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Quanto vale la Ferrari? 7,8 miliardi

10 novembre 2014

La separazione dalla FCA ha subito fatto nascere l’interrogativo: se ne è occupato anche l’ufficio studi di Mediobanca.

Quanto vale la Ferrari? 7,8 miliardi
INTERROGATIVO D’ATTUALITÀ - Il quotidiano Sole 24 Ore ha dedicato un articolo a un tema senz’altro all’ordine del giorno nel mondo economico-finanziario, ma anche parecchio vivo tra i semplici appassionati di auto e in particolare di quelle sportive. Il tema è il valore della Ferrari, cioè quanto può essere valutata. L’interesse per gli addetti ai lavori nasce dallo “scorporo” deciso dagli azionisti della FCA e dalla prospettiva della quotazione in borsa della casa del Cavallino. Per gli appassionati è un po’ una curiosità verso il marchio più coinvolgente del mondo delle auto. 
 
PER MEDIOBANCA VALE QUASI 8 MILIARDI - L’articolo del Sole 24 Ore fa ampio riferimento a uno studio  redatto pochi giorni fa dagli analisti di Mediobanca, appunto in vista dell’ingresso in Borsa della Ferrari. Il giudizio emesso mantiene qualche riserva legata alle politiche di gestione che la nuova dirigenza (Marchionne) vorrà attuare per la Ferrari, ma non si tira indietro e avanza comunque una valutazione di circa 7,8 miliardi di euro. 
 
CHE COSA FA LA FERRARI - Al di là dei numeri, sono interessanti gli aspetti della Ferrari che l’analisi mette in evidenza e sottolinea come molto importanti. Anzitutto il fatto che una grossa fetta del fatturato della Ferrari deriva da attività esterne al mercato dell’automobile. Si tratta di ricambi, merchandising, parco a tema di Abu Dhabi, le attività sportive dei clienti, i musei di Maranello e Modena. Per gli analisti tale business rappresenta il 35% del totale, mentre l’articolo del Sole 24 Ore raccoglie fonti interne alla azienda stessa secondo cui sarebbero sotto il 33%. Comunque parecchio alto.
 
 
QUESTIONE DI PROFILO AZIENDALE - Tutte le attività non legate alla produzione e vendita di auto sono considerate importanti per diverse ragioni. Sicuramente perché esse sono molto redditizie e meno soggette ai cambiamenti di tendenza nei mercati. Ma non solo: esse contribuiscono a dare alla Ferrari un profilo diverso da quello tutto-automobile, per conferirle invece parecchi connotati tipici dei marchi del lusso, come quelli della moda. E notoriamente questi ultimi sono marchi che godono di grandi fortune finanziarie (l’articolo cita il dato della capitalizzazione di Borsa della Prada, superiore a quella del gruppo Fiat Chrysler).
 
ferrari sede headquarter maranello 28
 
CAPITALI CONTENUTI, REDDITI ALTI - Tali fortune delle aziende del lusso e della moda non dipendono dal fascino del bello, o dalla loro capacità di fare sognare; tutt’altro. Tutto ciò dipende da questioni molto concrete come il basso investimento che richiedono (ovviamente rispetto a quello dell’industria automobilistica). E quest’ultima è una caratteristica anche della struttura finanziaria della Ferrari. E se non bastasse, la casa del Cavallino è in grado di produrre un notevole cash flow, cioè un giro di cassa che le mette a disposizione grandi quantitativi di denaro, così da poter finanziare in proprio le sue attività di progettazione, ricerca e sviluppo. Tutte cose che portano la Ferrari ad assomigliare molto alle aziende del lusso e della moda, più che a una azienda industriale automobilistica. 
 
COME UNA “MAISON” DI MODA? - Questa realtà è importante nel momento che la Ferrari si accinge a porsi sul mercato azionario. Se il suo profilo accentuerà la componente luxury-moda è probabile che le valutazioni del suo valore saranno in sintonia con quelle  relative alle “maison” della moda, cioè molto ricche; se invece l’immagine pubblica della Ferrari metterà l’accento sulla sua componente di casa automobilistica, probabilmente le stime in previsione della quotazione borsistica saranno più prudenti, anche se alla Ferrari non mancano le particolarità neanche sotto questo profilo.
 
