BOLIDI DI OGNI GENERE - Il Goodwood Revival Meeting (leggi qui la news), che dal 1998 si svolge ogni settembre (quest’anno dal 14 al 16), è un appuntamento imperdibile per gli appassionati di motorismo storico e, come sempre, non ha deluso le attese. Per tre giorni nel circuito di Goodwood, che si trova a un centinaio di chilometri a sud di Londra (e che, per la sua lunga storia, può essere considerato l’autodromo di Monza degli inglesi), si sono susseguiti a ritmo serrato celebrazioni e spettacolari gare. Protagonisti non sono soltanto i bolidi di tutti i generi (Formula 1, Sport, alle gran turismo e turismo) costruiti fra gli anni 30 e gli anni 60, ma anche il caloroso pubblico assiepato lungo il tracciato, rigorosamente vestito con abbigliamento vintage. E tutto il circuito, dai box, agli stand, fino alle tribune, era stato allestito come nei decenni in cui era in regolare attività, contribuendo a creare quell’irripetibile atmosfera d’annata che ha reso famoso il Goodwood Revival Meeting.

ARZILLE 50ENNI - Fra le più importanti iniziative dell’ultima edizione del Goodwood Revival Meeting spiccava il 50esimo compleanno della AC Cobra: della potente roadster anglo-americana che, dotata di motori V8 Ford con potenze nell’ordine dei 500 CV, ha corso dal 1962 al 1966, erano presenti una trentina di esemplari. Nonostante il valore storico di queste macchine, i piloti si sono sfidati senza esclusione di colpi nei lunghi rettilinei e nelle veloci curve della pista. Più attenti i “fortunati” (fra cui Jean Alesi) al volante delle Ferrari 250 GTO, le mitiche e costosissime (circa 20 milioni di euro cadauna) GT di Maranello, che quest’anno hanno compiuto 50 anni: addirittura 15 delle 39 vetture prodotte hanno sfilato lungo la pista, un colpo d’occhio più unico che raro.

OMAGGIO A DAN GURNEY - Il personaggio del Goodwood Revival Meeting 2012 è stato l’eclettico pilota californiano Dan Gurney, oggi 81enne, celebrato con la divertente iniziativa “Gurney for president, the Goodwood candidate” che ricordava, in occasione delle imminenti elezioni presidenziali statunitensi, un’analoga iniziativa lanciata in America nel 1964 dal settimanale motoristico Car and Driver. Sono passati cinque decenni da quando Gurney vinse il suo primo gran premio a Rouen (su una Porsche F1 1500 cc) e, per l’occasione, in pista hanno rombato 25 fra le macchine di ogni tipo con cui ha gareggiato: dalla Ferrari 250 TR59/60 con cui tagliò quinto il traguardo del Goodwood TT del 1959, alla Ford GT 40 Mark II con cui arrivò secondo alla 24 Ore di Daytona del 1966, fino alle “belve” con cui gareggiò in America, come la Ford Mustang Boss 302 che guidò nel campionato Trans-Am del 1968. Per non parlare della Eagle-Weslake F1 3000 del 1966, la monoposto tutta made in Usa che proprio Gurney costruì con il suo team (All American Racers) e portò alla vittoria nel GP del Belgio del 1967.

TORNANO LE FRECCE D’ARGENTO - Altro appuntamento del Goodwood Revival Meeting destinato a essere ricordato a lungo, il ritorno delle monoposto tedesche da gran premio, che dominarono la scena agonistica alla fine degli anni 30: le Auto Union e le Mercedes W125, passate alla storia con il soprannome di frecce d’argento. La più attesa era l’Auto Union Typ D del 1939, recentemente entrata a far parte del museo storico Audi; la più impressionante, un’altra Auto Union, la rivoluzionaria Typ C del 1936 con motore a 16 cilindri montato alle spalle del pilota come nelle moderne Formula 1.

DALLE UTILITARIE ALLE FORMULA 1 - Ma il Goodwood Revival Meeting non si esauriva certo qui: fra un’esibizione aerea e l’altra (con velivoli della Seconda Guerra Mondiale, fra cui gli Spitfire) sul circuito si sono alternate divertentissime corse, suddivise per cartegorie di vetture. Per esempio, il St. Mary’s Trophy riservato ad auto preparate derivate da berline da famiglia (come l’Alfa Romeo Giulietta TI del 1959 e la Rover 100 P4 del 1958) e da utilitarie, come l’Austin A35 del 1957 e la Morris Minor del 1959. Invece, il Sussex Trophy e il Freddie March Memorial Trophy erano dedicati alle vetture Sport, fra cui l’Alfa Romeo 6C 3000 CM e la Jaguar C-Type entrambe 1953, la Lancia D24 del 1954, la Ferrari 250 Testa Rossa del 1958, oltre all’Aston Martin DBR1 del 1959 come la coetanea Maserati Tipo 61 Birdcage. E poi, le corse per le monoposto di tutte le categorie, comprese le Formula 1, quali la Maserati 250F del 1956. E, usciti dall’autodromo, lo spettacolo proseguiva nel parcheggio, dove erano allineate le centinaia di vetture d’epoca con cui gli appassionati avevano raggiunto il Goodwood Revival Meeting.



