NEWS

Ford: stop alla nuova fabbrica in Messico

04 gennaio 2017

Dopo le pressioni del presidente eletto Trump la Ford ha comunicato l’annullamento del progetto da 1,6 miliardi di dollari.

Ford: stop alla nuova fabbrica in Messico

DALLE PAROLE AI FATTI - Si cominciano a vedere gli effetti della strategia del presidente eletto Donald Trump per favorire (proteggere) il made in Usa e quindi l’occupazione nel paese. Ieri la Ford ha fatto sapere di aver messo a punto un nuovo piano industriale che non prevede più la realizzazione di un nuovo stabilimento in Messico da destinare alla produzione dei modelli compatti Focus e Fiesta. Per tale impiego saranno utilizzati gli stabilimenti esistenti negli Usa. Inoltre è previsto un investimento di 700 milioni di dollari per allestire un impianto dedicato alla fabbricazione di modelli elettrici (13 per la precisione). Anche quest’ultimo negli Usa.

CAMBIAMENTO DI ROTTA - Le novità sono state al centro di una intervista rilasciata dal CEO della Ford, Mark Fields, alla catena televisiva CNN. Il manager ha spiegato la decisione con la contrazione delle vendite delle berline compatte e con la necessità strategica di attrezzarsi per le nuove esigenze del settore auto, auto elettrica e guida autonoma. Contemporaneamente però ha anche espresso un giudizio favorevole sui programmi politici di Donald Trump a proposito dell’industria automobilistica, volti a sostenere l’occupazione nel paese. Va infine anche detto che lo stesso Trump non ha esitato a prendersi il merito della decisione della Ford di annullare il programma messicano, riaffermando così le proprie opinioni in materia.

MADE IN USA A SUON DI TASSE - L’essenza di queste idee del presidente eletto è semplice: le case americane devono produrre in America e se producono all’estero i loro prodotti importati vanno tassati pesantemente. E va detto l’idea non è stata archiviata assieme alla campagna elettorale: proprio ieri lo stesso Trump ha scritto un tweet rivolto alla General Motors in cui dice che la casa importa negli Usa la Chevrolet Cruze fabbricata in Messico, questo senza pagare tasse aggiungendo: “Costruite negli Usa, oppure pagate le tasse doganali”. La GM ha poi precisato che solo una piccola parte delle Cruze importate negli Usa arriva dalla fabbrica messicana (da gennaio a novembre 2016 4.500 su un totale prodotto di 172 mila). La parte più importante delle Cruze vendute negli Usa è prodotta a Lordstown, nell’Ohio.

IL TRATTATO ESISTENTE - Il progetto di una nuova fabbrica in Messico, nella località di Sant Luis Potosi, era stato annunciato nel mese di aprile dell’anno scorso. La strategia della casa americana si basava sulla norma prevista dal trattato di libero scambio vigente nel Nord America (NAFTA) secondo cui i prodotti all’estero importati negli Usa non pagano tasse doganali se il 65% dei componenti sono di origine nordamericana.

I PIANI “ELETTRICI” PER GLI USA - L’investimento negli Usa destinato ai programmi dell’auto elettrica riguardano invece uno stabilimento Ford a Flat Rock, vicino a Detroit, dove è prevista la creazione di 700 nuovi posti di lavoro. Quanto alla produzione della Ford Focus, attualmente prodotta a Warren, nello stato del Michigan, dovrebbe essere destinata a un altro stabilimento messicano già esistente, in località Hermosillo.

RIDUZIONE DELLE TASSE - Quanto alle idee di Trump in tema di industria dell’auto, il capo della Ford, Mark Fields, ha espresso un giudizio positivo sulle intenzioni del neo-presidente di ridurre le tasse alle società dal 35% al 15%. Ciò assieme all’introduzione appunto di una tassa del 35% sui prodotti di importazione, anche se di marca americana. Fields ha così affermato: “esprimiamo la nostra fiducia nel presidente eletto e nelle politiche fiscali annunciate. Noi pensiamo che le sue riforme fiscali e le sue nuove regolamentazioni possano essere di importanza determinante per rafforzare la competitività degli Stati Uniti determinando un rilancio dell’industria manifatturiera americana. Ford è un costruttore mondiale, ma la nostra casa è qui, negli Stati Uniti”. 



