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Il presidente Obama e l'industria dell’auto

08 novembre 2016

Gli 8 anni di presidenza di Barack Obama hanno visto una autentica rifondazione e a guidarla è stata proprio la politica del presidente uscente.

Il presidente Obama e l'industria dell’auto

UN PRESIDENTE AL VOLANTE - Sarà la storia a giudicare gli otto anni di presidenza di Barack Obama (nella foto sopra) che ora volge al termine. Il mondo dell’auto comunque è sicuro che i due mandati alla Casa Bianca di Obama saranno ricordati come cruciali per l’industria yankee delle quattro ruote. Tanto che c’è chi definisce Obama “il presidente top manager”, ovviamente del settore automotive.

MOMENTO DIFFICILE - Tutto deriva dal ruolo avuto dall’amministrazione americana nella vicenda della paurosa crisi in cui precipitò l’industria dell’auto negli anni 2008-2009. In quel frangente, in cui gli Stati Uniti lamentavano numerosi e gravi problemi, ci fu l’intervento della Casa Bianca a sostegno delle case automobilistiche, General Motors e Chrysler in particolare (la Ford non volle ricevere aiuti, preferendo preservare la propria indipendenza da possibili condizionamenti).

INTERVENTO CRUCIALE - Non fu una decisione facile, e peraltro c’è tuttora chi la contesta, sulla base del ragionamento che le imprese devono viver (o eventualmente morire) autonomamente. Ma quel che si farà ricordare non è solo il poderoso contributo economico dello stato (si parla di oltre 80 miliardi di dollari, vedi qui sotto), quanto l’aiuto (per usare un eufemismo) fornito dalla Casa Bianca a ristrutturare e a rinnovarsi. In proposito è emblematica la filosofia del capo dei manager inviati a Detroit da Obama in quei giorni difficili del 2008. Raham Emanuel fece infatti ricorso a una frase di Winston Churchill, secondo cui “Non bisogna mai sprecare le crisi”, intendendo che nei momenti critici si può fare ciò che normalmente non è possibile.

GLI INVESTIMENTI PUBBLICI IN SINTESI

Compagnia InvestimentoVenduta per  Profitto/perdita Fine aiuti
GM$51.0 miliardi$39.7 miliardi -$10.3 miliardi Dicembre 2013
GMAC (Ally)$17.2 miliardi$19.6 miliardi  +$2.4 miliardi Dicembre 2014
Chrysler$12.5 miliardi$11.2 miliardi  -$1.3 miliardi Maggio 2011
TOTAL$80.7 miliardi$70.5 miliardi - $9.2 miliardi 

 

QUASI COMMISSARIAMENTO - Più o meno direttamente lo staff di manager incaricati da Obama guidò gli interventi nel settore, sfruttando al massimo le leve messe a disposizione dal cosiddetto Capitolo 11 (una sorta di amministrazione controllata molto spinta). Quella gestione “sotto tutela” delle grandi case GM e Chrysler è stata ed è criticata sempre per il contrasto con lo spirito liberista che permea tutto il sistema economico americano, ma come ricordano i fautori della scelta, tale politica ha consentito di “guarire il paziente. Ma forse l’aspetto più interessante della grande ristrutturazione compiuta dall’industria automobilistica americana in seguito alla crisi degli anni 2008-2009 è la riconversione tecnologica compiuta, sulla spinta delle nuove esigenze sorte anche grazie agli interventi normativi delle autorità federali.

SVILUPPO TECNICO - Nel 2008, Pochi giorni dopo l’insediamento alla Casa Bianca, nel pieno della crisi di Detroit, Obama sostenne la necessità di nuovi limiti più severi nei consumi. La cosa spinse le case a sviluppare nuovi motori meno assetati di carburante, cosí come a progettare vetture più leggere. Cosí oggi il veicolo più venduto degli Stati Uniti, il pick-up Ford F150, può vantare un autotelaio in alluminio, come la Cadillac CT6 sfoggia una struttura in composito. In sostanza, la terribile crisi degli anni scorsi ha portato certamente pesanti sacrifici, in termini di occupazione, di chiusure di impianti e taglio delle reti di vendita, ma è anche vero che  è stata sfruttata come una occasione per ripensarsi e ripensare la propria offerta. 

obama fabbrica 3 1

Obama con Sergio Marchionne della FCA.

