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Fiat-Chrysler: sede nei Paesi Bassi?

25 luglio 2013

Marchionne “non esclude” l’ipotesi che il costituendo gruppo italo-americano abbia la sua sede nei Paesi Bassi.

Fiat-Chrysler: sede nei Paesi Bassi?
SOTTO LA LENTE D’INGRANDIMENTO - Sono in corso le analisi e le valutazioni sull’ipotesi, accreditata dall’amministratore delegato Sergio Marchionne (nella foto), che non appena formalmente costituito, il gruppo Fiat-Chrysler abbia il suo quartiere generale né in Italia, né in America, ma nei Paesi Bassi. Marchionne ha risposto a una domanda in proposito dicendo che lo spostamento non è escluso (it's possibile, è possibile le sue parole testuali).  Del resto si tratterebbe della stessa strada percorsa da Fiat Industrial e l’americana CNH, anch’esse sulla via della fusione. Per Fiat Industrial e CNH l’operazione dovrebbe essere definita nel prossimo autunno con il varo della CNH Industrial e il relativo trasferimento della sede legale in Olanda.
 
COINCIDENZA CON LA “SENTENZA FIOM” - La dichiarazione (rilasciata alla Reuters ad Amsterdam a margine dell’assemblea della Fiat Industrial e di CNH per ratificare la fusione) è stata inesorabilmente letta come una conseguenza della sentenza della Corte Costituzionale che ha giudicato non costituzionali alcuni punti dello Statuto dei lavoratori attraverso cui gruppi di lavoratori possono rimanere senza rappresentanza sindacale se la loro organizzazione non sottoscrive i contratti aziendali. Appunto la situazione su cui da tempo la Fiom recrimina nei confronti della Fiat. 
 
“LETTURA” INEVITABILE - È stato così inevitabile che in molti abbiano interpretato l’ipotesi dell’eventuale insediamento nei Paesi Bassi della sede centrale del gruppo Fiat-Chrysler come una specie di ritorsione per l’orientamento espresso dalla Corte Costituzionale. Marchionne ha più volte affermato che le aziende hanno bisogno di certezze per poter essere governate, e i frequenti cambiamenti di orientamenti costituiscono un problema. Perché - come ha sottolineato la Fiat in un comunicato - la sentenza della Corte Costituzionale riconosce che la casa si è comportata rispettando le leggi esistenti. Il problema è però che contemporaneamente ha detto che la legge esistente è in contrasto con la Costituzione… Dunque, di incertezza ce n’è quanta se ne vuole.
 
MATERIA INTERNAZIONALI - D’altro canto, gli esperti di questioni societarie internazionali, hanno sottolineato che la sede olandese sarebbe particolarmente vantaggiosa nel caso che il gruppo Fiat-Chrysler avesse New York come borsa principale. Ciò perché la legislazione societaria olandese è sostanzialmente uguale a quella statunitense. E a proposito di Borsa, nella scorsa primavera Marchionne si era detto favorevole a quotare il nuovo gruppo Fiat-Chrysler a New York come Borsa principale. Non ci sarebbero invece interessi fiscali per la Fiat nell’avere la sede nei Paesi Bassi, sempre secondo Marchionne, il quale ha affermato che chi lo sostiene non conosce nulla delle normative in proposito.
 
LE AZIONI VEBA - Resta da sottolineare che comunque l’ipotesi è legata alla definizione dell’acquisizione da parte della Fiat del 100% delle azioni della Chrysler, che per il momento è ancora in sospeso in attesa che il competente tribunale (del Delaware) stabilisca quanto devono essere pagate le azioni della Chrysler in mano al VEBA, la cassa di previdenza dei metalmeccanici americani (più del 41% dell’intero pacchetto azionario della Chrysler).


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Ritratto di Gino2010
25 luglio 2013 - 16:29
allora ecco il nuovo modello fiat all'indomani del trasferimento in Olanda:la nuova 500 tributo Brunetta.
Ritratto di Fr4ncesco
25 luglio 2013 - 16:39
2
Quindi Fiat diventerà Nfaa, Nederlandse Fabriek Auto Amsterdam.
Ritratto di wiliams
25 luglio 2013 - 16:45
MARCHIONNE fa solo bene e basta......lui gli investimenti li vuole continuare a fare in ITALIA,evidentemente alla FIOM-CGIL e in particolar modo al signor LANDINI non gliene frega niente dell ITALIA e degli operai,che si vergognassero!!!!!!Nessuno vuole più investire in ITALIA,il GRUPPO FIAT lo vorrebbe fare,per certi sindacati invece è evidente che vorrebbero che FIAT andasse via da questo Paese......poi però saranno loro a dare uno stipendio a tutti quelli che rimarranno senza lavoro!!!!!!??????
Ritratto di LucaPozzo
25 luglio 2013 - 17:14
Beh Williams, sicuramente le posizioni della FIOM sono ormai stucchevoli. Ma il collegamento tra il cambiamento della sede legale é di fatto solo una speculazione di alcuni giornalisti. Quello che invece fa paura sono le conseguenze dirette di quella sentenza, ovvero gli investimenti su Mirafiori, Cassino e (a questo punto) forse anche Melfi. D'altra parte tutti gli attori (tranne ovviamente la FIOM) si sono auspicati un intervento da parte del legislatore, che non verrà, lasciando nella totale incertezza l'interpretazione dello statuto. É l'incertezza é forse uno dei costi piú pesanti, proprio perché, per definizione, non quantificabile
Ritratto di AyrtonTheMagic
26 luglio 2013 - 09:58
1
ma gli investimenti a Mirafiori se non vengono nemmeno pensati non è certo per la sentenza. A Torino non c'è nemmeno una previsione dell'investimento.. quindi le speculazioni non sono solo giornalistiche...
Ritratto di LucaPozzo
26 luglio 2013 - 10:15
Agli stampi di Mirafiori veramente sul mese scorsi stavano lavorando per l'attrezzaggio di una preserie con moduli in alluminio. Fai due piú due.... Purtroppo questa sentenza ha un peso eccome. Ed é l'ennesima tegola. Non tanto perché voglia dire qualcosa, ma perché apre un'ulteriore fronte di incertezza. Nessuno ne parla ma quello che é appena accaduto é gravissimo. Abbiamo delle leggi, esistono da 20 anni. Poi un giorno salta su qualcuno che all'improvviso si trova svantaggiato da quella legge e si scopre che la legge é incostituzionale. Giá qui uno straniero ti ferma perché non capisce: "ma se la legge é stata modificata all'inizio degli anni 90, come avete fatto a non accorgervi che non era costituzionale fino al 2013?", difficile dare una risposta. Poi si apre il problema vero é proprio: adesso chi metterá mano allo statuto dei lavoratori? Il governo attuale é impelagato su altre faccende, non può scontentare nessuno, quindi non fará niente. E il nostro per mesi e mesi rimarrà un paese in cui non si sa con che criterio é regolata la rappresentanza sindacale. So che é ripetitivo e scontato, ma dobbiamo interrogarci sul perché le aziende straniere al massimo fanno acquisti in Italia ma non pensano minimamente di investire in nuove attività
Ritratto di AyrtonTheMagic
26 luglio 2013 - 10:21
1
Investimenti zero.. li stanno aspettando da quando furono costretti con le minacce a firmare SI.. la promessa era 18 mesi e la crisi era già una realtà.
