STRETTE DI MANO - Ieri a Monza è stato annunciato l'accordo economico per disputare il Gp d'Italia di Formula 1 per altri tre anni, fino al 2019. Per questo saranno versati 68 milioni di euro nella tasche di chi detiene i diritti della Formula 1 e cioè di Bernie Ecclestone (al centro nella foto con il presidente della Regione Lombardia Formigoni e del presidente dell'Aci Sticchi Damiani). Ma da dove vengono questi soldi? Secondo quanto riporta oggi il Corriere della Sera, 20 milioni li mette la Regione Lombardia, in ragione del notevole indotto che il Gran Premio porta alla Brianza stimato in 28,5 milioni. Per il resto si attinge al “tesoretto del Pra” il Pubblico Registro Automobilistico. Un ente "duplicato" di alcune funzioni della Motorizzazione che più volte i governi in passato hanno tentato di abolire, compreso quello Renzi.
I SOLDI DEL PRA - L'articolo del Corriere della Sera conferma che ancora l'accordo triennale non sarebbe stato firmato e la ratifica è ancora in data da destinarsi. Il motivo? A quanto pare Ecclestone sta aspettando un pronunciamento del Tar del Lazio sulla richiesta di sospensiva presentata dalla società che gestisce l'Autodromo di Imola, la quale si è opposta all'utilizzo di soldi pubblici (quelli del Pra) utilizzati per aiutare un solo circuito.
BILANCIO DELUDENTE - Presente ai box della Ferrari per le qualifiche del Gran Premio d’Italia, a Monza c’era anche il presidente della Ferrari (e amministratore delegato della FCA) Sergio Marchionne, che non si è negato di fronte alle tante sollecitazioni della stampa. A cominciare dal giudizio sulla stagione 2016, ormai segnata: “dopo le tre vittorie nel 2015 abbiamo cominciato forse un po' troppo ottimisti. In Australia sembrava una macchina che avrebbe dato grandissimi risultati, gli altri hanno migliorato molto durante la stagione e noi siamo rimasti fermi”.
RITARDI E SPERANZE NEI GIOVANI - Inevitabile dunque un riferimento al recente avvicendamento al vertice della scuderia, con l’affidamento della massima responsabilità a Mattia Binotto: “Forse abbiamo aspettato troppo per cambiare. È stato un cambio necessario. Bisognava dare uno scossone alla squadra. Credo che con Mattia Binotto siamo nelle mani giuste. È un buon ingegnere e ha fatto un grandissimo lavoro sulla Power Unit l’anno scorso e quest’anno, creando un team squadra di giovani. Lasciamoli lavorare. Abbiamo moltissimi ingegneri che stanno sviluppando la vettura, bisogna organizzarli, condividere degli obiettivi molto chiari, come non succedeva in passato”. Da precisare che Marchionne non ha detto a quale passato si riferisse, se a quello recente o a quello più lontano.
ADDIO A MASSA - Il week end di Monza si segnala anche per due adii anche se di natura diversa. Il brasiliano Felipe Massa ha annunciato che al termine di questa stagione si ritirerà dalla Formula 1 dopo 14 anni e 243 gran premi. Le vittorie al suo attivo sono 11 con 41 podi in totale e un titolo mondiale perso nei confronti di Hamilton nel 2008 per un solo punto.
BUTTON NON CORRE, MA RESTA - Anche Button annuncia che il prossimo anno non sarà uno dei due piloti ufficiali della McLaren: verrà sostituito dal belga Stoffel Vandoorne che affiancherà Fernando Alonso. Però per Button, 36 anni, questo non è un addio alla McLaren con la quale ha firmato un contratto di due anni come collaudatore e “ambassador” con la possibilità di tornare a correre e un ruolo importante nello sviluppo della macchina per le prossime stagioni.








