MOTORI A RIPOSO - Le auto elettriche convivono sempre con una pesante spada di Damocle, che è l’autonomia, ma la BMW ha brevettato uno schema tecnico che promette di coniugare le prestazioni elevate con un’alta efficienza. L’attuale tecnologia delle batterie agli ioni di litio ha un rapporto wattora/kg piuttosto svantaggioso e quindi non è possibile usare nelle automobili ‘normali’ pacchi batterie più grandi di un valore che si aggira sui 100 kWh perché il peso diventerebbe proibitivo e appannerebbe l’handling del veicolo. La strada da seguire è quindi quella di una meticolosa ricerca dell’efficienza per fare più strada per ogni kWh consumato. Ma come conciliare questo con le prestazioni, notoriamente avide di energia? L’idea della BMW M per ottenere sia questo sia quel risultato è avere un motore elettrico per ogni ruota con la possibilità di usarne, quando non sono richieste le massime prestazioni, uno per assale.

UN DIFFERENZIALE "DORMIENTE" - Avere un motore per ruota dà la possibilità di operare un torque vectoring raffinatissimo: il poter dosare la coppia indipendentemente dona una dinamica molto efficace al veicolo ma raddoppiare il numero dei motori elettrici aumenta le perdite. BMW pensa quindi a una soluzione, il cui brevetto circola in rete, che può usare, a seconda delle situazioni, un motore per ruota o uno per assale. Il segreto è inserire nell’assale un differenziale meccanico (immaginiamo comunque a controllo elettronico) che può essere attivato o escluso a piacere tramite degli innesti. Nei disegni EM sono i motori elettrici, R sono le ruote, D il differenziale, S e Z gli innesti, A i semiassi e G le riduzioni a ingranaggi fra i motori e la trasmissione.

IL GIOCO DEGLI INNESTI - Nel modo 1 il motore EM1 trascina in rotazione il differenziale e quest’ultimo aziona direttamente il semiasse A1 mentre A2 viene collegato tramite gli innesti S2, Z2 e Z4. I particolari meccanici attivi sono disegnati in neretto e quelli non usati in tratteggiato sottile. Il modo 2 ad alte prestazioni esclude invece il differenziale e rende solidale il semiasse A2 agli ingranaggi G2 tramite gli innesti S1, Z1 e Z2 mentre il semiasse A1 usa ‘mezzo differenziale’ per trasmettere la coppia dagli ingranaggi G1 al semiasse A1 grazie al blocco implementato con S2, Z4 e Z3. Il tutto viene controllato dalla centralina SE e potrebbe essere la chiave per le prestazioni mirabolanti, come il girare su sé stessi a ruote fumanti (guarda il video qui sotto), che la BMW promette per le sue prossime super sportive elettriche in versione M. La Casa dell’Elica non ha un basso profilo quando dice che le sue automobili “riusciranno a fare cose che nessun’altra vettura riuscirà a fare” e quindi non ci resta che aspettare e vedere...
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