SALVEZZA A TEMPO - Opel e sindacati hanno raggiunto un accordo sul destino dello stabilimento di Bochum, città tedesca tra Essen e Dortmund. L’intesa dovrà ora essere approvata dal Consiglio d’amministrazione della società che si riunirà il 28 prossimo. A leggere dell’accordo, viene in mente l’immagine del bicchiere pieno a metà, che per qualcuno è mezzo pieno e per altri è mezzo vuoto. A qualcuno l’intesa ha fatto dire “Bochum è salva”, ad altri ha fatto dichiarare “Bochum è condannata”. Questo perché l’accordo stabilisce che gli impianti Opel di Bochum producano automobili sino al 2016 (la Zafira) con l’occupaziione garantita fino a quella data. E dunque gli impianti “sono salvi”. Per il periodo successivo ogni ipotesi è possibili, ma permanendo un quadro della domanda come quello attuale, la casa ha dichiarato che non è possibile prevedere altre produzioni nell’impianto. E quindi è “la condanna”…
QUESTIONE DI SURPLUS - Nei mesi scorsi, la General Motors - proprietaria della Opel - aveva già provveduto a trasferire alcune lavorazioni dalla Germania alla Gran Bretagna, a Ellesmere Port, e a in Polonia, a Gliwice. La nuova Opel Astra sarà prodotta appunto in questi due stabilimenti. In entrambi i siti la produzione è considerata più conveniente che a Bochum. I vertici GM hanno da tempo affermato che il sito produttivo di Bochum va chiuso per ridurre la capacità produttiva dell’Opel. Attualmente nell’impianto lavorano 3.200 persone dopo che non più di un anno e mezzo fa erano ancora 4.500. La capacità produttiva è di 160 mila vetture all’anno.
OPEL IN RISTRUTTURAZIONE - La General Motors spiega il processo di ristrutturazione dell’Opel con la necessità di ritrovare un equilibrio economico smarrito ormai da troppo tempo. Da oltre dieci anni la GM in Europa ha bilanci in rosso, con le perdite che dal 1999 al 2011 sono arrivate a 13 miliardi di euro. Nel primo trimestre di quest’anno le perdite di GM Europe sono state di 200 milioni di euro. L’anno scorso il deficit ante-imposte fu di 540 milioni, mentre nel 2010 il “rosso” arrivò a due miliardi.
IPOTESI PSA - Quanto al futuro, va aggiunto che in occasione dei commenti all’accordo dell’altro giorno tra Opel e sindacati, è stato anche fatto riferimento alla fine della produzione Opel a Bochum, lasciando intendere la possibilità di produzioni per altre marche. In pratica è stata ipotizzata una produzione per il gruppo Psa, di cui la General Motors detiene il 7% del pacchetto azionario.



