LA SPINTA DELLA SICUREZZA - Altro terreno su cui si è giocata la ripresa dell’industria automobilistica americana è quello della sicurezza. Proprio negli anni della crisi economica c’è stata una lunga serie di casi in cui decine e centinaia di migliaia di auto sono state richiamate per défaillance sul piano della sicurezza. Anche questo trend di per sé  apparentemente negativo è stato motivo di stimolo per le case automobilistiche che hanno così compiuto passi avanti nelle caratteristiche di sicurezza delle loro proposte.

COMPONENTISTICA IMPORTANTE - Il processo ha visto protagoniste importanti le aziende della componentistica, che stimolate dalle richieste pressanti delle case automobilistiche, hanno sviluppato un’ampia gamma di prodotti innovativi di cui si sono serviti e si servono tutti i costruttori, non solo quelli che hanno avuto bisogno della “cura Obama”.



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Ritratto di Edoardo98
8 novembre 2016 - 21:45
Obama è stato un buon presidente ma ora forza Trump!!
Ritratto di Vincenzo1973
9 novembre 2016 - 11:22
come imprenditore infatti ha una bella esperienza in fatto di bancarotta.
Ritratto di Fr4ncesco
8 novembre 2016 - 23:25
2
Presidente con alti e bassi, adesso in ogni caso è l'ora di cambiare pagina e votare Trump.
Ritratto di AlexTurbo90
9 novembre 2016 - 02:40
State scherzando, spero! Volete che la III guerra mondiale? Perché con Trump è così che andrà a finire, poco ma sicuro... tra i due mali, meglio quello minore (Clinton).
Ritratto di AlexTurbo90
9 novembre 2016 - 02:40
P.S: Tra l'altro Trump è anche uno schifos0 misogino!
Ritratto di Fr4ncesco
9 novembre 2016 - 03:05
2
La Clinton è finanziata dall'Arabia Saudita.
Ritratto di Vincenzo1973
9 novembre 2016 - 11:24
a sta cavolata ci credi solo te.
Ritratto di Fr4ncesco
9 novembre 2016 - 11:43
2
Ok.
Ritratto di golfista97
9 novembre 2016 - 20:21
La terza guerra mondiale solo con la clinton la vedo, per fortuna ha perso
Ritratto di AlexTurbo90
9 novembre 2016 - 02:42
Refuso del primo commento: volete CHE*
Ritratto di Fr4ncesco
9 novembre 2016 - 03:02
2
La Clinton porterà alla terza guerra mondiale. Scherzi a parte, incrinerà ulteriormente i rapporti con la Russia e lascerà il medioriente nel caos in cui è. Ci ritroviamo in una nuova guerra fredda e i terroristi islamici sempre presenti. Trump al contrario è per il dialogo con Russia ed Iran, anche per risolvere la questione in Iraq ed Iran e non solo. Con lui l'America sarà meno interventista. Niente più provocazioni alla Russia, niente più rovesciamenti di governi leggttimi, ciò che la Clinton ha già fatto in Libia. Non lasciatevi influenzare da quei beceri messaggi che passano i media.
Ritratto di stefano.zoppi56
10 novembre 2016 - 15:08
Scusami se mi intrometto, condivido parzialmente la tua analisi ma sull'Iran sbagli, in campagna elettorale Trump ha già detto che loro sono una potenza nucleare ostile e che rimetterà in discussione il trattato fatto con Obama. Trump è una persona pericolosa perché incapace ed inaffidabile (più volte fallito, sedicente miliardario quando di miliardario ha solo i debiti e grande elusore e forse evasore fiscale) , prima di occuparsi di politica disse in una intervista che se un giorno avesse deciso di occuparsene avrebbe scelto di stare dalla parte dei repubblicani perché i suoi elettori sono stupidi ed avrebbe potuto raccontargli qualsiasi balla, ora non credo che proprio tutti i repubblicani siano stupidi ma di balle li ha effettivamente inondati. Non capisco poi cosa abbiamo da gioire noi italiani, adesso quel simpaticone di Putin, che uno come Trump se lo mangia a colazione, potrà radere al suolo la Siria e minacciare gli stati confinanti così ci ritroveremo ancora una massa di profughi che salvati o affondati in mare (come molti in questo sito preferirebbero) ci costeranno comunque un sacco di soldi e ulteriori e laceranti divisioni interne. Riguardo a Springsteen interessandosi da sempre di classe lavoratrice, che da americano conoscerà meglio di noi, penso che sappia da che parte stare magari, visto la non entusiasmante Clinton, è stata una scelta dolorosa ma era ed è l'unica possibile. Per finire con Obama nessuno potrà mai negargli di aver salvato l'industria automobilistica americana.