Ritratto di LucaPozzo
26 luglio 2013 - 10:41
Beh, Ayrton, se lo dici tu ci credo. Evidentemente ci hai lavorato per piú anni di me, conosci diverse persone all'interno e sai cose che non so
Ritratto di Gordo88
25 luglio 2013 - 17:42
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Fiat vuole investire in Italia, ma dove vivi?? La Fiom sta tanto sulle pxxxe a Marchionne perchè è l' unico vero sindacato che difende ancora i diritti dei lavoratori faticosamente guadagnati in passato, mentre gli altri tirano giù le braghe quando parlano con Marchionne per la paura che lui li ricatti dicendo che se ne va all' estero. Chiaro che lo spostamento di sede si tratta di una ripicca per aver perso la sentenza in questione ma se la nostra politica fosse più capace in passato invece di dare soldi a a fondo perduto a Fiat avrebbero dovuto stipulare un contratto in cui in cambio si sarebbero impegnati ad investire in Italia tot miliardi con tanto di date certe ecc. Invece ora bisogna stare ai piani di Marchionne sperando che sia "magnanimo" e che tenga qualche stabilimento aperto in Italia.. che tristezza
Ritratto di LucaPozzo
25 luglio 2013 - 20:33
Vedi Gordo, tu sei giovane, e. Quando si é giovani é normale (e anche bello) pensare al mondo per dicotomie. Da una parte i buoni e dall'altra i cattivi. Ci sono i sindacati buoni che vogliono bene ai lavoratori e quelli cattivi che vogliono bene alle aziende. La realtá é che purtroppo dietro ai sindacati ci sono dei lavoratori. E non é che i lavoratori che scelgono un sindacato sono meno importanti degli altri solo perché l'altro sindacato urla piú forte. Qui purtroppo c'é un sindacato che ha scelto una certa linea, che é quella della "guerra contro il mostro" (non sono parole mie, sono di un rappresentante FIOM di Pomigliano). Ora, non vi é nulla di male in chi vuole giocare alla guerra, lo abbiamo fatto tutti, alcuni hanno smesso da bambini, altri da ragazzi, qualcuno non ha mai smesso. A mio parere peró i luoghi di lavoro non sono quelli adatti a chi vuole giocare. Soprattutto quando questo porta danno ai propri colleghi. Noi viviamo in un momento difficile. Tutto il settore ne sta patendo. Ti basta fare il conto degli stabilimenti europei che sono stati chiusi negli ultimi tre anni piú quelli che chiuderanno nei prossimi 3. Ci sarebbe bisogno di rimboccarsi le maniche come accaduto oltre oceano. Ma una parte, minoritaria ma ingombrante, del sindacato ritiene che invece sia il caso di tornare all'andazzo degli anni 70, 80 e 90 (quello appunto dello stato che saldava il conto a fine anno, quello che ci ha portato a dove siamo oggi). Perché se vai a rileggere i discorsi di Landini, questa é la proposta, risolvere i problemi con i comportamenti che li hanno generati. Ora, capisco che lo scontro, la "guerra" siano affascinanti. Hanno qualcosa di epico. E questo porta a pensare, in una societá come quella italiana, basata sugli insulti e sulle urla, che se due persone trovano un accordo, allora una delle due ha sbagliato, perché avrebbe dovuto urlare fino a portare il rapporto alla rottura. Ma questo é appunto il sistema per distruggere, non per fare.
Ritratto di Gordo88
26 luglio 2013 - 00:24
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Tutto giusto quello che hai detto e può darsi che anche la Fiom abbia le sue colpe ma finora vedo che la crisi l' ha pagata la povera gente ed il ceto medio che ormai è scomparso. Ad esempio l' ultimo decreto del "fare" prevede una nuova accisa sulla benzina che sarà a discapito di chi prende 1000-1500 euro al mese non di certo chi chi ne prende 50 milioni all' anno. Per questo sono inorridito da quante persone sostengano Marchionne che finora ha portato benefici solo alle sue tasche e a quelle della famiglia Agnelli. Anche Winterkorn capo della volkswagen prende guadagna molto ma ripaga gli operai con premi di fine anno e stipendi giusti e non minaccia continuamente di andarsene all' estero semplicemente perchè ama i suoi operai ed il suo paese e capisce che se è un momento d crisi è crisi per TUTTI ricchi o poveri. Ecco vorrei una persona così a capo della più grande industria italiana e sono sicuro che ci sarebbe più collaborazione anche da parte dei sindacati, persino della Fiom
Ritratto di LucaPozzo
26 luglio 2013 - 01:19
Ma vedi, anche qui c'é un po' di romanzo. Ovvero, Winterkorn é un ottimo dirigente, ma noi c'è lo immaginiamo come un filantropo o un benefattore. I bonus che vengono pagati ai dependenti del gruppo sembra quasi che arrivino direttamente dalle sue tasche o da quelle degli azionisti. In realtá nessuno spiega mai che i bonus dati agli operai tedeschi sono pagati dagli operai portoghesi, spagnoli, polacchi, ungheresi, slovacchi, cinesi, brasiliani, ecc (tutta gente che i bonus non li vede, indipendentemente dai risultati). Perché in VW si é scelto la strada della "ripartizione valutata" degli utili. E sono sicurissimo che la FIOM, ma anche qualsiasi dipendente italiano del gruppo Fiat sarebbe ben contento di vedere applicato un modello simile. É il massimo essere premiati per gli ottimi risultati degli altri. Poi sicuramente in Italia il livello di sperequazione sociale é tremendo. Ma non é che si risolve tassando al 70% chi guadagna 50 milioni l'anno. Anche facendo finta che siano tutti di stipendio, significa incassare 35 milioni, moltiplicato per i due o tre che li guadagnano. Basta (tra enormi virgolette) creare le condizioni adatte al lavoro. Dico "basta" perché in questo paese nemmeno ci proviamo a creare norme chiare, non equivoce, semplici, con un sistema di regolazione delle vertenze snello. Il resto viene per conseguenza. Oggi quello che c'é ancora é da considerarsi miracolo. Ora, io sono sicuro che Marchionne non ama né odia nessuno (dubito che ne abbia il tempo e la voglia). Ma ad esempio, Pomigliano é un caso emblematico di una possibilitá ai minuti di recupero che é stata data a questo paese. Un impianto come quello sarebbe stato chiuso da qualsiasi azienda normale (come sono stati chiusi impianti ben piú efficienti da altre case negli ultimi due anni). Invece si é deciso di metterci sopra 900 milioni e di salvarlo. Per me salvare un impianto é comunque un gesto lodevole, dal punto di vista umano. Dal punto di vista professionale (all'epoca ero in Fiat) l'ho trovata una follia, perché salvare un impianto cosí poco meritevole (in confronto al resto degli impianti del gruppo) facendo ricadere il costo sull'intera azienda era comunque una scelta molto pesante. Ma é stata fatta. Cosí come si é deciso di salvare la ex Bertone. E ripeto, non credo che Marchionne l'abbia fatto perché ama questo o quell'operaio, esattamente come Winterkorn non fa di mestiere il benefattore. Semplicemente si riconosce il valore di un investimento sull'identitá del gruppo. E la cosa paradossale è che la stessa FIOM si riconosce in queste stesse scelta, perché a Grugliasco quelle condizioni "da schiavi" che a Pomigliano o Melfi sono inaccettabili, sono state pienamente sottoscritte. Ma Grugliasco é una realtá piccola che non fa notizia. Mentre Pomigliano é un bel palcoscenico per mostrare i muscoli. Io mi auguro solo che, se è quando verrà regolato il sistema di rappresentanza sindacale e se è quando la FIOM ricomincerá a fare attivitá sindacale in fabbrica, questo avvenga con la consapevolezza di avere sulle spalle il futuro non solo dei propri tesserati, ma dell'intero settore in Italia. E mi auguro che avranno la maturitá per capire che chi è piú indietro deve correre piú forte se vuole raggiungere il gruppo, non si puó chiedere al resto di Fiat-Chrysler di rallentare per adattarsi al passo dell'Italia.
