VELOCE, MA ANCHE AFFIDABILE? - Conclusa la seconda sessione di test, e a 2 settimane dal via della stagione 2020 di Formula 1, sembrava il momento giusto per fare un bilancio. E invece gli ultimi tre giorni di prove sul circuito di Barcellona hanno sparigliato le carte, perché molti team hanno voluto fare pretattica e “nascondersi” in vista del Gp dell’Australia del 15 marzo. Partiamo dalla Mercedes, che anche quest’anno ha dalla sua i favori del pronostico: la nuova monoposto sembrava fosse nata sotto una buona stella, ma non sono mancati i problemi di affidabilità e giovedì Lewis Hamilton ha dovuto interrompere anzitempo il lavoro di sviluppo. Bottas, suo compagno di team, però ha stabilito il miglior tempo nella sessione di venerdì.

FERRARI INDIETRO - La Ferrari è stata più veloce in pista giovedì, un’eccezione considerato che il lavoro della scuderia di Maranello è stato per lo più improntato alla ricerca del passo di gara e all’affidabilità, un aspetto per il quale la monoposto SF1000 non ha del tutto convinto. Le Rosse non hanno dato l’impressione di poter impensierire le Mercedes, come ha ammesso anche il capo della scuderia di Maranello, Mattia Binotto, che si è detto deluso per i risultati ottenuti dalla Ferrari in queste tornate di test: a suo avviso, la Ferrari ha scarse chance di vittoria al Gp dell’Australia. La Red Bull, terza forza della stagione 2019, ha chiuso al secondo posto la sessione di venerdì ed è parsa molto consistente, quindi è probabile che sarà lei a impensierire le Frecce d’Argento nella prima parte della stagione.

LE OUTSIDER - Fra i team non di punta sono sembrate in forma la Renault, complice il secondo posto di Daniel Ricciardo nella sessione di venerdì, e la Racing Point, con una monoposto molto simile alla Mercedes: il sesto posto di Sergio Perez è emblematico in tal senso. Da segnalare anche l’acuto dell’Alfa Romeo Racing, prima nella sessione di mercoledì con il collaudatore Robert Kubica.








