UNA FINE INGLORIOSA - “Ho sborsato fior fior di quattrini e in cambio pretendo ricevere un prodotto all’altezza”. Deve aver pensato questo l’imprenditore di origini iraniane che sabato, insieme ad un amico dall’aria divertita (d’altronde i soldi non sono mica i suoi..), ha
distrutto a
martellate una
BMW M6, rea di essere tutt’altro che perfetta. Secondo il quotidiano tedesco
Bild infatti, la supersportiva coupé bavarese lamentava forti vibrazioni al cambio mai risolti dal concessionario italiano dove l’auto era stata acquistata per la “modica” cifra di 120.000 euro. Visto e considerato che, né la filiale BMW italiana, né quella tedesca hanno voluto assumersi la responsabilità per i presunti difetti e intraprendere una causa civile avrebbe significato un’attesa lunga fra i 7 e i 10 anni, ecco l’estrema
protesta inscenata in un luogo simbolo dell’industria automobilistica tedesca. Ma non è tutto. Pourmohseni Hadi, questo il nome dell’uomo d’affari, avrebbe confidato la volontà di riparare la vettura per poi distruggerla una seconda volta davanti al Parlamento tedesco di Berlino.
CAVALLI DI RAZZA - La BMW M6 della precedente generazione (la nuova è stata lanciata lo scorso anno), è stata scelta da 14.152 clienti (comprese le versioni cabrio) in 5 anni di presenza sul mercato. Equipaggiata con il poderoso 5.0 10 cilindri a V da 507 CV aspirato (eletto miglior motore nel 2005 e 2006), raggiungeva i 250 km/h (estendibili fino a oltre 300 km/h) e accelerava da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi. Il cambio era il robotizzato Drivelogic SMG a sei rapporti. Condivideva gran parte della meccanica e dell'ossatura con la BMW M5 dell'epoca.