CARTELLONI FUORILEGGE - L’articolo 23 del codice della strada, al primo comma, li vieta espressamente; eppure, i cartelloni pubblicitari extra large sulle rotonde sono duri a morire. Se n’è interessato dapprima il quotidiano Corriere della Sera e, in seguito, la trasmissione televisiva Striscia la notizia. Fatto sta che sono ancora parecchie le “barriere” che, per reclamizzare prodotti e servizi, limitano la visuale degli automobilisti. Tuttavia, molti enti locali chiudono un occhio, perché in questo modo rimpinguano bilanci sempre più magri con gli introiti della pubblicità.
A MILANO SPARIRANNO - Sembra definitivamente archiviato il caso sollevato dalla provincia di Milano che, l’estate scorsa, ha disdetto il contratto, firmato dalla precedente amministrazione, riguardante l’installazione di 945 cartelloni pubblicitari “fuori legge” su un centinaio di rotonde situate sulle proprie strade. La ditta che aveva vinto l’appalto fino al 2017, ovvero la Contatto Srl, ha rinunciato a far valere le proprie ragioni in tribunale. In questo modo, l’amministrazione lombarda non dovrà sborsare la penale prevista dalla legge per chi rescinde un contratto. Le parti hanno raggiunto un accordo secondo cui, entro aprile, saranno pure rimossi i maxi cartelloni pubblicitari già installati. In cambio, la provincia accetterà, per ogni rotatoria, fino a quattro cartelli grandi al massimo un metro per 0,70 centimetri (dunque, a norma) con la classica scritta “Verde curato da...”.
FOTOGRAFATE LE ROTONDE A RISCHIO - La strada per sradicare i cartelloni “killer” dalle rotonde di tutta Italia è però ancora lunga. Se il problema vi sta a cuore, segnalateci la presenza delle pubblicità pericolose che incontrate e allegate una fotografia: la pubblicheremo su alvolante.it.