Aggiungi un commento
Ritratto di C200
4 gennaio 2017 - 09:48
L'iniziativa è molto interessante ma ho un dubbio: l'articolo dice che le case americane saranno tassate maggiormente sulle auto non prodotte negli usa. Ma quindi se un costruttore europeo (bmw e vw sono i primi due che mi vengono in mente che producono in messico) produce in Messico ed esporta in usa non viene tassato? Se così fosse le case non americane sarebbero più avvantaggiate.
Ritratto di Luzo
4 gennaio 2017 - 10:04
"’introduzione appunto di una tassa del 35% sui prodotti di importazione, anche se di marca americana" mi pare voglia dire che ci sarà per tutti
Ritratto di Pellich
4 gennaio 2017 - 11:10
Va bene difendere tutelare il lavoro e la produzione in territorio USA, ma mi sembra un tantino esagerato. Con una tassazione così alta, negli States verrebbero vendute solo vetture prodotte internamente con grave danno di tutti i costruttori europei e asiatici che vedrebbero precludersi un enorme mercato quale quello americano e conseguente impoverimento di scelta per il medesimo.. staremo a vedere
Ritratto di slvrkt
4 gennaio 2017 - 15:58
4
tutti i grandi costruttori hanno fabbriche negli USA, dovrebbero solo aumentare la produzione - al momento, credo solo Mazda produca le sua auto solo in Giappone.
Ritratto di Fr4ncesco
4 gennaio 2017 - 10:19
2
Riguardo chiunque vende in USA, difatti oltre a far rientrare le case nazionali questa politica farà si che anche per le case estere sarà più conveniente produrre negli Stati Uniti.
Ritratto di C200
4 gennaio 2017 - 10:34
Ringrazio luzo e Francesco per le risposte. Se però così fosse come la mettiamo con alfa? Stelvio e Giulia sono prodotte qui e gli usa sono molto importanti per il rilancio . Se aggiungiamo il dazio sarebbero fuori prezzo mentre se le dovessero produrre li significherebbe fare grossi investimenti per adattare le linee di produzione.
Ritratto di Fr4ncesco
4 gennaio 2017 - 10:52
2
Penso che il sovrapprezzo da prodotto premium giustificherà anche la % sull'importantazione. Lexus dopotutto è nata proprio per aggirare i dazi sui prodotti provenienti dal Giappone, offrendo un prodotto più costoso non solo perché importato ma perché lussuoso.
Ritratto di Luzo
4 gennaio 2017 - 11:19
Non ci saranno dazi dall'europa ( non più di quelli che ci sono adesso) e imho anche quella dal messico non sarà come dice , far saltare il NAFTA non serve a nessuno, men che meno ai produttori americani, di qualunque bene
Ritratto di CiccioBe
4 gennaio 2017 - 11:11
Senza parlare delle Renegade importate da Melfi....boh...chissà come andrà a finire...la vedo grigia
Ritratto di Fr4ncesco
4 gennaio 2017 - 10:14
2
Grande Trump! In America non fanno solo chiacchiere ma anche i fatti. È riportando le fabbriche nel proprio Paese che si combatte la disoccupazione in modo concreto. Spero che questa controtendenza a localizzare anziché de-localizzare investa anche i nostri politici in futuro, visto che gli USA sono il modello per l'occidente. Convincerà sicuramente anche la GM perché non ci sono solo le tasse sull'importantazione come deterrente ma anche agevolazioni quindi un compromesso dove tutti ci guadagnano.
Ritratto di anarchico2
4 gennaio 2017 - 10:26
Ottima politica, impoverire ulteriormente il Messico porterà nuovi immigrati contro i quali Trump si scaglia. Fra 4 anni verrà cacciato a calci.
Ritratto di Fr4ncesco
4 gennaio 2017 - 10:47
2
Chissene del Messico, Trump è il presidente degli USA e deve fare gli interessi degli americani. Detroit è da terzo mondo e così tanti altri posti che vivevano dell'industria manifatturiera colpita dalla globalizzazione. E se gli USA tornassero ad essere ricchi come una volta potrebbero assorbire gli immigrati in modo regolare.
Ritratto di anarchico2
4 gennaio 2017 - 11:23
Evidenziavo il fatto che non mi pare una politica coerente. Trump era contrario a levare l'embargo all'Iran, poi appoggia Putin e di fatto agevola la politica estera iraniana. La politica, estera ed economica, non è una cosa in cui semplificare sia producente.
Ritratto di nicktwo
4 gennaio 2017 - 12:01
