UN PRESIDENTE AL VOLANTE - Sarà la storia a giudicare gli otto anni di presidenza di Barack Obama (nella foto sopra) che ora volge al termine. Il mondo dell’auto comunque è sicuro che i due mandati alla Casa Bianca di Obama saranno ricordati come cruciali per l’industria yankee delle quattro ruote. Tanto che c’è chi definisce Obama “il presidente top manager”, ovviamente del settore automotive.
MOMENTO DIFFICILE - Tutto deriva dal ruolo avuto dall’amministrazione americana nella vicenda della paurosa crisi in cui precipitò l’industria dell’auto negli anni 2008-2009. In quel frangente, in cui gli Stati Uniti lamentavano numerosi e gravi problemi, ci fu l’intervento della Casa Bianca a sostegno delle case automobilistiche, General Motors e Chrysler in particolare (la Ford non volle ricevere aiuti, preferendo preservare la propria indipendenza da possibili condizionamenti).
INTERVENTO CRUCIALE - Non fu una decisione facile, e peraltro c’è tuttora chi la contesta, sulla base del ragionamento che le imprese devono viver (o eventualmente morire) autonomamente. Ma quel che si farà ricordare non è solo il poderoso contributo economico dello stato (si parla di oltre 80 miliardi di dollari, vedi qui sotto), quanto l’aiuto (per usare un eufemismo) fornito dalla Casa Bianca a ristrutturare e a rinnovarsi. In proposito è emblematica la filosofia del capo dei manager inviati a Detroit da Obama in quei giorni difficili del 2008. Raham Emanuel fece infatti ricorso a una frase di Winston Churchill, secondo cui “Non bisogna mai sprecare le crisi”, intendendo che nei momenti critici si può fare ciò che normalmente non è possibile.
GLI INVESTIMENTI PUBBLICI IN SINTESI
| Compagnia | Investimento | Venduta per | Profitto/perdita | Fine aiuti |
| GM | $51.0 miliardi | $39.7 miliardi | -$10.3 miliardi | Dicembre 2013 |
| GMAC (Ally) | $17.2 miliardi | $19.6 miliardi | +$2.4 miliardi | Dicembre 2014 |
| Chrysler | $12.5 miliardi | $11.2 miliardi | -$1.3 miliardi | Maggio 2011 |
| TOTAL | $80.7 miliardi | $70.5 miliardi | - $9.2 miliardi |
QUASI COMMISSARIAMENTO - Più o meno direttamente lo staff di manager incaricati da Obama guidò gli interventi nel settore, sfruttando al massimo le leve messe a disposizione dal cosiddetto Capitolo 11 (una sorta di amministrazione controllata molto spinta). Quella gestione “sotto tutela” delle grandi case GM e Chrysler è stata ed è criticata sempre per il contrasto con lo spirito liberista che permea tutto il sistema economico americano, ma come ricordano i fautori della scelta, tale politica ha consentito di “guarire il paziente. Ma forse l’aspetto più interessante della grande ristrutturazione compiuta dall’industria automobilistica americana in seguito alla crisi degli anni 2008-2009 è la riconversione tecnologica compiuta, sulla spinta delle nuove esigenze sorte anche grazie agli interventi normativi delle autorità federali.
SVILUPPO TECNICO - Nel 2008, Pochi giorni dopo l’insediamento alla Casa Bianca, nel pieno della crisi di Detroit, Obama sostenne la necessità di nuovi limiti più severi nei consumi. La cosa spinse le case a sviluppare nuovi motori meno assetati di carburante, cosí come a progettare vetture più leggere. Cosí oggi il veicolo più venduto degli Stati Uniti, il pick-up Ford F150, può vantare un autotelaio in alluminio, come la Cadillac CT6 sfoggia una struttura in composito. In sostanza, la terribile crisi degli anni scorsi ha portato certamente pesanti sacrifici, in termini di occupazione, di chiusure di impianti e taglio delle reti di vendita, ma è anche vero che è stata sfruttata come una occasione per ripensarsi e ripensare la propria offerta.

LA SPINTA DELLA SICUREZZA - Altro terreno su cui si è giocata la ripresa dell’industria automobilistica americana è quello della sicurezza. Proprio negli anni della crisi economica c’è stata una lunga serie di casi in cui decine e centinaia di migliaia di auto sono state richiamate per défaillance sul piano della sicurezza. Anche questo trend di per sé apparentemente negativo è stato motivo di stimolo per le case automobilistiche che hanno così compiuto passi avanti nelle caratteristiche di sicurezza delle loro proposte.
COMPONENTISTICA IMPORTANTE - Il processo ha visto protagoniste importanti le aziende della componentistica, che stimolate dalle richieste pressanti delle case automobilistiche, hanno sviluppato un’ampia gamma di prodotti innovativi di cui si sono serviti e si servono tutti i costruttori, non solo quelli che hanno avuto bisogno della “cura Obama”.


























