NELLA STORIA - Il film The Italian Job del 1969 è ricordato per la spettacolare scena dell’inseguimento a Torino fra le Mini dei rapinatori e la Polizia. Il film, diretto da Peter Collinson, con Michael Caine tra i protagonisti, si apriva con una splendida sequenza nella quale una Lamborghini Miura P400 arancione, guidata dall’attore Rossano Brazzi, saliva lungo la strada del Gran San Bernardo (guarda il video qui sotto); la sequenza si concludeva con un incidente che mandava in fiamme l’auto. In realtà la Miura è “sopravvissuta” a quella scena, come racconta la casa bolognese a 50 anni dall’uscita di The Italian Job: la casa di produzione del film, la Paramount Pictures, aveva rintracciato una Miura già incidentata del tutto simile a quella guidata da Brazzi, quindi l’auto semi-distrutta che appare nel film non è quella che Brazzi guida nelle primissime scene del film.
SI RICONOSCE DAI POGGIATESTA - Poco prima di iniziare le riprese del film, la Paramount Pictures si rivolse alla Lamborghini chiedendo una Lamborghini Miura uguale a quella incidentata. Nella fabbrica di Sant’Agata ce n’era in produzione una identica, che la Lamborghini decise di mandare sul luogo delle riprese non prima di aver messo in pratica una piccola accortezza: la casa bolognese decise di sostituire i delicati sedili in pelle bianca con quelli neri usati per i collaudi. La trasformazione fu quasi perfetta, ma uno spettatore davvero attento riconosce un piccolo dettaglio che la Lamborghini non riuscì a modificare in tempo per le riprese: i poggiatesta, incollati al vetro che divide l’abitacolo dal vano motore, sono rimasti bianchi. La Miura è stata guidata sul luogo delle riprese da Enzo Moruzzi, che si occupava di consegnare le Lamborghini a clienti famosi o guidare sui set.
SI TROVA IN LICHTENSTEIN - Dopo le riprese del film, la Lamborghini Miura di The Italian Job venne riconsegnata al costruttore e venduta al suo primo proprietario (un cliente di Roma). In 50 anni quell’auto è passata di “mano” varie volte ed è stata acquistata nel 2018 da un collezionista del Lichtenstein, Fritz Kaiser, che ha scoperto di possedere l’auto del film dopo averla mandata per un restauro a Sant’Agata Bolognese. La Lamborghini per l’occasione ha contattato anche Moruzzi, dopo aver consultato i documenti conservati nel suo archivio.
PASSATA ALLA STORIA - La Lamborghini Miura è stata disegnata da Marcello Gandini ("padre" anche della sua erede, la Lamborghini Countach) per conto della Bertone e ha dimensioni molto contenute per gli standard odierni, visto che misura 436 cm in lunghezza e 176 cm in larghezza. Il motore è un V12 di 3.9 litri da 350 CV montato in posizione centrale-trasversale. Costruita in 763 esemplari fra il 1966 e il 1972, la Miura non è considerata soltanto l’automobile simbolo della Lamborghini: sono in molti infatti a ritenerla la "madre" di tutte le moderne supercar, complice l'abitacolo a due posti secchi e il motore V12 in posizione centrale, soluzioni tecniche riprese negli anni da tutte le supersportive.