ma la macroeconomia e' un po' come la meteorologia, e quindi a prenderci prima che le cose accadono... con la differenza che in economia l'uomo puo' svolgere azioni influenti per provare a condizionarne il corso (in verita' per i complottisti puo' anche nelle questioni metereologiche)... come si sentiva pure spesso qui da noi una ventina di anni fa: "lasciamolo provare", limititatamente a tale aspetto (rientrare agli autoctoni u.s.a la costruzione di auto) a noi cittadini italici che male ci potra' mai fare? (non ci vendiamo auto nostrane da sempre, continueremo a non farlo).... saluti
Ritratto di Fr4ncesco
4 gennaio 2017 - 12:28
2
La politica estera non è mai coerente. La Turchia è nella Nato ma si è alleata alla Russia, durante la Seconda guerra mondiale liberali e comunisti erano alleati.
Ritratto di AlexTurbo90
5 gennaio 2017 - 01:08
Oddio la Turchia se è per questo fa anche il triplo gioco: fa parte della NATO, si è alleata con la Russia per combattere l' ISIS, ma (almeno nel recente passato) ha dato una mano all 'ISIS a sterminare i curdi che stanno ai suoi confini!
Ritratto di Angi0203
4 gennaio 2017 - 11:16
tasso di disoccupazione USA Novembre 2016 (senza protezionismo) 4,6 % tasso di disoccupazione pre USA NAFTA: 1993 6,6% 1994(accordo NAFTA firmato) 5,5% 1995 5,7% 1996 5,0 % non che io creda di poter immettere un po' di dubbio sui convinti, ma i numeri sono numeri. Da tener presente che i 4,6 % di Obama sono stati raggiunti dopo la crisi di cui sappiamo.
Ritratto di nicktwo
4 gennaio 2017 - 11:25
senza polemica e oltretutto senza essere io addentrato nelle questioni economiche e occupazionali americane ma non penso che i dati di ben 20 anni fa coi relativi scenari possono confrontarsi all' attuale... ad esempio qui da noi al tempo nei vari paesi dell' est venivano costruite percentuali irrisorie delle auto vendute in occidente oggi invece e' probabile che se ne producono la maggior parte (o quasi)... saluti
Ritratto di Fr4ncesco
4 gennaio 2017 - 12:20
2
Trump non vuole uscire dal NAFTA, che non ci sia stato un'abuso di questo trattato però non si può negare come del resto anche nell'UE. Vantaggi e Svantaggi non sempre si bilanciano, bisogna anche agire nello specifico e in base alle esigenze del Paese.
Ritratto di NeroneLanzi
4 gennaio 2017 - 16:44
Angi, c'è allora un sito che sicuramente ti piacerà e da cui potrai trarre alcuni spunti interessanti: www.tylervigen.com
Ritratto di Angi0203
4 gennaio 2017 - 20:16
soprattutto la comparabilità del consumo di mozzarella ed il numero di laureati in ingegneria mi sembra oltremodo significativo. Con ogni probabilità la sincronia sarebbe ancora più stretta se compararta al numero di pizze da asporto vendute. Scherzo (chiaramente); la comparazione die mele e pere è stato sempre privilegio dei contemporanei più ... chiedo scusa se non ho inverstito più di 10 s nel sito, il mio tempo mi è prezioso.
Ritratto di NeroneLanzi
5 gennaio 2017 - 11:12
Eh ma "i numeri sono numeri", quelle correlazioni parlano chiaro.
Ritratto di nicktwo
4 gennaio 2017 - 11:34
in effetti la strada e' quella... vuoi che la merce continua, per giungere a un prodotto finito, a rimbalzare da una parte all' altra del globo? alora ci paghi ad ogni passaggio la tassa (come era una volta)... diciamocelo papale, tutto questo liberalismo, egoisticamente parlando, a noi del vecchio continente (e a molti americani) non ci ha fatto per niente bene, che poi vero i paesi emergenti (piu' o meno ex terzo mondo) era giusto accorciare le distanze in termini di benessere ma "qui" qualcuno ci ha guadagnato (vedasi distribuzione ricchezza nazionale oggi vs tot anni fa)... ergon, mi sa che un trump pure da noi prima o poi... saluti
Ritratto di nicktwo
4 gennaio 2017 - 11:39
* liberismo.. male detto t8
Ritratto di Luzo
4 gennaio 2017 - 12:05
Papale papale, con il ceo di GM nel board della (prossima) amministrazione Trump ci sta proprio che in Ford cancellino dalla sera alla mattina un investimento da 1,6 miliardi...con Trump che twitta sulla base dell1% delle cruze made in mexico vendute negli usa "Ford CEO Mark Fields claimed the move was not due to a deal with President-elect Donald Trump. "We didn't cut a deal with Trump. We did it for our business," he told CNN."
Ritratto di nicktwo
4 gennaio 2017 - 14:55
