“TIRANO” LE V12 - L’esito deludente dello scorso campionato Formula 1 (vinto nuovamente dalla rivale Mercedes) non ha influito sui risultati economici della Ferrari, che ha registrato un 2017 da record per auto vendute e giro d'affari. Il Cavallino ha consegnato 8.398 automobili nel 2017, 384 in più rispetto a due anni fa (+4,8%), grazie ai buoni risultati delle vetture con motore a dodici cilindri: le 812 Superfast e GTC4Lusso hanno venduto il 25% in più rispetto alle V12 del 2016. Le Ferrari con motore a 8 cilindri invece sono rimaste stabili, complice il ritiro dal mercato della California T, che verrà sostituita quest’anno dalla Portofino: le prime consegne partiranno però dal secondo trimestre dell’anno.
UN GRAZIE ALLA MASERATI - I numeri contenuti nel rendiconto del 2017 sono molto positivi anche sul fronte delle entrate economiche, aumentate del 10% (a 3,4 miliardi di euro) grazie ad una combinazione di fattori: non soltanto l'incremento delle vendite e dei pezzi di ricambio, ma anche l'arrivo di sponsorizzazioni più remunerative (494 milioni, +1%) e la produzione di motori per conto della Maserati, che ha venduto più automobili nel 2017 dotate dei V6 3.0 e V8 3.9 fabbricati a Maranello. Il bilancio di questo settore è cresciuto dell’11% e ha fruttato 373 milioni di euro, secondo la Ferrari, che è riuscita a compensare il mancato rinnovo di fornitura con la scuderia Toro Rosso di Formula 1 (passata ai motori della Mercedes).
OLTRE 9.000 AUTO NEL 2018 - Il bilancio della Ferrari è ottimo anche sul fronte dell’utile netto, che è aumentato del 34% e ha raggiunto i 537 milioni di euro. La Rossa ha saputo anche far scendere il debito: al 31 dicembre 2016 era pari a 653 milioni di euro, al 31 dicembre scorso a 473 milioni. Sulla scia di questi risultati il Cavallino non può che aspettarsi un 2018 in forte crescita, a maggior ragione considerando l’arrivo della Portofino, che è la vettura meno costosa e più usabile fra quelle in vendita. La Ferrari stima di vendere oltre 9.000 auto nel 2018, di incassare oltre 3,4 miliardi di euro e di far crescere l’utile lordo a 1,1 miliardi di euro (è stato di 1,03 miliardi nel 2017).




















