SALDO POSITIVO - La filiera italiana della componentistica per automobili si dimostra in piena salute e chiude il 2015 esportando il 3,3% in più rispetto all’anno precedente, confermando in tal mondo l’ottima reputazione di cui le nostre aziende godono all’estero. Lo attestano i dati raccolti dall’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (ANFIA), secondo cui il ramo esportazioni ha generato introiti per complessivi 19,9 miliardi di euro. La crescita del settore bilancia l’aumento delle importazioni, in aumento del 19,2% (a 14 miliardi), e determina un risultato positivo della bilancia commerciale: l’ANFIA quantifica il saldo positivo in 5,9 miliardi di euro, seppur in calo del 21,6% rispetto al 2014. Il settore della componentistica per automobili rappresenta il 4,8% di tutto l’export italiano ed è tornato in attivo dopo il rallentamento del 2014.
IL GIAPPONE SUPERA LA CINA - Il volume maggiore di beni esportati è diretto in Germania, che ha assorbito nel 2015 il 19,7% del traffico totale (pari a 3,9 miliardi). Le esportazioni verso i paesi dell’Unione Europea valgono 13,7 miliardi di euro (+2,9%). La Germania è seguita in classifica dalla Francia (11,2% della quota complessiva), dalla Spagna (7,9%) e dagli Stati Uniti (7,8%), mentre i beni diretti verso il Giappone hanno superato per valore quelli spediti in Cina: le aziende del Sol Levante hanno acquistato merci per 301 milioni di euro (+26%), quando quelle cinesi si sono fermate a 299 milioni. I beni più richiesti sono quelli inseriti nella macrocategoria delle parti meccaniche, composta per esempio da accessori e vetri: il valore delle esportazioni si attesta a 13,1 miliardi ed è cresciuto del 3,4%. Seguono i motori (+3,9 miliardi) ed i pneumatici (1,2 miliardi), mentre il comparto dei sistemi audio ha guadagnato il 187%.


