SCANDALO AGLI ANTIPODI - La notizia del rinvio della prima udienza del processo davanti alla Corte Federale di Melbourne, in Australia, ha portato agli onori della cronaca una vicenda di malversazione che riguarda il mondo dell’automobile e in particolare la Fiat Chrysler Automobile, nella sua filiale australiana. Il primo giugno dovevano iniziare le audizioni delle persone coinvolte ma la corte ha deciso di rinviare tutto al 16 giugno. Ciò per consentire ai giudici di esaminare i nuovi documenti presentati appunto dalla FCA, che è nella parte di parte danneggiata.
DUE EX BOSS - Nella parte di imputati ci sono due ex manager della FCA Australia e una società di servizi, in cui uno dei due manager in questione avrebbe avuto degli interessi. A essere al centro delle accuse sono due ex “Chief executive officer” della FCA Australia, cioè i due ultimi amministratori delegati: Clyde Campbell, che ha ricoperto la carica dall’ottobre 2010 al maggio 2013, e Veronica Johns, che era subentrata a Campbell nel maggio 2013 e si era poi dimessa per ragioni personali alla fine del 2014. La società accusata di operazioni truffaldine ai danni della FCA è la Motortrack che forniva servizi informatici alla rete della FCA Australia. Stando a quanto riportano i media australiani, le accuse non sono da poco, specialmente per Clyde Campbell, il principale imputato. Secondo l’accusa - respinte dall’interessato attraverso il suo avvocato - il manager avrebbe usato per fini personali qualcosa come 30 milioni di dollari, pari a 21,9 milioni di euro.
AUTO TRA CARITÀ E NO - A Veronica Johns è invece mossa l’accusa di aver compiuto delle finte donazioni di auto per fini caritatevoli. In realtà, secondo l’accusa, le vetture sono poi finite ad altre persone, tra cui il marito della stessa Johns e alcune note personalità australiane dello sport e dello spettacolo, che però vivono prevalentemente in Gran Bretagna. Va comunque detto che le personalità a cui sono finite le auto non avrebbero commesso nulla di men che corretto.
SERVIZI WEB SALATI - Infine il terzo soggetto al centro della vicenda è la Motortrack, la società per la quale Campbell aveva lavorato prima di assumere la carica di ceo presso la FCA Australia. La Motortrack forniva sevizi web alla rete della FCA Australia, che dal 2010 a oggi è passata da 59 a 184 dealers. Pur con questa crescita notevole del numero delle concessionarie, il costo dei servizi forniti dalla Motortrack é passato da 690 dollari al mese per ogni dealer nel 2010 a 4.100 dollari al mese oggi. Ciò mentre il conto pagato dalla FCA Australia alla Motortrack è passato da 488 mila dollari nel 2011 a 9,1 milioni nel 2015.
DOPO NORMALI CONTROLLI - Lo scandalo è venuto alla luce in seguito a una delle ispezioni periodiche di routine che i servizi ispettivi del gruppo FCA hanno compiuto nei bilanci della FCA Australia.