PARSIMONIOSA - Debutterà al Salone di Tokyo la concept Daihatsu D-Base (foto sopra): una Kei-car lunga 340 cm e larga 148, accreditata di una percorrenza pari a 40 km/litro con il ciclo di omologazione giapponese. Nel paese del Sol Levante, le Kei-car godono di facilitazioni fiscali e assicurative (e sono le uniche auto che può acquistare chi non ha un garage personale): rappresentano il 40% dell’intero mercato locale.
AVRÀ UN FUTURO - La D-Base della Daihatsu, che si è ritirata dal mercato europeo, prefigura la prossima generazione della Mira, una delle più econome attualmente in produzione: adotta un 3 cilindri a benzina da 660 cm3, vale a dire la massima cilindrata possibile per la categoria d’appartenenza. Oltre alla D-Base, la Daihatsu presenterà altre tre concept (anch’essi Kei-car) chiamati Hinata, Tempo (qui sotto) e Noriori: nascono da una piattaforma comune e sono dichiaratamente un esempio dello spazio ottenibile con dimensioni modeste a disposizione.
LA PICCOLA SUV - La Hinata dovrebbe essere quella più vicina alla produzione, andando a sostituire la Move Conte, una sorta di suv urbana in scala ridotta con linee squadrate che richiamano quelle della Materia, importata anche da noi: con qualche correttivo stilistico, tipo le portiere non incernierate controvento o un interno più convenzionale. La Tempo, per contro, è un piccolo veicolo da trasporto, mentre la Noriori è studiata per portatori di handicap: è in grado di accogliere un guidatore paraplegico.