Ritratto di Giovanni calabrò
26 luglio 2013 - 10:27
Sig. Pozzo, quello che lei scrive è tutto verissimo e io sono convinto come lei che in azienda debba fare delle scelte legate alla produttività e che soprattutto non faccia scelte legate ad amare uno piuttosto che un altro operaio. Però, è ormai troppo tempo che quando si parla di Fiat sono notizie legate a questioni sindacali, contrattuali, di sede ecc. Ecc. E non si parla più della materia prima Le Auto!!!!!!!! Oggi non fa più macchine è completamente assente su segmenti importanti, non fa più berline per cui ha lasciato alla concorrenza milioni di clienti.........la Lancia l'ha distrutta..........e con Alfa Romeo sta facendo la stessa cosa, mi spieghi come può esserci solo la MiTo e La Giulietta. Le faccio il mio caso, ho una 159 berlina e devo cambiare auto......non lo sto facendo perchè la Giulietta è troppo piccola per le esigenze della mia famiglia e la MiTo neanche la consideriamo......oggi io che sono un Alfista da generazioni non ho cosa comprare. Io essendo legato profondamente al marchio attendo e non cambio auto fino a quando non uscirà questa benedetta Giulia tanto nominata, ma un cliente normale se ne frega e se deve cambiare auto e non ne trova in Alfa piuttosto che in Lancia o anche in Fiat.......se ne è andato altrove...........per cui può andare qualsiasi discorso di riorganizzazione aziendale.........però devi fare le macchine !!!! Ora si che ci vuole "e basta" senza auto a listino la lenta ma sicura agonia è garantita
Ritratto di LucaPozzo
27 luglio 2013 - 14:39
Beh, per quanto riguarda Lancia io ho una posizione che molti ritengono drastica. Personalmente la ritengo solo oggettiva. Lancia è deceduta 20 e passa anni fa, quello che vediamo è sostanzialmente il suo corpo in stato vegetativo. Ed essendo contrario all'accanimento terapeutico, sarei stato favorevole a farla smettere di soffrire già anni fa. Per Alfa il discorso è diverso. La gamma attualmente pianificata di fatto la si conosce. Il dubbio è capire solo dove verrà prodotta e con che tempistiche. Certo, oggi ci sono dei buchi mostruosi. Ma di fatto se i conti non sono un bagno di sangue come in altri casi e se si è potuto evitare di chiudere altri impianti dopo Termini il merito è proprio della scelta di bloccare tutto. E' evidente che non è una posizione sostenibile oltre il medio termine, ma l'alternativa sarebbe stata letteralmente autolesionista, e ne abbiamo la controprova nei conti economici dei modelli lanciati nel pieno del crollo delle immatricolazioni in Europa. Poi ovviamente ci sono stati anche errori madornali, come lo spostamento della Panda in Italia.
Ritratto di Fedo
25 luglio 2013 - 19:03
Sono molto d'accordo con te, e non è la prima volta ultimamente. è assurdo che una multinazionale debba soffocare per la dittatura dei sindacati e della magistratura. Ha oggettivamente ragione Marchionne quando dice che il rilancio dell'Alfa ci sarà e se non lo vorrà l'Italia lo prenderà in carico uno (cioè un qualsiasi stato con buon senso economico) che abbia voglia di ricrescere e dare lavoro. E non insorgano i compagni proletari, che non siamo più nell'800: il padrone non è il demonio ma è quello che da i soldi ai lavoratori. E se non ci sono condizioni di lavoro per il datore di lavoro tanto meno ci saranno per i lavoratori. Quindi in virtù di quali ideali di giustizia si spinge un'azienda a investire altrove? Quali??? posto che in questo caso non stiamo parlando di violazioni di nessun diritto, e non si è commesso nessun reato contro la persona o la dignità del lavoratore.
Ritratto di SaverioS
26 luglio 2013 - 17:50
E tutti i fiattari che la pensano come te ! a sentire te dovremmo nonostante tutto continuare a lisciare il pelo della fiat e di marchionne per continuare a fargli dettar legge in Italia a suon di favoritismi e incentivi così da farlo continuare a ricattare i vari governi di turno in Italia... per non licenziare i lavoratori Italiani!!!!! NO GRAZIE, BASTA, CHE SE NE VADA AL DIAVOLO DOVE VUOLE, COSI' DA APRIRE FINALMENTE E SENZA VINCOLI IL MERCATO ITALIANO A COSTRUTTORI STRANIERI ( COME AVVIENE IN TUTTI I PAESI DEL MONDO ) Vedrai che quando passerà il treno della ripresa...quando passerà... ci troveremo pronti per prenderlo senza tanti parassiti.
Ritratto di SaverioS
26 luglio 2013 - 17:57
E tutti i fiattari che la pensano come te ! a sentire te dovremmo nonostante tutto continuare a lisciare il pelo della fiat e di marchionne per continuare a fargli dettar legge in Italia a suon di favoritismi e incentivi così da farlo continuare a ricattare i vari governi di turno in Italia... per non licenziare i lavoratori Italiani!!!!! NO GRAZIE, BASTA, CHE SE NE VADA AL DIAVOLO DOVE VUOLE, COSI' DA APRIRE FINALMENTE E SENZA VINCOLI IL MERCATO ITALIANO A COSTRUTTORI STRANIERI ( COME AVVIENE IN TUTTI I PAESI DEL MONDO ) Vedrai che quando passerà il treno della ripresa...quando passerà... ci troveremo pronti per prenderlo senza tanti parassiti.
Ritratto di SaverioS
26 luglio 2013 - 18:01
E tutti i fiattari che la pensano come te ! a sentire te dovremmo nonostante tutto continuare a lisciare il pelo della fiat e di marchionne per continuare a fargli dettar legge in Italia a suon di favoritismi e incentivi così da farlo continuare a ricattare i vari governi di turno in Italia... per non licenziare i lavoratori Italiani!!!!! NO GRAZIE, BASTA, CHE SE NE VADA AL DIAVOLO DOVE VUOLE, COSI' DA APRIRE FINALMENTE E SENZA VINCOLI IL MERCATO ITALIANO A COSTRUTTORI STRANIERI ( COME AVVIENE IN TUTTI I PAESI DEL MONDO ) Vedrai che quando passerà il treno della ripresa...quando passerà... ci troveremo pronti per prenderlo senza tanti parassiti.
Ritratto di maparu
27 luglio 2013 - 23:46
................o uno dei tanti che critica il lavoro degli altri perchè lo stipendio ce l'ha assicurato dallo stato ?
Ritratto di SaverioS
28 luglio 2013 - 01:21
NO! Caro maparu! Sono un lavoratore "indipendente" Agente di commercio ! E da come mi riprendi... Si vede che sei uno dei tanti fiattari con il ragionamento a senso unico. Dai retta a qualcuno che ha un pò più di anni di te... La fiat e meglio che se ne vada definitivamente dall'Italia, avremmo un grosso parassita in meno!!! Da combattere quando l'economia in Italia ritornerà (se ritornerà questo e il dilemma peggiore...)
Ritratto di maparu
29 luglio 2013 - 18:48
......combatti il mal governo, i parassiti sono chi vive alle nostre spalle non chi fa impresa. Non so cosa intendi per fiattaro, io acquisto l'auto indipendentemente dalla marca, mi deve piacere. P.s. Forse non sai realmente quantè l'indotto auto in italia .....meglio che ti informi prima di mandare via qualcuno. Grazie per avermi giudicato giovane, sono comunque un imprenditore.