Ritratto di Gianlupo
9 novembre 2016 - 09:02
Non è mica quello che fa produrre, tra l'altro, le Jeep in Messico? La vedo molto dura...
Ritratto di Gianlupo
9 novembre 2016 - 11:38
Sì, ma quelli, vedi, sono tedeschi... Sai quanto gliene frega agli statunitensi se fanno le VW in Messico? I maggioloni li hanno sempre fatti lì, come la Rabbit-Golf, ecc. Sorry no bonus.
Ritratto di Gianlupo
9 novembre 2016 - 13:25
Al di là dei calambour, dall'articolo: "la Ford non volle ricevere aiuti, preferendo preservare la propria indipendenza da possibili condizionamenti" e "il veicolo più venduto degli Stati Uniti, il pick-up Ford F150": so what?
Ritratto di Gianlupo
9 novembre 2016 - 13:53
Al di là dei camembert... hai fondamentalmente ragione, ma un conto è andarci a braccetto, un conto è farci il bunga bunga.
Ritratto di Gianlupo
9 novembre 2016 - 09:04
Osbama = Renzie = Pino La Lavatrice: "tu mi dici quello che devo fare e io lo faccio". Graaande presidente!
Ritratto di Gianlupo
9 novembre 2016 - 11:41
Visto che l'articolo parla di Obama... si parla sulla base di ciò che ha fatto, o meglio di ciò che gli hanno detto di fare. Del resto, anche Pino La Lavatrice mi pare non sia più in carica.
Ritratto di Gianlupo
9 novembre 2016 - 13:23
Esatto, quello semmai è il rischio. Se ha le p4ll3, però, si circonda di fidati (le risorse non gli mancano) e va per la sua strada, col rischio magari di fare la fine di JFK e RFK, ma basta non mettere la propria sicurezza in mani governative (questo vale dappertutto, a meno che tu non sia come Pino La Lavatrice/Renzie) e di stare attento a quello che mangi: questione di salute...
Ritratto di golfista97
9 novembre 2016 - 20:24
Speriamo, la Merkel oramai ha stancato, adesso forza AFD!
Ritratto di Fr4ncesco
9 novembre 2016 - 10:40
2
Probabile, sono due uomini d'affari.
Ritratto di Gianlupo
9 novembre 2016 - 11:42
Appena si mette veramente male.
Ritratto di AlexTurbo90
9 novembre 2016 - 12:50
A me queste derive populiste spaventano non poco. Trump ha cavalcato il malcontento della gente, ha dato voce alla "pancia" del Paese. In passato anche altri "bei personaggi" hanno assunto un comportamento simile (leggi soprattutto: Hitler e Mussolini). A buon intenditor, poche parole...
Ritratto di Fr4ncesco
9 novembre 2016 - 14:16
2
Penso sia più populista la campagna di Clinton basata solo sul denigrare l'avversario che invece parlava di cose cose concrete e problemi reali. Gli americani hanno voltato pagina alle dinastie, all'ipocrisia e al potere snob ed elitario dei salottini noti. Mi dispiace piuttosto per alcuni artisti, non tanto per quelli del genere di Ma donna che accusavano di maschilismo Trump e poi promettevano p0mpini in cambio di voti, ma piuttosto per quelli come Bon Jovi o Bruce Springsteen che hanno sempre sostenuto la working class hero, invece si sono venduti alla campagna della Clinton.
Ritratto di Vincenzo1973
10 novembre 2016 - 10:15
i Trump sono una dinastia. non era entrata ancora "ufficialmente" in politica, ma vista la sua enorme ricchezza e importanza gli dava del Tu da decenni...
Ritratto di monodrone
9 novembre 2016 - 16:50
Ciao ciao abbronzato presidente, a mai più uuuu-huuuuuuuuuu bye bye. Non sentiremo la tua mancanza, spiaaaaaaaaaach'! :D
Ritratto di caronte
15 novembre 2016 - 14:53
L'operato di Obama nel mondo dell'auto è stato aspro ma alla fine ne è venuto a capo

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