INTERROGATIVO D’ATTUALITÀ - Il quotidiano
Sole 24 Ore ha dedicato un articolo a un tema senz’altro all’ordine del giorno nel mondo economico-finanziario, ma anche parecchio vivo tra i semplici appassionati di auto e in particolare di quelle sportive. Il tema è il valore della
Ferrari, cioè quanto può essere valutata. L’interesse per gli addetti ai lavori nasce dallo “scorporo” deciso dagli azionisti della FCA e dalla prospettiva della quotazione in borsa della casa del Cavallino. Per gli appassionati è un po’ una curiosità verso il marchio più coinvolgente del mondo delle auto.
PER MEDIOBANCA VALE QUASI 8 MILIARDI - L’articolo del Sole 24 Ore fa ampio riferimento a uno studio redatto pochi giorni fa dagli analisti di Mediobanca, appunto in vista dell’ingresso in Borsa della Ferrari. Il giudizio emesso mantiene qualche riserva legata alle politiche di gestione che la nuova dirigenza (Marchionne) vorrà attuare per la Ferrari, ma non si tira indietro e avanza comunque una valutazione di circa 7,8 miliardi di euro.
CHE COSA FA LA FERRARI - Al di là dei numeri, sono interessanti gli aspetti della Ferrari che l’analisi mette in evidenza e sottolinea come molto importanti. Anzitutto il fatto che una grossa fetta del fatturato della Ferrari deriva da attività esterne al mercato dell’automobile. Si tratta di ricambi, merchandising, parco a tema di Abu Dhabi, le attività sportive dei clienti, i musei di Maranello e Modena. Per gli analisti tale business rappresenta il 35% del totale, mentre l’articolo del Sole 24 Ore raccoglie fonti interne alla azienda stessa secondo cui sarebbero sotto il 33%. Comunque parecchio alto.
QUESTIONE DI PROFILO AZIENDALE - Tutte le attività non legate alla produzione e vendita di auto sono considerate importanti per diverse ragioni. Sicuramente perché esse sono molto redditizie e meno soggette ai cambiamenti di tendenza nei mercati. Ma non solo: esse contribuiscono a dare alla Ferrari un profilo diverso da quello tutto-automobile, per conferirle invece parecchi connotati tipici dei marchi del lusso, come quelli della moda. E notoriamente questi ultimi sono marchi che godono di grandi fortune finanziarie (l’articolo cita il dato della capitalizzazione di Borsa della Prada, superiore a quella del gruppo Fiat Chrysler).
CAPITALI CONTENUTI, REDDITI ALTI - Tali fortune delle aziende del lusso e della moda non dipendono dal fascino del bello, o dalla loro capacità di fare sognare; tutt’altro. Tutto ciò dipende da questioni molto concrete come il basso investimento che richiedono (ovviamente rispetto a quello dell’industria automobilistica). E quest’ultima è una caratteristica anche della struttura finanziaria della Ferrari. E se non bastasse, la casa del Cavallino è in grado di produrre un notevole cash flow, cioè un giro di cassa che le mette a disposizione grandi quantitativi di denaro, così da poter finanziare in proprio le sue attività di progettazione, ricerca e sviluppo. Tutte cose che portano la Ferrari ad assomigliare molto alle aziende del lusso e della moda, più che a una azienda industriale automobilistica.
COME UNA “MAISON” DI MODA? - Questa realtà è importante nel momento che la Ferrari si accinge a porsi sul mercato azionario. Se il suo profilo accentuerà la componente luxury-moda è probabile che le valutazioni del suo valore saranno in sintonia con quelle relative alle “maison” della moda, cioè molto ricche; se invece l’immagine pubblica della Ferrari metterà l’accento sulla sua componente di casa automobilistica, probabilmente le stime in previsione della quotazione borsistica saranno più prudenti, anche se alla Ferrari non mancano le particolarità neanche sotto questo profilo.
GRANDE ASSEMBLATRICE - Per esempio, tutto ciò che costituisce la meccanica delle vetture - motori a parte - arriva dall’esterno, sia pure da una produzione particolarmente curata dalla Ferrari; ciò le risparmia non poca della problematica dell’organizzazione della produzione industriale. Quanto ai motori, da sempre fiore all’occhiello della casa di Maranello, essi sono sì prodotti internamente ma costituiscono anche un motivo di business dato che vengono forniti ad altre marche, come la Maserati.
L’ATTIVITÀ DI FORMULA 1 - A rendere del tutta anomala la Ferrari, c’è poi l’attività della Formula 1, che però finanziariamente in fondo incide poco, in quanto il bilancio relativo risulta sostanzialmente in pari: ciò che entra per sponsor e pubblicità è più o meno l’importo dei costi. E per di più i motori che vengono prodotti per la Scuderia, vengono anche noleggiati ad altri team. A voler essere pignoli, si potrebbe pensare che per sua natura la “Scuderia” potrebbe un giorno essere scorporata dall’intera Ferrari, in sintonia con la realtà operativa e merceologica di ciò di cui si occupa. Ma oggi è una divagazione.
TEMA DI DISCUSSIONE - In conclusione, quale sia il valore della Ferrari e quale sarà la sua capitalizzazione borsistica, lo si saprà solo quando il processo di scorporo sarà ultimato e comincerà la quotazione in Borsa dei titoli Ferrari. Ma sicuramente se ne continuerà a parlare, in tutto il mondo. Finanziario e no.