Ritratto di SaverioS
30 luglio 2013 - 00:53
(e non e assolutamente un termine dispregiativo, poi se qualcuno lo pensa, allora forse dovrebbe farsi un approfondito esame di coscienza, con questo non voglio fare allusioni) e quel "soggetto tipo" che nonostante l'evidenza comportamentale dell'incedere fiat, in Italia.. Continua a difendere a spada tratta tutte le scelte (anche le più assurde ) della stessa. Perché, a meno che, non si ragioni con un ragazzino di 17/22 anni cui gli concedi "la ragione del dubbio" non si può assolutamente tacere sul fatto che a nessuna grossa impresa in Italia e stato elargito cosi tanto e per tanto tempo come alla fiat!! E adesso che i problemi sono per tutti gli viene concesso di andare a farsi i c***i all'estero (tutti lo possiamo fare! ) e nel contempo (nessuno lo può fare) mantenere monopolio,posizione, e egemonia sui lavoratori Italiani costretti a sottostare alla loro volontà o cambiare mestiere.... Perché non c'e alternativa, in quanto solo stabilimenti fiat. E come sputare nel piatto vuoto dopo che ci si sono abbuffati con ogni tipo di cibarie, per 80 anni e andarselo a cercare un'altro mantenendo il "posto in caldo" dove adesso si muore maggiormente di fame, aspettando che qualcun'altro si dia da fare.... Così da ritornare ad abbuffarsi quando torneranno tempi migliori ripetendo la storiella all'infinito.
Ritratto di yeu
25 luglio 2013 - 17:38
Purtroppo l'Italia è il paese peggiore come governance delle imprese a casa propria ed è ovvio che delle pesanti ritorsioni ci saranno e le pagheremo tutti, anche i lavoratori Fiom. Come si può non tenere conto che l'Italia vende sul proprio mercato 4 volte di più di quello che produce e che nessuno abbia intenzione di venire a produrvi nemmeno un bullone, qualcosa forse vorrà significare! Medita Landini, medita, continua così e poi quando avrai scacciato la Fiat dall'Italia e quando avrai ridotto migliaia di operari a rimanere senza lavoro, probabilmente ti accorgerai della tua follia.
Ritratto di mecner
25 luglio 2013 - 17:50
Credo sinceramente che sia così. La Fiat ha già deciso di lasciare l'Italia. Convinzione maturata ulteriormente con la recente sentenza metagiuridica della Cassazione. Questa è la verità. Ma, cosa ben peggiore, è il fatto che nonostante i 'giri d'onore' e le 'scampagnate orientali e medio-orientali' dei nostri provvisori Capi di Governo, nessun imprenditore straniero verrà più ad investire in Italia. Ringraziamo TUTTI Landini & Co.
Ritratto di SaverioS
28 luglio 2013 - 01:38
GUARDA che la colpa non e mica di Landini & Co (bisogna poi vedere chi sono co!) anzi fortuna che c'e uno che parla sulla faccia, Landini appunto! 100 come Landini e l'Italia risorge!! Tu te la dovresti prendere con tutti i governi di mme*d(@ Italiani che si sono alternati negli ultimi 40 anni! Di quelli e la vera colpa che si sono fatti i propri interessi e hanno fatto ingrassare (x ingrassare le loro tasche) solo la fiat a discapito delle altre (alfa romeo,lancia,autobianchi,lamborghini,maserati ecc) Landini santo subito!
Ritratto di money82
25 luglio 2013 - 18:04
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Marchionne ragiona da imprenditore : le auto non si vendono e quindi ci sono troppi operai in esubero = soldi persi. E' un aspetto puramente matematico, ovvio oserei dire. Io però mi chiedo una cosa, negli spot dicono "senza cuore saremmo solo macchine".....ma come mai allora chi le auto le produce (l' operaio), viene trattato come un numero? L' ennesima contraddizione indiretta, e sinceramente mi domando come un uomo del genere possa guadagnare 50 milioni di euro l' anno...oltre alle uscite scandalose, bisogna pure considerare i risultati = europa schifo, america bene grazie a Chrysler.
Ritratto di wiliams
25 luglio 2013 - 19:02
"MARCHIONNE ragiona da imprenditore".........e come dovrebbe ragionare??? Da LANDINI???Da sindacalista dell 800???Da sindacalista politicizzato???O da operaio scansafatiche????In ITALIA in questi ultimi anni quante aziende hanno chiuso per aprire poi all estero???Quante aziende in ITALIA hanno chiuso per......sempre???Quante aziende ci sono in ITALIA che non vedono un futuro e che pensano che prima o poi dovranno chiudere???Tante,tantissime,troppe!!!!!!Non cè solo la FIAT che minaccia di andarsene o di chiudere qualche altro stabilimento,è evidente che in questa ITALIA cè un qualcosa che non và,non solo per la FIAT,ma anche per altre aziende,piccole,medie o grandi che siano.Allora penso che di MARCHIONNE in ITALIA non ce ne sia solo uno,ma tantissimi MARCHIONNE,tutti a capo della propria azienda,a lottare ogni giorno per assicurare un futuro ai propri operai,un futuro che purtroppo in questa ITALIA gravemente malata si fatica a vedere.A proposito dei risultati...."EUROPA schifo":sono davvero pochi i costruttori che in EUROPA se la stanno passando bene,quasi tutti i costruttori sono in perdita,e questo nonostante i massicci investimenti in nuovi modelli."AMERICA bene":grazie a CHRYSLER è vero,ma non dimentichiamo il buon successo della 500,non saranno numeri da capogiro,ma siamo solo all inizio di un progetto in continua espansione e di dimensioni più ampie.Non dimentichiamo poi il mercato BRASILIANO,dove FIAT è leader da più di 10 anni e macina utili a non finire.
Ritratto di Gino2010
26 luglio 2013 - 11:29
woody allen nel film:prendi i soldi e scappa.Fiat,con o senza la fiom,con o senza l'art 18,19,20,ecc con o senza la corte costituzionale,con o senza il governo letta,monti,berlusconi ecc ha deciso da tempo di andarsene dall'italia per due semplici motivi:1)nelle americhe il mercato tira,in europa no 2)in molti paesi lo stato presta o regala i soldi per aprire stabilimenti (USA,brasile,serbia ecc).Dunque altrove fare il costruttore di auto è più facile.Serve meno ricerca,innovazione,sviluppo,creatività,strategia,comunicazione ecc.Alla fine è la solita vecchia fiat di sempre.Solo che prima aveva i soldi dallo stato ora che mamma-italia i soldi li ha finiti cerca di farsi adottare altrove.La FIOM?è utile a marchionen perchè il suo oltranzismo è un ottimo pretesto per giustifcare decisioni che altrimenti provocherebbero indignazione.Ed alla FIOM conviene si pensi che hanno fatto scappare marchionen dimostrando così di essere decisivi e di contare davvero tanto,più di quello che contano davvero.E' solo un'enorme gioco di ruolo.
