DECISIONE INTERLOCUTORIA - Prosegue a Chicago la causa intentata contro la FCA da due suoi concessionari dello stato dell’Illinois. Il Tribunale ha preso una prima decisione con la quale rigetta una parte delle accuse mosse dai querelanti, ma fa proseguire il processo per altre. A essere stata respinta è l’accusa più grave quella di aver esercitato pressioni definite di “racket” (in pratica estorsive) per costringere i due dealers a dichiarare false vendite maggiori di quelle reali. D’altro canto il processo andrà avanti per quanto riguarda le violazioni delle norme antitrust.
IN CAUSA DA GENNAIO - La questione era nata all’inizio dell’anno quando i due dealers avevano denunciato la FCA per il suo comportamento a proposito della pratica degli incentivi legati agli obiettivi di vendita, posti alla base del rapporto economico tra FCA e dealers. In pratica, il Tribunale ha ritenuto che seppur senza pratiche estorsive il sistema praticato dalla FCA debba essere investigato per quel che concerne il rispetto della libera concorrenza. I concessionari denuncianti sostengono infatti di essere stati danneggiati dalla FCA finendo con non riuscire a raggiungere gli obiettivi, a vantaggio di altri dealers.
MIGLIORARE I RISULTATI - Secondo l’accusa, la FCA ha cercato di presentare risultati di vendita migliori di quelli reali per poter presentare un quadro più positivo della propria situazione economica, influenzando così la Borsa. Questo aspetto della causa in corso a Chicago comporta anche la possibilità che della vicenda vada a occuparsi la Securities Exchange Commission, cioè l’autorità che sovrintende all’attività del mercato azionario, appunto per false informazioni al mercato. La FCA ha rilasciato una dichiarazione con cui si compiace della decisione dei giudici di respingere l’accusa più grave, mentre ribadisce la volontà di difendersi con determinazione da quelle di violazione delle norme sulla concorrenza.
METODOLOGIE - Nell’ambito della vicenda è stato ricordato anche che nel luglio scorso la FCA ha modificato le statistiche di vendita degli ultimi cinque anni e mezzo, adottando un nuovo metodo di calcolo in base al quale i risultati sono meno positivi di quanto appariva in precedenza.










