VENDITE SOSTANZIALMENTE STABILI - Nei primi sei mesi di quest’anno il gruppo Fiat Chrysler Automobiles ha venduto 2,37 milioni di veicoli, appena 6 mila in più nei confronti dello stesso periodo dell’anno scorso. Se poi si considerano soltanto le consegne delle aziende consolidate del gruppo, addirittura il bilancio delle vendite è leggermente in calo (2,216 milioni quest’anno contro 2,261 l’anno passato). Il dato farebbe pensare a una situazione stabile, invece il bilancio economico dei sei mesi mette in luce un formidabile progresso del gruppo.
PIÙ DI FATTURATO CON TANTISSIMI UTILI - Il fatturato, cioè quanto ricavato dalle attività, nei sei mesi è di 55,644 miliardi di euro contro 54,463 del 2016, con un aumento del 2%. Un risultato positivo ma non sbalorditivo come invece è quello relativo agli utili, cioè a quanto guadagnato una volta sottratti i costi sostenuti per realizzare questo giro d’affari. Il gruppo FCA a fine giugno ha fatto registrare un utile netto, cioè tenuto conto anche degli oneri non legati alla produzione (come quelli finanziari e le imposte), pari a 1,796 miliardi di euro, in crescita di 125%. Un balzo notevolissimo avvenuto in buona parte nel secondo trimestre, quando l’utile netto è aumentato del 260%, sino a 1,155 miliardi, contro gli 834 milioni del 2016. E tenendo conto dei cambiamenti finanziari intercorsi rispetto all’anno scorso (per esempio per i cambi valutari) il valore semestrale si contrae a 1,751 miliardi, pari al 42% in più nei confronti dello stesso indicatore dell’anno scorso.
NORDAMERICA: MENO AFFARI MA REDDITIZI - Nel quadro complessivo il gruppo FCA segna un miglioramento dei ricavi in quasi tutte le aree del mondo. Unica eccezione è l’area nordamericana, dove c’è stata una contrazione del fatturato del 4,14% (da 34,615 miliardi di euro nel primo semestre 2016 a 33,181 in quello di quest’anno). Ma anche in questo contesto, i conti del gruppo riportano sì una contrazione degli utili (da 2,601 a 2,592 miliardi di euro) ma con una percentuale sul fatturato superiore all’anno scorso: nel primo trimestre il margine attivo è stato dell’8,4% contro il 7,9% del primo trimestre dell’anno scorso, mentre nel secondo trimestre la percentuale è passata dal 7,2% al 7,3%. Ciò significa che l’azienda ha saputo sfruttare meglio ciò che ha prodotto e le sue attività in generale.
DEBITO IN DISCESA - Altro dato di rilievo del bilancio semestrale del gruppo è la ulteriore riduzione del debito, che è un po’ la spina nel fianco del gruppo. A fine anno 2016 l’ammontare dei debiti era di 24,048 miliardi di euro, al 31 marzo di quest’anno erano scesi a 21,156 miliardi e ora, al 30 giugno, sono arrivati a 19,140 miliardi di euro. Infine, da sottolineare è anche l’andamento della Maserati che nel semestre ha quasi raddoppiato le consegne, arrivando a 25,1 migliaia di vetture contro le 13,2 dell’anno scorso, con un fatturato che da 1,087 miliardi dell’anno scorso è passato a 2,023 miliardi di euro di quest’anno.