e più larga di 12. Entrambi i modelli cambiarono nuovamente denominazione nel '37 (11BL e 11B) e successivamente nel 1939 (11BL Perfo e 11B Perfo, a sottolineare un aumento delle prestazioni).
LA REGINA E LA DESAPARECIDA - La 15 Six (poi divenuta 15 Six G e 15 Six D), lanciata nel 1938, disponeva di un 2.8 sei cilindri in linea da 77 CV. La sua proverbiale tenuta di strada, unita a prestazioni di rilievo (135 km/h di velocità massima) le fecero meritare l’appellativo di “regina della strada”. La 15 Six fece nuovamente parlare di sé nel 1954 grazie all’introduzione delle sospensioni posteriori idropneumatiche che diventeranno poi la caratteristica peculiare della futura DS. Merita di essere ricordata anche la Citroën 22, presentata sotto forma di prototipo al salone di Parigi del 1934 e mai andata in produzione. Verniciata in rosso e con carrozzeria specifica, era equipaggiata con un 3.8 V8 da 100 CV per una velocità massima di 140 km/h. Scomparsa senza lasciare tracce, oggi viene considerata dagli appassionati alla stregua del Santo Graal delle automobili.