39 EURO IN MENO - Il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare entro martedì 28 febbraio 2017 la riforma della pubblica amministrazione, che contiene un decreto messo a punto dal ministero delle Infrastrutture per introdurre il documento unico di circolazione, redatto a partire da inizio 2018, al posto del certificato di proprietà e della carta di circolazione. Dal prossimo anno basterà quindi il nuovo documento per attestare la proprietà dell’auto e il diritto a circolare. L’accorpamento avrà conseguenze favorevoli anche a livello economico, visto che garantirà un risparmio di 39 euro: secondo quanto anticipa Il Corriere della Sera, gli automobilisti dovranno comperare due bolli al posto di quattro (da 64 a 32 euro) e vedranno ribassare la tariffa imposta dal ministero, per un totale che scende da 100 a 61 euro.
ACCORDO DI COMPROMESSO - Il cambiamento sancisce la fine di un'anomalia tutta italiana, visto che i due attestati sono rilasciati da organi differenti: il Pubblico Registro Automobilistico (PRA) fornisce i certificati di proprietà e viene spesso criticato per i costi di gestione molto elevati, mentre l’emissione della carta di circolazione spetta alla Motorizzazione Civile. I due organi hanno archivi differenti e resteranno separati: quindi la ventilata Agenzia per il Trasporto stradale quale l’interfaccia unica per tutte le questioni di natura burocratica non si farà nemmeno dopo la riforma, alla luce di un compromesso raggiunto fra i due organismi, che manterranno le rispettive autonomie nonostante l’emissione del documento unico: il PRA continuerà quindi ad essere gestito dall’Automobile Club d’Italia (ACI), mentre la Motorizzazione farà capo al ministero dei Trasporti. L’abbassamento delle tariffe avrà effetti negativi per i conti dello Stato, che dovrà trovare altre risorse per compensare i circa 50 milioni l’anno di ammanco.








