PROFILO A CUNEO - Pochi mesi dopo aver svelato il prototipo C111, presentato a fine 1969, la Mercedes iniziò a lavorare alla sua evoluzione C 111-II, che debuttò a marzo del 1970 e, quindi, ha da poco compiuto 50 anni. Firmata del celebre designer italiano Bruno Sacco e dal tedesco Josef Gallitzendörfer, la Mercedes C 111-II era dotata della sinuosa carrozzeria dal profilo a cuneo verniciata in arancio metalizzato Weissherbst, come la versione precedente di questa concept car, ma furono apportate alcune modifiche alla carrozzeria (realizzata in plastica rinforzata con fibra di vetro) per renderla ancora più aerodinamica.
PIÙ FILANTE - La Mercedes C 111-II si distinse per la linea bassa e a cuneo, i due estrattori dell’aria anteriori e il cofano posteriore piatto sorretto da due montanti. Complice l’altezza di soli 112 cm, la C 111-II offriva una resistenza all’avanzamento dell’8% in meno rispetto alla versione precedente. Questo risultato fu ottenuto senza modificare l’appuntito frontale e le caratteristiche portiere apribili verso l’alto. Invariato anche lo spazio per i bagagli, molto ampio per un’auto di questa categoria, grazie alle ridotte dimensioni del motore rotativo nella parte posteriore. Il telaio è in acciaio.

BANCO DI PROVA - La Mercedes C 111-II è anche la prima auto progettata interamente con l’ausilio dei computer. Secondo la Mercedes, queste novità ridussero di quattro mesi i tempi di sviluppo. La Mercedes C 111 era anche un “banco di prova” per lo studio del motore rotativo, che la casa tedesca iniziò a sperimentare pochi anni dopo l’arrivo sul mercato della Mazda Cosmo, fra le prime auto con un propulsore di questo tipo, dove il movimento del pistone avviene in modo rotativo e non rettilineo.
IL TEST DEL BURRO - Disposto centralmente, il motore della Mercedes C 111-II era dotato di 4 rotori (ciascuno di 602 cc) e sviluppava la potenza di 350 CV, 70 in più di quello a 3 rotori della C 111. La casa tedesca effettuò vari test per valutare il possibile impiego del motore rotativo sulle auto di serie, compreso l’originale “test del burro”: ideato da Rudolf Uhlenhaut, a capo dello sviluppo, consisteva nel legare un panetto di burro nel baule posteriore e capire se si sarebbe sciolto per il calore emesso dal motore, nonostante l’isolamento termico.

LE EVOLUZIONI - La Mercedes proseguì i test della C 111-II, ma a dicembre 1970 ne sostituì il motore con un benzina V8 3.5. Il progetto della C 111 andò avanti per quasi tutti gli Anni 70 e debuttarono le successive evoluzioni C 111-II D del 1976 e C 111-III del 1977, con motore diesel, e C 111-IV del 1979, dalla carrozzeria ancora più aerodinamica e ottimizzata per il raggiungimento della massima velocità: sulla pista pugliese di Nardò, raggiunse i 403,78 km/h. La Mercedes C 111, nelle varie versioni, fu costruita in 16 esemplari.

























