NUOVO IMPULSO VERSO LA GUIDA AUTONOMA - L’automobile della Apple è come un fiume carsico: lo si vede, sparisce e poi riemerge in posti insospettabili. In questi giorni la Apple Car sembra riemersa, sulla spinta di nuove indiscrezioni raccolte da Bloomberg. Era trapelato che la squadra di sviluppo automotive della Apple stava percorrendo sia la strada di un’automobile, ovviamente elettrica, con capacità limitate di guida automatizzata centrate su sterzo e acceleratore, sia quella di una vera guida autonoma che potesse fare a meno del guidatore. Secondo fonti anonime il nuovo direttore del progetto, Kevin Lynch, già a capo del software di Apple Watch, avrebbe deciso di concentrare gli sforzi sulla vera guida autonoma. È interessante notare che il passato direttore del cosiddetto Progetto Titan, Doug Field, pochi mesi fa è andato in Ford dopo aver ricoperto per 3 anni il ruolo ora di Lynch e aver lavorato anche in Tesla. A differenza dell’auto elettrica, che ha ormai raggiunto un soddisfacente grado di maturità, quella a guida autonoma appare sfuggente e persino Tesla, che raccoglie una massa enorme di dati su strada grazie alla connettività nativa delle sue automobili, appare ancora lontana dal traguardo.
BRUCIARE LE TAPPE - Waymo, emanazione di Alphabet (cioè di Google), ha subito quest’anno prima le dimissioni del ceo John Krafcik e poi l’abbandono di sei dirigenti mentre Uber ha venduto la sua divisione sulla guida autonoma alla startup Aurora. La crisi data dalla pandemia e la carenza di chip hanno costretto a ridimensionare gli investimenti e a soffrirne di più sono state le attività di ricerca nel settore della guida autonoma, vista come un traguardo nebuloso. Le indiscrezioni indicano invece che Apple si sia data come orizzonte per il lancio della sua auto a guida autonoma il 2025, un lasso temporale di quattro anni che taglia le stime precedenti centrate su un periodo da 5 a 7 anni. Sembra però che Apple si sia data anche un recovery plan: se il lancio nel 2025 dovesse apparire impossibile allora potrebbe allungare i tempi o presentare prima un veicolo con capacità inferiori. Idealmente la Apple Car non ha né volante né pedali e potrebbe avere un abitacolo impostato in forma di spazio aperto e flessibile come un soggiorno. Allo studio ci sarebbe infatti un ambiente simile a quello di una limousine con i passeggeri seduti ai lati del veicolo e che quindi si possono guardare come se fossero seduti al ristorante. Al centro di questo ambiente una specie di grande tablet, utilizzabile quindi da tutti i passeggeri, che integrerebbe sia i servizi Apple sia altri dispositivi della Mela morsicata. L’idea sarebbe di non avere il classico volante, ma in Apple si starebbe discutendo una qualche forma di comando di emergenza.
A CHE PUNTO SONO GLI STUDI? - Altre indiscrezioni riportano che Apple avrebbe raggiunto un importante traguardo nel lavoro preliminare sul processore che dovrebbe equipaggiare la prima generazione della sua automobile. Questo potente chip sarebbe stato progettato dallo stesso team di ingegneri che ha sviluppato i processori dei dispositivi di Cupertino, dall’iPhone ai potentissimi Mac, e non dal team automotive. Questo chip potrebbe essere il più avanzato che Apple ha sviluppato internamente ed è infarcito di reti neurali, necessarie per gestire l'intelligenza artificiale necessaria per la guida autonoma. La sua potenza di calcolo genera molto calore e quindi sarebbe necessario un sistema di raffreddamento altrettanto potente. Lo sviluppo avrebbe riguardato anche il software, customizzato per le particolari esigenze della guida autonoma. Sarebbero anche imminenti i test su strada, condotti con le automobili già usate in precedenza sulle strade della California, aggiornate con i nuovi processore e sensori. Apple ha una sua flotta di 69 Lexus che sperimentano queste tecnologie, una consistenza dedotta dai dati del Department of Motor Vehicles californiano.
COSTRUTTORI TRADIZIONALI E NUOVI SOGGETTI - Costruire un'automobile, “oggetto” che deve durare almeno 10-15 anni, non è però come produrre smartphone e computer personali. I veicoli sono safety critical, sono soggetti a vibrazioni, temperature estreme e aggressioni meteorologiche e chimiche (il sale sulle strade). È una vita ben diversa da quella dei cellulari e dei computer e chi si affaccia in questo settore ha bisogno di un partner (le passate difficoltà di Tesla sono ben note). Si è parlato ad esempio di un accordo con Hyundai (qui per saperne di più) e altri produttori e della possibilità di costruire il veicolo negli Stati Uniti, ma un'automobile completamente autonoma entro il 2025 è considerata troppo ambiziosa anche all'interno del Progetto Titan.
MOLTO SICURA - La guida autonoma non è uno scherzo e così Apple sembra stia agendo per avere più sicurezza rispetto a Tesla e Waymo: la sua ricetta prevede sistemi molto ridondanti e backup a vari livelli per evitare situazioni pericolose. L’accelerazione voluta da Lynch ha comportato l’arruolamento di CJ Moore, ex direttore del software di guida autonoma della Tesla, e contatti con un esperto di climatizzazione della Volvo, un manager della Daimler, ingegneri coinvolti nelle batterie della Karma e altre case, un ingegnere nel campo dei sensori della Cruise - General Motors ed esperti di sicurezza di Joyson Safety Systems e Tesla. Si stanno acquisendo competenze anche nelle speciali interfacce uomo-macchina e fra le materie oggetto di dibattito è l’adesione al sistema di ricarica CCS-Combo, uno standard globale. Sul tavolo anche diversi modelli di business per la sua vettura autonoma, compresa la realizzazione di una flotta per competere con Uber, Lyft e Waymo, ma sembra che lo scenario più probabile sia la proprietà classica.
TURNOVER ACCELERATO - Il progetto della Apple ha sofferto sotto molti aspetti, dall’oggettiva difficoltà di una sfida ambiziosa a faide per il controllo, licenziamenti, dimissioni e ritardi vari. L'arrivo di Field nel 2018 ha portato ottimismo ma nel 2021 quattro top manager e lo stesso Field se ne sono andati. Si sussurra che Field fosse irritato dal dover riferire al boss dell'intelligenza artificiale John Giannandrea mentre il precedente capo, Bob Mansfield, parlava direttamente con il ceo Tim Cook. Lynch, che riferisce a Jeff Williams, chief operating officer di Apple, è il quinto dirigente a occuparsi del Project Titan in circa sette anni, un tasso di avvicendamento raro in Apple. Lynch ha dimostrato di esser stato in grado di trasformare l'Apple Watch in un prodotto sulla cresta dell’onda e quindi all’interno del team automotive vedono la sua nomina come un rinnovato impegno verso l’Apple Car: riuscirà nell’impresa?







