Ritratto di SaverioS
30 luglio 2013 - 01:05
ìo non sono più di ciò che sei tu, cmq, per ciò che vale sono pienamente solidale con ciò che scrivi. Saluti :)
Ritratto di money82
26 luglio 2013 - 12:30
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Williams volevo dire "Marchionne fa l' imprenditore....Italiano", quello che pensa solo a sfruttare e spremere le persone per poi gettarle, nel mondo e nei paesi industrializzati non funziona così. Li una persona è un valore aggiunto, uno che può fare la differenza mentre nel nostro paese grazie ai contratti penosi richiesti proprio dagli imprenditorucoli, si pensa solo a spendere meno del meno. Se in Italia la crisi si sente di più è anche grazie a questi "imprenditori" che non pensano a migliorarsi ma a trovare la soluzione più semplice e veloce senza tenere conto di nulla, al di fuori dei numeri. hai ragione chiudono 300 aziende al giorno, peccato che le stesse aziende non siano mai state mantenute in vita dallo stato...già MANTENUTE IN VITA DAL GOVERNO proprio come è successo a fiat che ora dimostra quanto vale. Ripeto "SENZA CUORE "SIAMO" SOLO MACCHINE" suonerebbe meglio e realisticamente perfetto come slogan per un marchio del genere.
Ritratto di napolmen
25 luglio 2013 - 19:13
beh fiat domina il sud america...... e pensa solo iveco (leader) e la new holland cose'....
Ritratto di Gordo88
25 luglio 2013 - 20:46
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Concordo il tuo pensiero sulla persona di Marchionne che pensa innanzitutto al suo compenso annuale poi al prestigio e alla storia dell' azienda ma purtroppo non è l' unico, al giorno d' oggi ce ne sono rimasti pochi di VERI imprenditori. Il problema dei pochi investimenti in Italia non è certo da attribuire alll' articolo 18 ma all' eccessiva burocrazia, la tassazione che ormai ha raggiunto livelli record e ad una corruzione da paese del terzo mondo. Ricordo che gli operai in Germania hanno stipendi doppi rispetto ai nostri con tanto di premio a fine anno pari a 4 buste paghe nette quindi non mi si venga a dire che in Italia il problema sono i lavoratori che hanno il sacrosanto diritto di essere rappresentati dal sindacato che vogliono!! Sono anch' io per la meritocrazia nel lavoro ma secondo voi l unica soluzione per tornare a crescere è spazzare via tutti i diritti finora acquisiti e ridurre gli operai italiani ala stregua dei cinesi quando l' amm delegato guadagna come 3000 operai?
Ritratto di wesker8719
25 luglio 2013 - 21:42
ma possono questi difendere un marchionne che nel 2012 si è portato a casa 47 milioni di euro ? ma accidenti i commenti di williams e capozzi napolmen sono da convulsioni !!
Ritratto di Andrea Simone
25 luglio 2013 - 18:57
Nessuno vuole più investire in Italia. Come mai? Siamo sfortunati? Sono diventati tutti cattivi? Tutti tutti? O forse c'è qualcosa che fa paura, qualcosa come una pressione fiscale effettiva sulle imprese che supera il 70%? Oppure un apparato istituzionale che mette il terrore? Marchionne è malvagio e perverso, dicono molti. Io penso che se non andasse avanti a ricatti, ora la Fiat avrebbe fatto in qualche modo la fine dell'ILVA. Un'azienda non può non valutare la possibilità di fuggire da un paese in cui la miseria dilaga, in cui non si può licenziare nessuno per evitare processi secolari, in cui si deve combattere con una burocrazia che sembra uscita da una mente malata. La santa Consulta sta tranquilla, tanto non gioca con la propria pelle,ma con quella degli operai, i massaggi a domicilio a loro non li negherà mai nessuno, dovesse la Fiat trasferirsi, dovesse anche fallire questo povero paese. Mi domando, se ne sono accorti solo ora che quell'articolo non era costituzionale? E dove erano i loro predecessori? Al cesso? E tutti gli altri casi in cui tale articolo sia stato applicato? Facciamo un'azione retroattiva, così, giusto per prendere un po' in giro la Costituzione. E se la Fiat si dovesse trasferire, la Fiom dove andrebbe a sbubbonare? Che farebbero nei loro bei palazzi con i tappeti rossi? Chi pagherebbe la benzina alla classe E 350 del megacapodirettore? O l'IMU sulle sue ville? Forse ci metteranno una nuova accisa?
Ritratto di simopente
25 luglio 2013 - 19:48
3
me ne sarei andato da un bel pezzo da questo paese...fa solo bene. FIOM-CGIL e Landini gli danno sempre contro per ogni minima cosa...ma basta, forse non se ne rendono conto che siamo in italia...
Ritratto di Challenger RT
25 luglio 2013 - 20:16
Mette un certo dispiacere sapere della possibilità di perdere la storca sede a Torino per trasferirla ad Amsterdam. Ma questo "it's possible" è un ulteriore grido di dolore che Marchionne lancia alla sorda ed immobile politica italiana, a sindacati ottocenteschi, ad una burocrazia inetta, per vedere se qualcosa finalmente si vuole muovere. L'articolo spiega chiaramente che tale possibile trasferimento non è dovuta ad una questione di tasse (in Olanda non scherzano, basta vedere tasse su auto e benzina il cui prezzo è spesso superiore al nostro), ma di legislazione più semplice, coerente ed integrabile con quella statunitense.
Ritratto di crazyfrog
25 luglio 2013 - 22:40
Bravo! lapo et familie.. continnuatte cossi Vive Elkan et Vive la France...et aussi l'Hollande..
Ritratto di delborgo838
26 luglio 2013 - 08:22
Va tutto bene, ma dobbiamo pretendere la restituzione di oltre 50 anni di cassa integrazione che lo stato ha dato alla famiglia Angnelli , troppo facile stare in Italia quando guadagli e poi filarsela quando le cose vanno male. La fam. Angnelli ha capitali in giro per il mondo di svariati miliardi di € .Se un povero disgraziato ha un negozio e per la crisi deve licenziare una madre di famiglia lo stato non lo aiuta,la fiat prende i soldi della cassa integrazione e scappa senza rimettere un € del proprio. il piccolo negoziante è costretto a ipotecare i propri beni per poter pagare il proprio dipendente. Restituisci i soldi e poi te ne puoi andare dove meglio credi, ma prima restituisci cara famiglia Angnelli.
Ritratto di Gordo88
26 luglio 2013 - 10:01
1
Questo doveva essere sottoscritto già tempo fa nero su bianco ed è compito della politica assicurarsi che quando vengono erogati fondi e migliaia di casse integrazioni ci sia la sicurezza che l' azienda resti ad investire in Italia e mantenga asua volta gli impegni presi, ci arriverebbe persino un bimbo
Ritratto di lidel
26 luglio 2013 - 09:50
2
la fiat vuol andare via dall'italia? bene! prima restituisca TUTTI i soldi che ha ingiustamente preso dallo stato in quanto fiat è impresa PRIVATA e poi se ne vada al diavolo e non si azzardi MAI PIU' a venire a vendere le sue schifose macchine in italia!
Ritratto di Baq
26 luglio 2013 - 10:33
Spero per te che tu non abbia parenti o amici nei milioni di persone che perderebbero il lavoro, senza considerare che l'italia, gia' messa a 90, fallirebbe del tutto. Prova a pensare alla cifra che ogni anno entra nelle casse dello stato, tra iva delle vetture vendute, contributi di tutti i dipendenti fiat e terziari, le tasse pagate da fiat e dalla marea di ditte che lavorano per loro. Tipico ragionamento da Italiota che ragiona con le parti intime invece che col cervello.
Ritratto di delborgo838
26 luglio 2013 - 13:11
Io ho pagato con i miei soldi i dipendente e ho chiuso per la crisi senza nessun aiuto da nessuno. AGNELLI FA LA BELLA VITA CON I NOSTRI SOLDI CONTINUATE A DIFENDERLO. LUI GODE E NOI SIAMO NELLA MER......BRAVI
Ritratto di Giovanni calabrò
26 luglio 2013 - 13:24
OK, verissimo come anche per tantissime altre aziende Italiane, e quindi per una sorta di ripicca nei confronti degli Agnelli tu vuoi mandare a gambe all'aria migliaia di Famiglie........e un intero settore. Giusta ed equa soluzione, peccato che, anche se oggi chiudesse la Fiat la famiglia Agnelli non morirebbe di fame mentre tutti gli operai si. Se però , questo ti rende contento........
