Dopo la berlina Giulia, ecco l'Alfa Romeo Stelvio. Chiediamo a Fabrizio Curci (foto qui sopra), responsabile del brand Alfa Romeo per l’area Emea, di parlarci della prima suv nei 107 anni di storia della casa del Biscione.
La Giulia e la Stelvio sono legate da una stretta parentela, visto che la piattaforma è la stessa. Con la berlina avete in qualche modo preparato il terreno al nuovo modello, anche sul piano commerciale?
“In realtà, sono due auto diverse, hanno missioni differenti. La prima, che ormai è in vendita in una trentina di paesi, dove sta registrando notevole successo, ha certamente fatto da apripista all’operazione. La Giulia, però, rappresenta il ritorno dell’Alfa Romeo in una fascia di mercato combattuta in cui l’Alfa Romeo è già stata forte. Con la Stelvio entriamo in un territorio nuovo per noi”.
Che cosa vi aspettate dalla Stelvio?
“Risultati importanti. E siamo fiduciosi di ottenerli perché la Stelvio ha tutti i contenuti che una suv di questa categoria deve avere, con in più il dna Alfa Romeo. È una suv che si guida come una berlina sportiva. Un cliente che ha speso cifre importanti per un’automobile ha diritto a una guida appagante, deve potersi divertire quando si mette al volante, anche se sta seduto un po’ più in alto. Soprattutto se ha scelto un’Alfa. La Stelvio glielo garantisce”.
Chi è il cliente è della Stelvio?
“Premesso che quello delle suv è un settore in continua evoluzione, e che proprio per questo si appropria continuamente di nuovi clienti, prendendoli da vetture di altro genere, con la Stelvio puntiamo a convincere anche chi guarda alle suv senza troppa convinzione. C’è chi resiste all’idea di acquistarne una perché teme di perdere il piacere di guida. Con la Stelvio puntiamo anche a loro. Poi, accanto a tutta la clientela cosiddetta “di conquista”, che andremo a togliere ad altre tipologie di automobili e naturalmente – essendo noi al debutto tra le suv – ad altre marche, tra chi comprerà la Stelvio ci saranno anche tanti appassionati di Alfa Romeo che attendevano un’auto diversa da una berlina”.
I competitor “nel mirino” dell’Alfa Romeo sono ancora una volta i migliori marchi tedeschi…
“Certo. Naturalmente, per definire i modelli con i quali andremo a confrontarci è fondamentale il tipo di motore. Per esempio, viste le elevate prestazioni della Stelvio a benzina da 280 CV, sento di poter dire che i concorrenti in grado di offrire un analogo livello di performance e piacere di guida sono davvero pochi. Decisamente più ampio è il campo di battaglia tra i diesel, ma anche se tra le suv a gasolio i competitor agguerriti non mancano, non abbiamo complessi di alcun genere”.

A richiamare il maggior numero di clienti sarà proprio il diesel?
“Tra le suv, il motore a gasolio è quello di riferimento, ma in diversi paesi stiamo rilevando una crescente attenzione per le versioni a benzina. Tra l’altro, la Stelvio è un’auto leggera in rapporto alle sue dimensioni, e con un motore a benzina particolarmente efficiente anche dal lato consumi può essere una seria alternativa al diesel. Quest’ultimo resta il motore che genera la maggior richiesta da parte della clientela, ma ci aspettiamo un discreto bilanciamento tra i due tipi di alimentazione. Per quanto riguarda invece i mercati nei quali saremo più presenti, un peso strategico lo avrà il nostro paese, e non solo perché agli italiani piacciono parecchio le suv, ma perché è nel mercato di casa che si gioca la partita più importante, come sta succedendo anche con la Giulia. Naturalmente, andremo a proporci in tutti i paesi europei che più apprezzano questo tipo di vetture, ma pensiamo di poter dire la nostra con la Stelvio anche in quelli in cui la presenza delle suv è ancora da rafforzare”.
Con la Giulia state facendo un gran lavoro nel cosiddetto “settore business”: la vostra berlina viene sempre più presa in considerazione per le flotte aziendali. Anche per la Stelvio è immaginabile uno scenario simile?
“Il mercato delle suv è meno dominato dalle flotte di quello della Giulia, in parte per la policy di alcune grandi aziende e un po’ per via dell’orientamento dei clienti. Ma proprio perché la Stelvio, con la sua efficienza, lima parecchio la distanza che separa suv e berline, saprà essere competitiva anche sul fronte dei costi di gestione. E potrà quindi interessare non soltanto i professionisti o le piccole aziende, ma anche i gestori delle flotte più grandi”.
E a proposito della vendita in concessionaria e dell’assistenza, che cosa deve aspettarsi il cliente Stelvio?
“Tutto quanto gli stiamo già fornendo con la Giulia. Un’attenzione particolare che passa attraverso modalità personalizzate di contatto, di vendita e di post-vendita. A questo proposito, ricordo che, soprattutto con la Giulia Quadrifoglio, ai clienti evitiamo persino il disturbo di recarsi in officina, perché il nostro personale provvede al ritiro e alla riconsegna dell’auto direttamente sotto casa. Ed è altrettanto importante che il cliente, quando entra in una concessionaria, percepisca l’identità di marca dell’Alfa Romeo. Nei colori, nell’arredamento. Per questo abbiamo sottoposto a un rifacimento importante tutte le concessionarie, un processo lungo che è ancora in corso. Questi servizi vanno al di là della Giulia o della Stelvio, superano il singolo modello. È la nuova Alfa Romeo che funziona così”.




