UN ASPETTO PIÙ “AUTOMOBILISTICO” - Con il restyling, il furgone tedesco Mercedes Sprinter ha acquisito un’aria più “importante”: mascherina più ampia e nervatura del cofano più pronunciata. La parentela stilistica con le vetture della casa è così più marcata. Gli interni sono più curati: imbottitura e rivestimenti dei sedili rivisti (migliorate la traspirabilità e la robustezza) e volante dalla corona più spessa. L’impianto audio, di nuova generazione, permette di connettere lettori mp3 tramite la presa Usb, e il display a colori di 5,8” visualizza le immagini riprese dalla telecamera posteriore oltre alle mappe del navigatore satellitare, dalle indicazioni molto chiare. E non mancano “chicche” come gli inserti cromati per le bocchette d’aerazione e il pomello della leva del cambio. Certo, le plastiche sono tutte rigide e ci sono molte zone di lamiera non rivestita, ma si nota uno sforzo volto rendere l’abitacolo più “automobilistico”.
RISPETTOSO DELL’AMBIENTE - Disponibile in versione furgone, trasporto passeggeri e solo autotelaio (per allestimenti personalizzati), oltre che in tre varianti di passo, quattro lunghezze e tre altezze, il nuovo Mercedes Sprinter è il primo “commerciale” della sua categoria a essere omologato secondo gli standard Euro 6, e con tutti i motori disponibili: turbodiesel common-rail (2.2 nelle varianti da 95, 129 e 163 cavalli, e 3.0 da 190) e 1.8 a doppia alimentazione (benzina e metano) da 156 CV. Con i pacchetti BlueEfficiency (costa 990 euro, comprende lo stop&start e i pneumatici ad attrito ridotto) e BlueEfficiency Plus (1.090 euro), che prevede la gestione elettronica della ventola del radiatore e il rapporto al ponte più lungo, la versione 2.2 da 129 cavalli fa registrare un consumo medio omologato di 15,9 km/litro: tra i più bassi della categoria. Noi abbiamo guidato la versione più potente a gasolio, abbinata alla trasmissione automatica 7G-Tronic Plus a sette rapporti. Abbiamo apprezzato la maneggevolezza, a dispetto delle dimensioni (il pianale più basso di tre centimetri rende la guida più “automobilistica”), il funzionamento dolce del cambio automatico e la rumorosità contenuta del motore (quest’ultimo aspetto è stato migliorato in occasione del restyling). Se non fosse per la posizione di guida, decisamente avanzata, sembrerebbe di essere al volante di una grossa monovolume.
PIÙ ATTENTO ALLA SICUREZZA - Fanno il loro debutto, sullo Sprinter, il sistema di assistenza che consente di mantenere la traiettoria del veicolo in caso di forte vento laterale, denominato Crosswind Assist (di serie) e altri dispositivi, a pagamento: il Collision Prevention Assit, per il mantenimento della distanza di sicurezza, e il Blind Spot Assist, per il controllo dell’angolo cieco. Ulteriori novità sono il sistema di controllo dei fari abbaglianti e di assistenza al mantenimento della corsia.
MANUTENZIONE SU MISURA - I prezzi (Iva esclusa) partono da 22.000 euro per la versione furgone con il 2.2 turbodiesel da 95 CV e arrivano ai 42.240 del 3.0 turbodiesel da 190: non sono certo “popolari”, ma occorre considerare l’impegno della casa nella riduzione dei costi di gestione. Oltre all’ottimizzazione dei consumi, infatti, è da segnalare l’allungamento degli intervalli di manutenzione in officina, fino a 60.000 km: il sistema Assyst personalizza le scadenze in base al tipo di utilizzo del furgone.