Ritratto di delborgo838
26 luglio 2013 - 19:57
Le madri di famiglia che ho mandato a casa contano quanto quelli della fiat.Non è una ripicca deve solo pagare di tasca sua la cassa integrazione e non con i nostri soldi , voglio equità poi pensatela come vi pare continuate a farvi prendere in giro da questi delinquenti .
Ritratto di gilrabbit
27 luglio 2013 - 07:06
La cassa integrazione ordinaria è pagata da ogni impresa con un contributo ordinario sul monte retribuzioni lordo e con un contributo addizionale sulle integrazioni salariali anticipate. Il contributo ordinario è pari al 2,20% o all'1,9% del monte retribuzioni lordo rispettivamente per le imprese con più di 50 dipendenti o fino a 50. Quello addizionale è rispettivamente pari all'8% o al 4% delle integrazioni salariali da corrispondere. L'intervento straordinario è finanziato dai datori di lavoro e dai lavoratori con un contributo rispettivamente pari allo 0,6% e allo 0,3% della retribuzione lorda. Anche nella CIGS vi è inoltre un onere a carico dell'impresa pari al 4,5% o al 3% delle integrazioni salariali anticipare rispettivamente per quelle con più di 50 o fino a 50 dipendenti. L'ammontare del contributo addizionale è raddoppiato nel caso di mancata ottemperanza del decreto ministeriale. È comunque raddoppiato del 50% se il trattamento si protrae oltre 24 mesi. Queste spesucce fanno si che un semplice operaio italiano costi all'azienda 3500 euro il mese...sole che l'operaio ne vede si e no 1200. Colpa delle aziende? Colpa dei Marchionne? Oppure è colpa di un sistema che ha dato tutto a tutti senza chiedersi mai da dove venisse e chi lo doveva pagare!!!
Ritratto di gilrabbit
27 luglio 2013 - 07:02
Non ti viene mai in mente che forse se la tua azienda è finita è anche un pò colpa tua e così è per molti tuoi colleghi incapaci in passato di capire su come fare per essere produttivi? Scarrozziamo tutti in suv e barca in sardegna e nessuno che si è preoccupato di fare un minimo di ricerca sul come sopravvivere all'assalto orientale. Ed oggi diamo la colpa agli Agnelli? Solo loro? Quanti sono gli pseudo imprenditori italiani che hanno messo su l'impresetta o la fabbrichetta sfruttando le furbizie ceh le leggi gli hannopermesso in termini di trattamento degli operai e in termini fiscali? Quanta gente in questo paese non ha pagato tasse per anni e si è fatta la megavilla al mare o a Cortina senza preoccuparsi del futuro della sua azienda? Oggi la fiesta è finita e le frontiere sono aperte quindi produrre un paio di mutande in Slovenia costa la metà che in Italia.....e chi è che non ne approfitterebbe? Quindi non ci resta che piangere sul platte versato e a quel signore che scrivendo su queste pagine dice che vuole cacciare i Marchionne per attendere un treno della ripresa che passi senza caricare pesi morti dico che per quel treno la stazione non è stata ancora costruita!
Ritratto di delborgo838
27 luglio 2013 - 07:30
Vendevo pane e non ho mai posseduto un suv se parli di colpa mia vuol dire che non sai cosa vuol dire avere un' attività, il pane si produce in loco e non all'estero.sicuramente sarai uno stipendiato che non sa niente di quello che significa avere un'attività. Se io mi ammalavavo dovevo andare a lavoro ugualmente e non come gli impiegati statali che per un raffreddorino si fanno 15 giorni a casa. PRIMA DI PARLARE COLLEGATE IL CERVELLO
Ritratto di crazyfrog
29 luglio 2013 - 19:53
vive l'egosme et l'arrogance! se falite tue boulangerie tres inovatif devve falirre tutte le operaio stataliste et fanulonne de fiat! salute a tute gli amicci de partiti xenophobe et raciste du nord italie.. bisou from Sochaux..
Ritratto di Giovanni calabrò
26 luglio 2013 - 10:48
Complimenti........e senti dopo che ha restituito i soldi "Allo stato" ovviamente e non ai cittadini, secondo te dovrebbe chiudere e andarsene e, sempre a parer tuo, non dovrebbe più vendere le sue macchine in Italia che sempre, a parer Tuo, sono schifose..........ok....e dopo??? Scrivendo queste cose ti sei domandato cosa comporterebbe per tutto il nostro paese? Ti sei chiesto quante migliaia di persone ancora oggi lavorano in Fiat ? Ti sei chiesto quanti altre migliaia di persone Dell'indotto oggi lavorano grazie a Fiat? Che fai dopo, vengono tutti da te e gli dia lavoro tu? Se è così va benissimo....allora ok. Purtroppo, continuo a sostenere che il nostro paese ha ciò che si merita, se oggi la Fiat ha tutti questi problemi è per colpa di Italiani che odiano e danneggiano il marchio di auto Nazionale calunniando ingiustamente le macchine che produce.....che nulla hanno da invidiare ad altre case estere, Inoltre prima l'Italia e i governi hanno chiesto a Fiat di aprire più stabilimenti e di coprire il territorio Nazionale per dare lavoro a tutta Italia e poi gli Italiani non comprano auto Italiane........cosa potevamo pretendere che l'azienda continuasse a produrre vetture per lasciarle nei piazzali? Oggi lamentiamo chiusure di stabilimenti e possibili trasferimenti all'estero.........io dico che l'Italiano se l'he proprio cercata, ha fatto tutto il possibile affinché questo avvenisse
Ritratto di crazyfrog
26 luglio 2013 - 13:44
fiat schiffosse! brave picolo italiens! renault et peugeot molto di miliorre!
