SENZA RIVALI - Dopo la vittoria dello scorso Gp, Lewis Hamilton fa il bis e porta la sua Mercedes al successo anche in Ungheria, dove si è corsa la terza gara del campionato 2020 di Formula 1. Il pilota inglese non si è limitato a vincere, ma ha letteralmente stravinto, tanto da stabilire anche il giro più veloce in gara e doppiare tutti i piloti fino al quarto all’arrivo. Per il pilota inglese, che sale al comando della classifica del campionato, è l’ottavo successo nella gara di Budapest: soltanto Michael Schumacher era stato in grado di vincere otto edizioni di un Gran Premio. Alle sue spalle sono arrivati Max Verstappen della Red Bull e Valtteri Bottas della Mercedes; sesta la Ferrari di Sebastian Vettel, undicesima quella di Charles Leclerc.
ASFALTO BAGNATO - Ancora prima di iniziare, il Gran Premio dell’Ungheria regala il primo colpo di scena: a causa del fondo stradale umido, che costringe i piloti a montare pneumatici da bagnato, Max Verstappen va fuori pista nel giro di schieramento in griglia e danneggia la sua Red Bull, che tuttavia viene riparata in tempo dai meccanici. È il primo botto di una gara con tanti fuochi d’artificio. Al via, infatti, Hamilton non ha problemi a scappare via, perché Bottas parte male e scivola dalla seconda alla sesta posizione. Ne approfittano Lance Stroll della Racing Point, secondo, e Verstappen, terzo, davanti alle Ferrari di Vettel e Leclerc. Al terzo giro, Leclerc si ferma ai box e monta pneumatici da asciutto con mescola morbida, più performanti ma soggetti ad usura: la rischiosa strategia non darà i risultati sperati.

LE HAAS FRA I PRIMI - Al quarto giro si fermano ai box Hamilton, Stroll e Vettel, ma optano per i più duraturi pneumatici con mescola intermedia; a sosta finita, Vettel è sfortunato e deve restare fermo per evitare il contatto con i numerosi piloti che transitano dalla corsia box, perdendo secondi preziosi. La girandola di soste favorisce Hamilton, che si ritrova al comando della corsa, e le Haas di Kevin Magnussen e Romain Grosjean, al terzo e quarto posto grazie alla riuscita strategia: partendo dalla corsia box anziché dalla griglia, hanno il vantaggio di poter scegliere quali gomme adottare e montano fin da subito quelle da asciutto, con cui evitano il pit stop che tutti gli altri piloti effettuano nei primi giri. Dopo poche tornate va in crisi Leclerc, che si trova già con i pneumatici usurati e fa da tappo ai piloti più veloci: dopo la seconda sosta, al ventunesimo giro, rientra al quindicesimo posto.
RISALE BOTTAS - In testa alla corsa c’è Hamilton, che amministra l’enorme vantaggio nei confronti Verstappen. Alle loro spalle i sorpassi non si contano, perché le Haas perdono posizioni e vengono scavalcate da tutte le monoposto più competitive, perché Bottas va a prendersi la terza posizione e si tira dietro Stroll, Ricciardo e Sainz. Gli ultimi quindici giri sono meno entusiasmanti, ma Vettel risale fino alla sesta posizione e Bottas fa di tutto per andare a riprendere Verstappen, tanto da arrivare a recuperargli fino a 1,5 secondi al giro, ma senza riuscire ad avvicinarlo per tentare l’affondo.

FERRARI DOPPIATE - Il sesto posto di Vettel, autore di una brillante gara, è il massimo a cui poteva ambire la Ferrari, che ha subito l’onta del doppiaggio da parte di Hamilton ed è attualmente la quinta forza del Mondiale: a precederla sono le Mercedes e Red Bull, ma anche la McLaren e Racing Point. A complicare il tutto si aggiungono i continui errori del muretto, che ha sbagliato la strategia di gara per Leclerc e lo ha costretto alle retrovie, ma anche le scarse prestazioni della monoposto SF1000, che non ha permesso al pilota monegasco di superare agevolmente la Haas di Magnussen quando i due erano in lotta.


