premettendo che nella vita la fortuna puo' giocare un ruolo fondamentale e quindi magari per trump e' stato solo un caso fortuito che ford prevede un impianto in mexico -> lui inserisce queste "condizioni di tassazione" nel proprio programma elettorale e poi viene eletto -> ford non fara' piu' l' impianto mexicano... ma a questo punto, a prescindere dai meriti, trump ne esce vincitore "politicamente", per quanto a ford tale aspetto potra' non interessare (ma non ci giurerei)... ecco diciamo che se la rinuncia a questo impianto ford la comunicava fino al giorno prima l' elezione di trump (quando sembrava altamente improbabile la sua elezione) gli evitava questa (involontaria?) attestazione di forza che ora il neopresidente non credo vorra' risparmiarsi di mettere sul tavolo in eventuali futuri contesti analoghi con la stessa ford e le sorelle americane del settore automotive... saluti
Ritratto di IloveDR
4 gennaio 2017 - 16:17
3
non mi sembra giusto nei confronti del popolo messicano
Ritratto di herm52
4 gennaio 2017 - 16:35
E' inutile farsi le mastur- - - - - ni mentali di editti fatti da un mentecato questo perchè le aziende vanno e investono dove c'è oppurtunità economica a lungo termine. Per quanto grandi siano gli USA il mercato è limitato nel tempo; una volta saturo cosa fai rinchiuso nei tuoi confini? E poi il mercato e lo scambio commerciale non è limitato solo ai veicoli. Quindi la strategia economica di Donald Trump non è altro che un editto grillesco.
Ritratto di Strige
4 gennaio 2017 - 18:14
senza contare che trump puo' restare a capo degli US solo per otto anni....dopo di cio' tutto torna come prima.
Ritratto di rebatour
5 gennaio 2017 - 16:33
Ma già vedremo fra due anni alla verifica di mid-term, che ne pensano gli americani di questo pazzoide. L'unica cosa che mi piace di Trump è la moglie.
Ritratto di Strige
5 gennaio 2017 - 18:53
No...la moglie non fa per me....troppo alta e poi a me piacciono le asiatiche :D Detto questo,alcune idee di trump non sarebbero male, avessimo noi gli stati uniti d'europa, un presidente come lui non mi dispiacerebbe (non e' il massimo, ma su alcune cose posso concordare). Cmq, vedremo che fara'....
Ritratto di herm52
4 gennaio 2017 - 16:44
E' un bel ricatto... se Ford o altre aziende dei questo settore o di altri settori abassano il capo l'amministrazione Tramp potrebbe aumentare le tasse sulla produzione per una percentuale di poco inferiori al 35% ma sicuramente maggiori di quelle che pagano attualmente in USA.
Ritratto di oretaxa
4 gennaio 2017 - 17:45
E' servito il parruccone topaiolo per capire che il più grosso problema nella crisi economica è la delocalizzazione.
Ritratto di Strige
4 gennaio 2017 - 18:13
Tecnicamente c'e' un errore, la ford ha deciso questo nuovo piano 6 mesi fa, ancor prima che si sapesse chi fosse il presidente. Trump poi "ha fatto la battuta" sulla ford, ma non credo che sia minimamente possibile creare un piano avanzato in soli due giorni. Questo piano era preparato da molto tempo
Ritratto di leomar
4 gennaio 2017 - 23:12
Credo che Trump un po' di ragione ce l'abbia. Chiedete a tutti gli operai italiani che per la delocalizzazione hanno perso il posto di lavoro senza che il nostro parlamento abbia mai pensato a una qualche tutela per coloro che rimanevano a produrre nel nostro paese
Ritratto di herm52
5 gennaio 2017 - 09:36
In Italia c'è il Welfare, l'inquinamento e altre esigenze sociali; questo perchè siamo in DEMOCRAZIA se vuoi un costo minore per la produzione e di conseguenza un maggiore guadagno vai a produrre in quei paesi dove la DEMOCRAZIA è un sogno e i sindacati sono governativi e fittizi che fanno da paravento.
Ritratto di monodrone
5 gennaio 2017 - 11:45
Grande Trump! Ce ne vorrebbe pure uno qui per la casa olandopolacca del cactus.
Ritratto di 52armando
6 gennaio 2017 - 03:45
1
Trump che presidee di merrrr---da. Eletto con gli imbrogli di putin - un altro merdaio----lo.
Ritratto di Giorgiotheone
7 gennaio 2017 - 13:53
Grandissimo TRUMP! .... se in Italia uno statista pensasse qualcosa di simile verrebbe fatto fuori molto velocemente..
Ritratto di caronte
28 gennaio 2017 - 17:19
Tutto ciò che ha promesso di fare lo ha fatto. Inizia l'era del protezionismo parte II.

VIDEO IN EVIDENZA