STRADA GIÀ BATTUTA - La notizia non è ufficiale e dai vertici
FCA è stato negato ogni commento ma, negli ambienti finanziari, si inizia a parlare di trasferimento all’estero della sede legale della
Ferrari, ciò con l’obiettivo di ridurre il peso degli oneri fiscali sulle società con sede fiscale in Italia. In pratica una mossa analoga a quella già compiuta quest'anno dalla società FCA, sorta dall’unione della Fiat con la Chrysler e, prima, dalla CNH Industrial, nata dallo scorporo dal gruppo Fiat delle attività relative ai mezzi pesanti e da lavoro.
QUOTAZIONE IN BORSA - A riportare l’indiscrezione è l’agenzia economico-finanziaria Bloomberg, solitamente molto bene informata sulle questioni societarie. Il trasferimento fiscale della Ferrari sarebbe attualmente un tema di discussione interna nell'ambito del processo di spin-off (separazione) della Ferrari dal gruppo FCA. Operazione che, tra l'altro, vedrà la quotazione in borsa del 10% del Cavallino, il cui obiettivo è raccogliere circa 5 miliardi di dollari per ridurre il debito del gruppo FCA e finanziare gli impegni industriali previsti nel piano 2014-18. Tutto ciò ovviamente mantenendo a Maranello (nella foto sopra la galleria del vento) le attività produttive della Ferrari, come dichiarato più volte da Marchionne. L'unica che ci perderebbe è... l'Italia, che vedrebbe un altro “contribuente” di peso prendere il volo.