INCIDENTE ANNUNCIATO - La telefonata risale a sette anni fa. Un uomo, che vuole restare anonimo, avvisa gli agenti: “Polizia? Sta per verificarsi un tamponamento a catena all’altezza di un incrocio”. Seguono le indicazioni, precise per filo e per segno. L’anonimo è preciso, dettagliato e circostanziato, azzeccando marche e modelli coinvolti nel tamponamento. Il tutto, in quel di Brindisi. Prese avvio da lì un’inchiesta sulle truffe alle assicurazioni con finti incidenti stradali: a seguito della quale, nelle ore scorse è arrivata una raffica di richieste di condanna (dagli otto mesi ai sei anni) per un centinaio di persone.
NON SOLO SINISTRI STRADALI - L’organizzazione si avvaleva, fra l’altro, di automobili rubate per mettere in piedi i falsi sinistri. Proprio nel Brindisino, fra l’altro, il 20 gennaio sono state denunciate dalla Guardia di finanza 64 persone per falso e truffa: scoperta una “centrale” per la falsificazione di certificati di ogni genere, tra cui polizze d'assicurazioni auto, patenti di guida, revisioni e passaggi di proprietà di veicoli. Ma anche certificati medici, referti di pronto soccorso ed esami specialistici, nonché tessere sanitarie e certificati del casellario giudiziario.