PREVENTIVO AL COMPUTER - La vicenda ha origine il 17 maggio 2010, quando C.M., 47enne cittadino tunisino residente in Italia dal 1992, vuole scaricare un preventivo Rc auto dal sito della compagnia online Genialloyd. C.M., che fa il camionista e ha un autocarro, inserisce nel formulario i suoi dati, dall’età alla residenza al tipo di veicolo commerciale di cui è proprietario. Risultato del sito, una Rca di 538 euro per sei mesi, che viene pagata (terminato il semestre, verserà la seconda metà). Ma, a distanza di qualche giorno (siamo a fine maggio 2010), la Genialloyd avverte il cliente che nella compilazione del preventivo c’è un errore: il tunisino ha indicato la classe di merito undicesima, anziché la tredicesima (più costosa) risultante dall’attestato di rischio. Gli viene richiesta un’integrazione, per arrivare alla nuova Rca, di 597 euro: C.M. sborsa i 59 euro di differenza. Dopo qualche giorno, la compagnia lo avverte che c’è un secondo errore: C.M. ha inserito nel sito la cittadinanza italiana anziché quella tunisina. Con il dato corretto, la Rca schizza a 767 euro per sei mesi, il 30% in più. La compagnia chiede a C.M. di integrare quanto già versato (altri 170 euro per i sei mesi). Ma stavolta il tunisino si rifiuta e chiede la stipula della polizza alle condizioni di 597 euro, informando l’Isvap (l’autorità che vigila sulle compagnie); Genialloyd non accetta e rimborsa C.M.
NESSUN SEGRETO - In una lettera all’Isvap, l’amministratore delegato della Genialloyd, Leonardo Felician, chiarisce che la Rca andava ricalcolata sulla base della cittadinanza; la quale, assieme ad altri parametri, “rappresenta un elemento per la determinazione della tariffa”. Il motivo? Stando alle statistiche delle compagnie, chi ha la cittadinanza straniera causa più incidenti.
IN TRIBUNALE - Nel frattempo C.M., attraverso l’avvocato Domenico Tambasco, denuncia la Genialloyd per “condotta chiaramente discriminatoria”. Verrebbe infranto il Testo unico sull’immigrazione: “Chiunque imponga condizioni più svantaggiose a uno straniero soltanto a causa della sua condizione di straniero compie un atto discriminatorio”. Ci sarebbe, secondo il legale, anche un’elusione all’obbligo di contrarre da parte della compagnia: la società assicuratrice ha il dovere di rilasciare Rca, e, in questo caso, intende aggirarlo attraverso una tariffa ‘repulsiva’, ossia molto elevata”. “Asgi” (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) e “Avvocati per niente” (un’associazione di volontariato che offre assistenza legale gratuita a soggetti con disagio sociale) si spingono più in là, chiedendo a Genialloyd la rimozione del requisito di cittadinanza dai criteri per la formazione delle tariffe.
ACCUSE RESPINTE - La compagnia, da parte sua, respinge le accuse: “La differenziazione sulla base della cittadinanza deve ritenersi pienamente legittima: rispecchia il grado di rischio dell’automobilista, nonché del suo paese dove, si suppone, lo stesso abbia guidato diversi anni, adottando quindi le abitudini di guida del posto”. L’avvocato di C.M. replica che il camionista vive in Italia da 17 anni e conosce, quindi, le nostre abitudini di guida.
NON È UNA NOVITÀ - Sarà il tribunale a stabilire chi ha ragione, a febbraio 2011. Già in passato altri stranieri (specie romeni, nordafricani e cinesi) avevano protestato per le tariffe Rca più costose rispetto a quelle concesse agli italiani. Anche se è la prima volta che si arriva in tribunale per una questione del genere. Il fatto è che il mercato Rca è libero: ogni compagnia ha diritto di applicare proprie tariffe, anche in base alla cittadinanza, se la considera fattore di rischio. In fondo, è quello che accade fra gli stessi italiani, in funzione della residenza: un abitante di Bolzano paga una Rca inferiore rispetto a chi vive a Napoli, dove c’è una sinistrosità elevatissima.




















