IN ATTESA - Occhio fisso computer, tablet e smartphone per il mondo dell’economia in questo fine settimana. Si attendono notizie definitive e più precise sul riassetto della Pirelli che porterà nel capitale della società la ChemChina, un colosso industriale dal fatturato di 37 miliardi di euro l’anno che Fortune colloca al 355º posto nella sua graduatoria mondiale delle società.
NUOVA SOCIETÀ - Il percorso che è in corso prevede la costituzione di una nuova società, in Italia, in cui sarà presente la ChemChina e a cui sarà ceduto l’intero pacchetto azionario (26,5% del totale) della Camfin, la società che da meno di un anno controlla Pirelli e a cui partecipano sia Marco Tronchetti Provera (nella foto sopra), amministratore delegato Pirelli, e i russi della Rosneft, entrati nel capitale nel 2014. Dopo di ciò dovrebbe esserci la fase i cui la cinese ChemChina opererà per l’acquisizione di ulteriori azioni, sino ad arrivare ad almeno il 51% della nuova società e quindi al controllo della Pirelli.
PIRELLI VALE 7,15 MILIARDI - Si tratta di una operazione formalmente non semplice già di per sé, che poi diventa ancora più intricata per la presenza nel capitale della Camfin di diverse società (quelle di Tronchetti Provera, le banche Unicredit e San Paolo) per cui appunto il week end deve essere dedicato a diverse formalità da parte dei relativi consigli di amministrazione. In termini finanziari l’operazione ruota attorno a una valutazione delle azioni della Pirelli a 15 euro l’una. Valore che dà luogo a una valorizzazione di 7,15 miliardi di euro. 1,9 miliardi è il valore della quota Pirelli ceduta dalla Camfin alla nuova società.
TRONCHETTI SINO AL 2021 - Sarà dunque il comunicato ufficiale che, presumibilmente, preciserà il nuovo assetto, rendendo possibili previsioni più certe sui tempi dell’iter che porterà al controllo pieno della Pirelli da parte della cinese ChemChina e anche i piani operativi per quanto riguarda la governance e le prospettive produttive. In proposito va detto che è già stato confermato che la sede centrale della Pirelli resterà in Italia, e che Tronchetti Provera resterà al vertice della società sino al 2021. In Italia dovrebbe rimanere anche tutto ciò che è ricerca e sviluppo.
PROSPETTIVE INDUSTRIALI - Per quanto riguarda gli aspetti industriali, dovrebbe esserci una separazione tra la divisione dei pneumatici da camion e quella per auto. La produzione dei prodotti per i mezzi pesanti dovrebbero finire alla cinese Aeolus, della ChemChina. La Pirelli si concentrerebbe così sulle gomme per auto e moto, in particolare su quelle cosiddette “premium”, per le vetture più di prestazionali e di prestigio (che sono le più remunerative). Ma si vedrà se una volta perfezionata l’assunzione del controllo pieno della società, la ChemChina non vorrà sfruttare le enormi potenzialità offerte del mercato cinese, non solo per le gomme “premium”.