I GANGLI DELLA BUROCRAZIA - Secondo i dati dell’Aci, nel 2013 in Italia sono state radiate dal Pra 1.432.878 vetture, cioè il 26,5% in meno rispetto al 2009. Dietro questo dato però ci sono tendenze contrastanti. Le statistiche dell’Aci mettono infatti in evidenza che del totale delle radiazioni una fetta molto importante riguarda vetture che hanno preso la strada dell’estero. Tra le pratiche previste dal Pra c’è infatti anche quella di “radiazione per esportazione” che presenta statistiche sorprendenti rispetto a quelle generali.
TENDENZA NETTA - In base ai dati del 2012 (il dettaglio di quelli del 2013 non è ancora stato diffuso) si nota una forte crescita delle vetture radiate per essere esportate mentre le radiazioni nel loro complesso diminuiscono. Il trend emerge dall’analisi delle statistiche.
CIFRE IMPORTANTI - Nel 2012 i veicoli radiati sono stati 1.754.133, di cui 1.444.188 erano autovetture. A sua volta, secondo l’Assodem (organizzazione degli autodemolitori) del totale radiazioni ben 733.132 sono state relative a veicoli in esportazione, di cui l’oltre il 76% (dato Aci diffuso dall’Anfia) costituito da auto (562.901 unità). In pratica il 39% delle auto radiate ha preso la strada dell’estero.
FORTE CRESCITA - Quattro anni prima, nel 2009, il complesso delle radiazioni era stato di 2.264.199 veicoli, di cui 1.950.664 autovetture. Di queste ultime le vetture radiate per essere esportate furono 493.547, cioè il 25,3% del totale auto, dunque parecchio meno del 2012. E il timore che nel 2013 il trend di aumento sia ulteriormente aumentato è più che fondato.
FINTE ESPORTAZIONI - In parte questo grande flusso verso l’export è dovuto alla vendita all’estero di auto dismesse dagli automobilisti italiani. Ma non solo. Secondo l’Assodem a spiegare la tendenza sono anche altre pratiche scorrette se non chiaramente illegali. Attorno alle radiazioni per esportazione ci sono infatti possibilità di evasione fiscale: spesso le auto restano in Italia ma con targa straniera, evitando il pagamento della tassa di possesso o del superbollo nel nostro paese e sfuggendo al sistema di controllo istituito dalle autorità competenti.
PRATICHE ILLECITE - Ma non solo. Altre pratiche illegittime sono probabili per quei non pochi veicoli che letteralmente spariscono, in quanto non vengono più immatricolati in altri paesi. L’Assodem denuncia poi i traffici relativi al mercato dei ricambi, con le auto che una volta all’estero vengono smantellate senza seguire le modalità di compatibilità ambientale esistenti in Italia. Addirittura, secondo il presidente dell’Assodem, Anselmo Calò, recentemente è iniziata anche una prassi che vede le auto radiate per esportazione smantellate per recupero dei ricambi direttamente in Italia, “in centri incontrollati da personale straniero” per poi esportare i ricambi riutilizzabili “con fatturazioni di comodo” mentre “le carcasse finiscono abbandonate o cedute in maniera poco trasparente a terzi”.