“SALVI”, PER ORA - Incredibile, una buona notizia per gli automobilisti: slittano i pedaggi su autostrade e raccordi autostradali in gestione diretta dell’Anas. Per questioni tecniche, è impossibile rispettare la data inizialmente prevista dal governo (con legge 122 del luglio 2010): il 1° maggio 2011. Lo ha spiegato Pietro Ciucci, presidente dell’Anas (gestisce la rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale). Manca infatti un decreto della presidenza del Consiglio che indichi le tratte Anas sottoposte a pedaggio (su 1300 chilometri totali): potrebbe essere coinvolto anche il Grande raccordo anulare di Roma.
IL TUTOR CHE NON MULTA - Da stabilire, inoltre, la modalità di esazione e le eventuali agevolazioni per i pendolari. È probabile che il pagamento avvenga tramite un sistema “free flow”: un flusso libero, senza caselli. Ciucci parla di “portali simil Tutor” (il sistema che multa chi supera la velocità media di 130 km/h in autostrada): niente sanzioni, ma solo un modo per individuare le targhe, che permetterà di rilevare i percorsi e fissare le tariffe. Si pagherà con il telepass o con tessere a scalare.
SERVONO SOLDI - Ma perché nuovi pedaggi? Dal 1° gennaio 2011, l’Anas non riceve gli stanziamenti statali. L’obiettivo è rendere autonomo il gestore della rete. Ma per sopperire a questo ammanco si è subito trovata una facile soluzione: far pagare chi va in auto.