Ritratto di Baq
26 luglio 2013 - 10:28
in mano ai sindacati, corrotti, poco professionali, pieni di gente "messa li" da amici di amici di parenti di politici, che dovrebbero fare l'interesse dei lavoratori, ma pensano solo a tirare su delle tessere e a fare i loro interessi. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Ragazzi, ora come ora mantenere un'azienda delle dimensioni di Fiat in italia, e' per innumerevoli motivi, impossibile. E uno dei motivi principali, e' il dover sottostare a questi "individui". Italiani , SVEGLIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ritratto di supermaxx
26 luglio 2013 - 11:08
IL PROBLEMA SONO I SINDACATI, ANCORA LEGATI A CERTE IDEE DI ALTRI TEMPI, BASTA!!! DEVONO RENDERSI CONTO CHE IL MONDO E CAMBIATO, NESSUNO VIENE AD INVESTIRE IN ITALIA, E CHI SE NE VA ALLA SVELTA, E QUESTI STANNO ANCORA A PARLARE DI GARANZIE ECC.. APRITE GLI OCCHI SVEGLIATEVI! NON CI SONO PIU GARANZIE PER NESSUNO, OGNUNO DEVE FARE LA PROPRIA PARTE.. CAMUSSO, LANDINI ECC.. VERGOGNA
Ritratto di Gino2010
26 luglio 2013 - 11:19
ed anche perchè sei uno dei pochi qui dentro con cui si possono fare discorsi seri e civili.La problematica di questa faccenda,come molte altre in italia,è che non si scontrano due ragioni ma due torti.Perchè le posizioni della FIOM sono oltranziste molte volte,è vero,ma non pensiamo che senza questa incertezza o senza la FIOM la fiat sarebbe rimasta in italia perchè non è vero.Ho scritto in passato molti post sostendendo che la fiat vuole andaresene da questo paese da anni molto prima del verificarsi di questa situazione.L'idea della fiat di abbandonare questo paese è parallela alla nomina di Marchionne come AD e se non ci fosse stata la FIOM o la corte costituzionale fiat avrebbe motivato la sua decisione usando come pretesto la crisi,la sovraccapacità produttiva,lo stato di deficit di alcuni concorrenti (le case francesi in primis).Di fatto FIOM,corte costituzionale,fermo del governo,giovano a marchionen perchè può strumentalizzare questi comportamenti per coprire le vere ragioni dell'abbandono del nostro paese.Come un enorme gioco di ruolo.La decisione di fiat è data unicamente dallo spostamento del baricentro della società dall'europa alle americhe dove il mercato tira e lo stato mette i soldi.Per la serie:ti piace vincere facile?bonci bonci po po po.Rinunciando a fare investimenti corposi in nuovi modelli specie nella fascia premium 30.000-100.000 euro e specie per alfa.Altre case,lexus,jaguar,volvo,cadillac provano a rompere il monopolio della triade Audi-BMW-Mercedes in tale segmento e fiat cosa fa?la 4C.Un po' pochino mi pare.Fiat andrà via sia se la FIOM è responsabile o meno.A questo punto alla FIOM conviene fare i duri perchè così i propri iscritti possono dire che i dirigenti si sono battuti per loro e che hanno venduto cara la pelle.Anzi conviene a loro che si pensi che fiat se ne è andata per causa loro per dimostrare quanto sono importanti.Peggio sarebbe essere cedevoli e nonstante questo vedere chiudere gli stabilimenti uno dopo l'altro lo stesso.Significherebbe non contare nulla
Ritratto di LucaPozzo
27 luglio 2013 - 15:20
Beh, come sarebbe andata se non vi fossero state 60 e più azioni legali da parte della FIOM non lo so. Così come non so se sarebbe andata diversamente se invece di perderne il 15 o 20%, Fiat non ne avesse persa alcuna. Possiamo metterci tutti i se di questo mondo ma io non so se come sarebbe andata perchè non ho la palla di vetro, per cui non mi cimento. Io so solo come è la realtà oggi. Sullo stato che mette soldi in America avrei qualche dubbio. L'amministrazione pubblica oltre oceano ha prestato soldi. La differenza è che da noi in Europa gli stati nazionali danno fideiussioni per miliardi di euro senza garanzie e a copertura di bond con rendimenti ridicoli. E probabilmente non rientreranno mai dei soldi. Oltre l'Atlantico finanziano direttamente con rendimenti a due zeri (nel caso di Chrysler già ripagati una anno fa). Allora quale è l'obiettivo segreto del malefico? Smettere di vendere un milione di vetture in Europa per sempre (senza sapere se la tendenza tornerà ad essere opposta tra le due sponde dell'oceano come pochi anni fa) abbassando ulteriormente il rating del gruppo? A che pro? Forse da piccolo gli hanno fatto i dispetti quando viveva in Abruzzo e ora vuole vendicarsi? Perchè il problema è che ogni teoria del complotto può permettersi di essere fantasiosa quanto si vuole, è lecito. ma deve almeno avere una spiegazione razionale ultima per motivare le scelte dei complottardi. E' ormai chiaro, e dichiarato, che i passi successivi saranno lo spostamento della gamma verso l'alto. Il problema è solo capire dove li si vuole fare. Perchè se la prospettiva e fare investimenti in un paese in cui gente che dichiara di voler tornare in azienda a "fare la guerra al mostro" non può essere allontanata, allora è inutile farli. Tanto vale produrre questi stessi modelli altrove. Da un punto di vista puramente razionale, non c'è alcun motivo per cui un'Alfa venduta in America e in Europa non debba essere prodotta in Polonia. Gli operai polacchi lavorano bene quanto quelli italiani, e molto meglio di alcuni operai italiani di specifici stabilimenti. Non sono meno svegli o più cattivi, non puzzano. Se si vendono bene le Porsche prodotte in Slovacchia, perchè non può accadere con le Alfa in Polonia? D'altra parte guardiamo il problema dal lato opposto: se questo paese è veramente un posto dove Fiat può investire senza sacrifici e senza rischi per l'integrità del gruppo, per quale motivo non esistono produttori stranieri che vogliano venire qui a investire da zero in un nuovo impianto (e nemmeno a rilevarne uno esistente)? Ci sono amministrazioni locali che corrono a coprire d'oro le compagnie aeree perchè attivino un collegamento dal loro aeroportino provinciale a metropoli come Weeze (sfido chiunque a trovarlo sulla cartina senza google maps), vuoi che non vi siano amministrazioni locali che investirebbero in un impianto da 1000 o 2000 operai? Eppure nessuno si fa avanti. Allora è solo la perfidia di un uomo che muove questo desiderio di produrre in paesi diversi dal nostro?
Ritratto di rafficiè
26 luglio 2013 - 11:50
marchionne avrà sicuramente i suoi interessi ma i sindacati e lo stato italiano fanno veramente c....
Ritratto di NelSeprio
26 luglio 2013 - 14:12
Solo fregnacce, sono anni che dice che potrebbero andarsene e sono sempre qui, adesso salta fuori un oscuro vantaggio borsistico che sarebbe persino superiore a qualsiasi vantaggio fiscale, pure se spostasse la sede alle cayman. Il messaggio è per la politica, non ne fa mistero, servono regole chiare, poi è da capire se vorrebbe che queste regole fossero eque o sbilanciate da qualche parte, insomma sta fiom non sarà del tutto nel torto, anche se mi piacerebbe sapere come sta andando il tesseramento con queste dimostrazioni di forza.
Ritratto di Luigi Maria Ventola
26 luglio 2013 - 14:34
Così finalmente i sindacati e la corte costituzionale saranno contenti......................
Ritratto di marcoalfredo
26 luglio 2013 - 18:20
Marchionne è l'AD di Fiat il suo compito è quello di produrre auto e utili per gli azionisti, per questo si avvale di vari strumenti tra cui i lavoratori e deve cercare le condizioni ambientali più favorevoli. Il suo compito diretto non è tutelare i lavoratori a questo ci devono pensare i sindacati, che non devono essere un corpo autoreferenziale, estraneo alla fabbrica proteso alla difesa dell'organizazione (FIOM), altrimenti la confusione dei ruoli provoca intolleranza alle regole e disastri economici. Alla politica il compito di mediare gli interessi e favorire o dettare le regole. In Italia un sindacato che è stato grande (Trentin) non è più né sindacato né grande, è diventato un soggetto genericamente antagonista e tutto ripiegato su se stesso. La politica nel migliore dei casi è assente, quando si cimenta fa danni a partire dal referendum del 95 sullo statuto dei lavoratori. Il resto, i soldi pubblici della fiat, gli stipendi di Marchionne, il faccione televisivo di Landini, deriva populistica si sarebbe detto ai tempi di Berlinguer. In questo clima il sistema industriale italiano e non solo la FIAT o si liquefa o se ne va. A rimetterci non saranno solo gli operai che sono in prima linea, ma tutta la parte meno forte della popolazione.
