SOTTO LA LENTE D’INGRANDIMENTO - Sono in corso le analisi e le valutazioni sull’ipotesi, accreditata dall’amministratore delegato Sergio Marchionne (nella foto), che non appena formalmente costituito, il gruppo Fiat-Chrysler abbia il suo quartiere generale né in Italia, né in America, ma nei Paesi Bassi. Marchionne ha risposto a una domanda in proposito dicendo che lo spostamento non è escluso (it's possibile, è possibile le sue parole testuali). Del resto si tratterebbe della stessa strada percorsa da Fiat Industrial e l’americana CNH, anch’esse sulla via della fusione. Per Fiat Industrial e CNH l’operazione dovrebbe essere definita nel prossimo autunno con il varo della CNH Industrial e il relativo trasferimento della sede legale in Olanda.
COINCIDENZA CON LA “SENTENZA FIOM” - La dichiarazione (rilasciata alla Reuters ad Amsterdam a margine dell’assemblea della Fiat Industrial e di CNH per ratificare la fusione) è stata inesorabilmente letta come una conseguenza della sentenza della Corte Costituzionale che ha giudicato non costituzionali alcuni punti dello Statuto dei lavoratori attraverso cui gruppi di lavoratori possono rimanere senza rappresentanza sindacale se la loro organizzazione non sottoscrive i contratti aziendali. Appunto la situazione su cui da tempo la Fiom recrimina nei confronti della Fiat.
“LETTURA” INEVITABILE - È stato così inevitabile che in molti abbiano interpretato l’ipotesi dell’eventuale insediamento nei Paesi Bassi della sede centrale del gruppo Fiat-Chrysler come una specie di ritorsione per l’orientamento espresso dalla Corte Costituzionale. Marchionne ha più volte affermato che le aziende hanno bisogno di certezze per poter essere governate, e i frequenti cambiamenti di orientamenti costituiscono un problema. Perché - come ha sottolineato la Fiat in un comunicato - la sentenza della Corte Costituzionale riconosce che la casa si è comportata rispettando le leggi esistenti. Il problema è però che contemporaneamente ha detto che la legge esistente è in contrasto con la Costituzione… Dunque, di incertezza ce n’è quanta se ne vuole.
MATERIA INTERNAZIONALI - D’altro canto, gli esperti di questioni societarie internazionali, hanno sottolineato che la sede olandese sarebbe particolarmente vantaggiosa nel caso che il gruppo Fiat-Chrysler avesse New York come borsa principale. Ciò perché la legislazione societaria olandese è sostanzialmente uguale a quella statunitense. E a proposito di Borsa, nella scorsa primavera Marchionne si era detto favorevole a quotare il nuovo gruppo Fiat-Chrysler a New York come Borsa principale. Non ci sarebbero invece interessi fiscali per la Fiat nell’avere la sede nei Paesi Bassi, sempre secondo Marchionne, il quale ha affermato che chi lo sostiene non conosce nulla delle normative in proposito.
LE AZIONI VEBA - Resta da sottolineare che comunque l’ipotesi è legata alla definizione dell’acquisizione da parte della Fiat del 100% delle azioni della Chrysler, che per il momento è ancora in sospeso in attesa che il competente tribunale (del Delaware) stabilisca quanto devono essere pagate le azioni della Chrysler in mano al VEBA, la cassa di previdenza dei metalmeccanici americani (più del 41% dell’intero pacchetto azionario della Chrysler).