SOCIETÀ RIATTIVATA - Il ponte sullo Stretto di Messina è tornato di attualità in occasione dell’approvazione della manovra da parte del Governo, che ha previsto la riattivazione della società Stretto di Messina Spa (composta dall’81% da Anas e partecipata da Rete ferroviaria italiana, Regione Calabria e Sicilia), messa in liquidazione dall’allora presidente del consiglio Mario Monti.
FARÀ RISPARMIARE EMISSIONI - Il ministro dei trasporti, Matteo Salvini, in occasione di un recente intervento alla radio RTL, è tornato ad esprimere il suo ottimismo circa la finalizzazione del progetto, i cui lavori potrebbero partire entro due anni. Il ministro ha dichiarato che il ponte sullo Stretto sarà l’infrastruttura più green del mondo, poiché in grado di far risparmiare “fino a 140.000 emissioni di CO2 nell’aria”. Secondo Salvini, il ponte consentirà di attraversare velocemente lo Stretto tra Calabria (Villa San Giovanni) e Sicilia (Messina), in auto o in treno, senza far ricorso ai traghetti. In questo modo si eviterebbero quindi le solite code per attendere l’arrivo e la partenza dei traghetti, la cui durata si intensifica specie nel periodo estivo.
UN ETERNO INCOMPIUTO - Il ponte sullo Stretto è un’opera che negli anni ha contribuito a generare pareri contrastanti; da una parte c’è chi lo vuole a tutti i costi, dall’altra invece c’è chi pensa che non rappresenti un reale beneficio. Ad oggi le casse dello stato italiano hannp sborsato qualcosa come un miliardo di euro dal 1971 senza mai realizzarlo, inoltre, la mobilità e lo stato delle arterie stradali e autostradali in Sicilia sconta un forte ritardo, che l’eventuale realizzazione del ponte non farebbe altro che accentuare. Oltre alle strade, in Sicilia anche la rete ferroviaria si trova in uno stato di arretratezza, quindi, anche sotto questo specifico aspetto c’è da lavorare molto.
