Ritratto di SaverioS
26 luglio 2013 - 18:54
E tutti i fiattari che la pensano come te ! a sentire te dovremmo nonostante tutto continuare a lisciare il pelo della fiat e di marchionne per continuare a fargli dettar legge in Italia a suon di favoritismi e incentivi così da farlo continuare a ricattare i vari governi di turno in Italia... per non licenziare i lavoratori Italiani!!!!! NO GRAZIE, BASTA, CHE SE NE VADA AL DIAVOLO DOVE VUOLE, COSI' DA APRIRE FINALMENTE E SENZA VINCOLI IL MERCATO ITALIANO A COSTRUTTORI STRANIERI ( COME AVVIENE IN TUTTI I PAESI DEL MONDO ) Vedrai che quando passerà il treno della ripresa...quando passerà... ci troveremo pronti per prenderlo senza tanti parassiti.
Ritratto di marcoalfredo
26 luglio 2013 - 23:57
il problema non è vergognarsi, ma ragionare. Il mercato in Italia è già libero, ma nessuno viene a costruire macchine pur vendendone tante. Il gruppo Volkswagen vende in Italia quasi quanto la Fiat, ma ha fabbriche dappertutto in Europa, non solo in Germania, ma in Italia si è riservato solo un'auto di nicchia come la Lamborghini da esportare nel mondo con pochi prodotti e grandi profitti. Marchionne sta tentando di salvare le fabbriche italiane trasformandone alcune in produzioni di gamma alta, maserati, 500X, Jeep e Alfa Romeo, ma riceve guerra senza quartiere da Istituzioni, stampa e una parte di sindacato. Sia chiaro non saranno strilli e strepiti a far decidere Marchionne se restare o meno in Italia. La decisione verrà presa su parametri di mercato: auto vendute in Italia (acquirenti), costo del lavoro, pressione fiscale, relazioni industriali, ruolo delle istituzioni (politica e sindacati). Quando la somma di questi fattori sarà negativa, la Fiat non avrà più ragione di produrre in Italia e si allineerà alla Volkswagen, mantenendo in Italia Ferrari, Maserati, forse l'Alfa Romeo se non sarà più interessante il mercato americano o cinese e smantellerà Pomigliano, Cassino, Melfi e Mirafiori. Marchionne governa la Fiat e quella deve far prosperare. L'Italia non si sa più chi la governa e pertanto non si sa chi la deve salvare. I destini di Fiat e Italia non sono più intercambiabili. Il mio augurio un po' disperato è che tutti insieme concorriamo a non perdere gli insediamenti Fiat ed avere anche altri insediamenti, ma se a partire dall'operaio Fiat si continua a comprare tutto tranne che Fiat per scelta ideologica o per ripicca antinazionale, avremo solo un produttore in meno, più licenziati, meno PIL, meno diritti e più disoccupazione. Chi ha testa la usi e costringa gli altri ad usarla.
Ritratto di marcoalfredo
26 luglio 2013 - 23:59
il problema non è vergognarsi, ma ragionare. Il mercato in Italia è già libero, ma nessuno viene a costruire macchine pur vendendone tante. Il gruppo Volkswagen vende in Italia quasi quanto la Fiat, ma ha fabbriche dappertutto in Europa, non solo in Germania, ma in Italia si è riservato solo un'auto di nicchia come la Lamborghini da esportare nel mondo con pochi prodotti e grandi profitti. Marchionne sta tentando di salvare le fabbriche italiane trasformandone alcune in produzioni di gamma alta, maserati, 500X, Jeep e Alfa Romeo, ma riceve guerra senza quartiere da Istituzioni, stampa e una parte di sindacato. Sia chiaro non saranno strilli e strepiti a far decidere Marchionne se restare o meno in Italia. La decisione verrà presa su parametri di mercato: auto vendute in Italia (acquirenti), costo del lavoro, pressione fiscale, relazioni industriali, ruolo delle istituzioni (politica e sindacati). Quando la somma di questi fattori sarà negativa, la Fiat non avrà più ragione di produrre in Italia e si allineerà alla Volkswagen, mantenendo in Italia Ferrari, Maserati, forse l'Alfa Romeo se non sarà più interessante il mercato americano o cinese e smantellerà Pomigliano, Cassino, Melfi e Mirafiori. Marchionne governa la Fiat e quella deve far prosperare. L'Italia non si sa più chi la governa e pertanto non si sa chi la deve salvare. I destini di Fiat e Italia non sono più intercambiabili. Il mio augurio un po' disperato è che tutti insieme concorriamo a non perdere gli insediamenti Fiat ed avere anche altri insediamenti, ma se a partire dall'operaio Fiat si continua a comprare tutto tranne che Fiat per scelta ideologica o per ripicca antinazionale, avremo solo un produttore in meno, più licenziati, meno PIL, meno diritti e più disoccupazione. Chi ha testa la usi e costringa gli altri ad usarla.
Ritratto di preoccupato
27 luglio 2013 - 16:13
assisteremo al commiato,non solo di fiat,ma di altre imprese,dobbiamo ringraziare il governo,non solo quello attuale che mi sa di pasticcio,ma sopratutto di quelli passati,che non hanno fatto nulla per far cambiare il trend negativo,che attanaglia da circa un ventennio il nostro paese.
Ritratto di bubu
27 luglio 2013 - 17:17
ma perche? pensare all'Italia è troppo difficile visto che si trattadi fiat??
Ritratto di bubu
27 luglio 2013 - 17:17
ma perche? pensare all'Italia è troppo difficile visto che si trattadi fiat??
Ritratto di supermaxx
28 luglio 2013 - 00:49
Ridare prima tutti i soldi agli Italiani, e poi possono andarsene a fan....
Ritratto di preoccupato
28 luglio 2013 - 10:46
perchè se si guarda al passato l'italia o tutti noi che paghiamo le tasse,ha dato fior di quattrini alla fiat,ed ora eccoti il benservito,zero investimenti e via da questo paese, a caccia di ulteriori aiuti da altri stati.
Ritratto di GENOX
28 luglio 2013 - 11:11
La Fiat emigra nei Paesi Bassi? Chiedere spiegazioni alla Corte Costituzionale, visto le sentenze che scrive. Bisognerebbe spiegare ai signori giudici che il mondo è cambiato., soprattutto in questu ultimi anni... Se si vogliono salvare i posti di lavoro in Italia bisogna adeguarsi.
Ritratto di turiadur
28 luglio 2013 - 12:10
L'idea di spostare la sede in Olanda e' un fatto talmente grosso ed importante che non lo si può nascondere dietro la pagliuzza della sentenza, e' il solito gioco dei giornalisti che vogliono sempre additare qualcuno e fare lo scoop della settimana. È molto più plausibile invece che ci siano ragioni economiche dietro ( e non ho detto fiscali) come proprio dice l' articolo, le agevolazioni con la borsa di new york. Per il resto, guardando a Fiat come ad una normale azienda che produce oggetti, Marchionne sta facendo semplicemente quello che fanno tutte le altre aziende piccole o grandi che siano, delocalizzano quel che possono ( o produzioni o servizi o sedi) col fine di ottenere più vantaggi possibili, se poi questo e' un bene o un male e' un'altra discorso.
Ritratto di pirampepe2013
29 luglio 2013 - 13:14
ella, nei tempi grami del dopoguerra, soleva arrotondare il magro bilancio familiare praticando iniezioni a domicilio a malati non più autosufficienti. Quando le chiesero quale era la sua occupazione, rispose impavida: PERFORATRICE NEI PAESI BASSI.
Ritratto di preoccupato
29 luglio 2013 - 19:03
in questo benedetto paese hanno fatto il bello e cattivo tempo,i primi ad evadere il fisco sono loro,e tirano sempre più cospicui guadagni a scapito degli operai,i quali pagano alla fonte il fisco e vengono sfruttati al max.e pure ricattati di licenziamento ,quando le cose non gli vanno per il verso giusto.

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