PREOCCUPAZIONI - L’Osservatorio di Autopromotec, centro studi della importante rassegna espositiva bolognese dedicato alla componentistica e all’autoriparazione, ha lanciato nuovamente il suo allarme contro la piaga dei ricambi automobilistici contraffatti. Secondo le stime dell’Osservatorio (ovviamente non possono esserci dati statistici ufficiali e scientifici) i pezzi di ricambio falsi rappresentano una fetta non indifferente di quelli impiegati nelle officine di autoriparazione. Lo studio dell’Osservatorio è stato compiuto sulla base da dati forniti da AsConAuto, associazione di 20 consorzi di concessionari e autoriparatori della filiera automobilistica che coinvolge 828 concessionari e 16.824 autoriparatori. Una tale realtà fornisce il “polso” del settore e permette di percepire la presenza nel mondo delle officine del fenomeno della contraffazione.
PERDITE ERARIALI E OCCUPAZIONALI - Oltre a quanto ciò significa sotto il profilo della sicurezza (i pezzi falsificati non garantiscono la rispondenza agli standard di quelli originali) il fenomeno costituisce anche un danno per il Fisco. In base a calcoli fatti dallo stesso Osservatorio l’Erario nel 2014 ha perso qualcosa come una cinquantina di milioni per la perdita degli introiti di Iva che ci sarebbero se al posto dei prodotti contraffatti fossero usati ricambi di origine trasparente (cioè originali o equivalenti). E il fenomeno ha anche conseguenze pesanti sull’occupazione. Sempre l’Osservatorio Autopromotec stima che i posti di lavoro persi per via della contraffazione sono circa 1.500.
RISCHI ANCHE CON I PNEUMATICI - Va anche aggiunto che queste attività interessano un po’ tutto lo spettro della componentistica per auto, fino alle gomme. Una indagine della Polstrada di tre anni fa aveva appurato che su 10 mila vetture controllate circa il 3% era risultata “gommata” con pneumatici falsificati. Con gli immaginabili rischi in materia di tenuta di strada e robustezza. L’allarme di Autopromotec punta a sensibilizzare automobilisti e autoriparatori affinché si rivolgano sempre a operatori ufficiali, in grado di offrire ricambi trasparenti, evitando così pericoli rischi e non alimentando il malaffare.