GRANDE ASSEMBLATRICE - Per esempio, tutto ciò che costituisce la meccanica delle vetture - motori a parte - arriva dall’esterno, sia pure da una produzione particolarmente curata dalla Ferrari; ciò le risparmia non poca della problematica dell’organizzazione della produzione industriale. Quanto ai motori, da sempre fiore all’occhiello della casa di Maranello, essi sono sì prodotti internamente ma costituiscono anche un motivo di business dato che vengono forniti ad altre marche, come la Maserati.
 
L’ATTIVITÀ DI FORMULA 1 - A rendere del tutta anomala la Ferrari, c’è poi l’attività della Formula 1, che però finanziariamente in fondo incide poco, in quanto il bilancio relativo risulta sostanzialmente in pari: ciò che entra per sponsor e pubblicità è più o meno l’importo dei costi. E per di più i motori che vengono prodotti per la Scuderia, vengono anche noleggiati ad altri team. A voler essere pignoli, si potrebbe pensare che per sua natura la “Scuderia” potrebbe un giorno essere scorporata dall’intera Ferrari, in sintonia con la realtà operativa e merceologica di ciò di cui si occupa. Ma oggi è una divagazione.
 
TEMA DI DISCUSSIONE - In conclusione, quale sia il valore della Ferrari e quale sarà la sua capitalizzazione borsistica, lo si saprà solo quando il processo di scorporo sarà ultimato e comincerà la quotazione in Borsa dei titoli Ferrari. Ma sicuramente se ne continuerà a parlare, in tutto il mondo. Finanziario e no.


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Ritratto di Mattia Bertero
10 novembre 2014 - 19:49
3
Marchionne accetta gli assegni?? :-)
Ritratto di PongoII
10 novembre 2014 - 20:04
7
Sinceramente pensavo un po' di più, già solo a pensare al valore "immobilizzato" (strutture, macchinari, prodotti...). Mi auguro che sia un prezzo di riferimento per via della collocazione azionaria e che qualche sceicco non stacchi l'assegno....
Ritratto di SuperMaserati
10 novembre 2014 - 20:15
possibile che si veda solo il lato economico e non quello artistico??
Ritratto di romeo64
10 novembre 2014 - 20:27
certo che si annunciasse una vettura da 60/70.000 euro da vendere in tutto il mondo.....il "valore schizzerebbe di 2/3 volte. Ma poi dopo qualche anno non sarebbe più la Ferrari esclusiva che conosciamo ora....
Ritratto di _NightHawk_
11 novembre 2014 - 00:32
Magari il valore fosse legato al fatturato, quello vale per imprese "nuove" ma nel caso di Ferrari ci sono valori intangibili (ovvero non materiali) quali conoscenze/brevetti/tecnologie, brand e forza lavoro specializzata che probabilmente costituiscono il più del valore. Il problema è che trattandosi appunto di valori non materiali il valore è molto soggettivo e aleatorio. Team specializzati di due banche sono sicuro che potrebbero dare valutazione ben distinte lontane anche di qualche centinaio di milione di euro.
Ritratto di _NightHawk_
11 novembre 2014 - 00:33
Precisazione: intendevo dire magari fosse legato SOLO al fatturato, ovviamente anche quello è una componente importante ma almeno è certa
Ritratto di romeo64
11 novembre 2014 - 10:19
infatti il rapporto utili/valore è moltiplicato per 20, Adesso considerando che Ferrari ha un rating AAA ed avendo un potenziale enorme (legato alla notorietà del marchio) potrebbe se immessa sul mercato in una quotazione "libera" e non solo del 10%, raggiungere pure cifre "folli". Certo per qualunque direttore marketing, ferrari sarebbe il "sogno" di una vita..........
Ritratto di FRANCESCO31
11 novembre 2014 - 13:59
propongo la costituzione di un polo del lusoo Ferrari+maserati+alfa x la sola Ferrari poteva essere una grande occasione comprare la Pininfarina con i suoi stabilimenti e produrci una California con 3.0V6 portando la produzione a 20.000 pezzi l'anno
Ritratto di Supra
12 novembre 2014 - 21:44
E pensare che WhatsApp è stato comprato per 20 miliardi di dollari..

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