STILE EVOLUTO - La Mini offre una gamma che va al di là della piccola vettura che l’ha resa celebre. E in futuro, oltre alle Clubman e Countryman, arriveranno nuovi modelli ad arricchire la scelta (qui per sapere quali sono). Per esplorare nuove strade nell'ambito del design e della tecnologia, la casa inglese oggi annuncia il prototipo Mini Vision Urbanaut, una monovolume elettrica lunga 446 cm che fa capire come potrebbe essere lo stile dei futuri modelli.
FARI NASCOSTI - La Vision Urbanaut ha i fari tondi come le Mini del passato, ma i gruppi ottici si mimetizzano sotto la superficie in alluminio fresato con aperture a fessura: così, restano nascosti e appaiono soltanto all’accensione. Inoltre, si estendono orizzontalmente nel frontale e hanno led che si accendono selettivamente, creando effetti luminosi quando il guidatore si avvicina all’auto o si allontana. La grande mascherina, ora con otto lati, è più ampia e “riempie” maggiormente il frontale, ma è chiusa come in molte auto elettriche: così migliorano aerodinamica ed efficienza.
PORTA SCORREVOLE - La carrozzeria della Mini Vision Urbanaut ha superfici levigate e proporzioni tipiche delle monovolume, perché le ruote si trovano alle estremità del pianale e lo spiovente cofano è ridotto ai minimi termini. Inoltre, al posto delle tradizionali portiere, ce n’è una scorrevole su lato destro. Se i montanti anteriori sono arcuati, quelli posteriori sono pressoché verticali e consentono così di massimizzare lo spazio all’interno. Gli stilisti della casa inglese, guidati dal tedesco Oliver Heilmer, hanno rinnovato anche il design dei fanali: sono a sviluppo verticale come nelle altre Mini, ma diventano più sottili, spigolosi e hanno una striscia luminosa che si estende orizzontalmente nella parte posteriore, dove campeggia la scritta Mini.
TRE CONFIGURAZIONI - E così, grazie al passo lungo e all’ampia vetratura, la Mini Vision Urbanaut offre un abitacolo luminoso e modulabile a seconda dell’uso che si fa dell’auto. Nella configurazione standard, chiamata Wanderlust, ci sono due poltrone anteriori e altrettante, ma più piccole, nella seconda fila, dove si trova anche una mensola; nella Chill, l’interno diventa una sorta di sala relax: il sedile anteriore ruota di 180° e la plancia si abbassa, diventando un vero e proprio divanetto (la Vision Urbanaut è dotata della guida autonoma). Inoltre, le sedute posteriori si uniscono e divano una vera e propria chaise longue. C’è poi la configurazione Vibe, da richiamare con l’auto parcheggiata: l’interno non cambia rispetto alla Chill, ma è possibile alzare la parte bassa del parabrezza e aprire il portellone laterale, in modo da godersi l’aria aperta. Inoltre, l’abitacolo della Mini Vision Urbanaut può essere ulteriormente personalizzato dai passeggeri, perché c’è un vetro nel rivestimento del montante posteriore: al di sotto, si possono inserire fotografie.