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Marchionne tranquillizza l’Italia. Anzi, no

07 febbraio 2011

Parziale marcia indietro dei vertici della Fiat, dopo l’ipotesi, ventilata di recente dall’amministratore delegato, di spostare negli Stati Uniti la sede legale della società generata dalla fusione con la Chrysler: “Nulla è stato deciso”. Ma la polemica monta.

GESTIONE MULTINAZIONALE - La testa della Fiat sarà americana. Anzi no, resterà in Italia. O meglio, avrà più di un quartier generale: Torino per l’Europa e Detroit per gli Stati Uniti, oltre ad un centro direzionale in Brasile e una testa di ponte in Asia. Corsi e ricorsi del Marchionne-pensiero. Al di là delle inevitabili polemiche, una cosa sembra chiara: il Lingotto (nella foto qui sopra) guarda sempre di più Oltreoceano. E non sono pochi quelli convinti che la sede legale della società nata dall’eventuale (quasi certa) fusione tra il gruppo di Torino e la sua controllata americana Chrysler sarà negli States. Ad accendere la miccia, le parole pronunciate venerdì a San Francisco dall’amministratore delegato Sergio Marchionne: “Nel giro di due o tre anni potremmo pensare a una nuova entità, che potrebbe essere basata qui”. Anche perché, come ha già più volte avuto modo di spiegare, “in Italia si fa troppa politica”.

 

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La sede della Chrysler nei pressi di Detroit.
 

IPOTESI PER IL FUTURO - Certo, prima bisogna restituire i circa sette miliardi di dollari di debito che la Chrysler ha con i governi di Stati Uniti e Canada; eppure, se il mercato dell’auto a stelle e strisce dovesse continuare crescere, la data fatidica dell’uscita dello stato dal capitale del gruppo di Detroit potrebbe essere dietro l’angolo, forse già alla fine del 2011. A quel punto, si aprirebbe la strada alla fusione, mettendo sul tavolo la questione degli equilibri societari e della governance. Ecco spiegato il motivo per cui il condizionale della frase di Marchionne non è bastato a evitare le polemiche, con tanto di telefonata “chiarificatrice” con il ministro del lavoro Maurizio Sacconi, mentre il presidente del Lingotto, John Elkann, “lavorava” sul fronte piemontese, tranquillizzando il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Ufficialmente, le autorità avrebbero ricevuto dalla dirigenza del gruppo risposte soddisfacenti: il volante della nuova società resterebbe in Italia. Per lo meno, uno dei volanti. “Si tratta di futuri e possibili ma assolutamente non decisi, assetti societari”, ha spiegato Sacconi. “Ci saranno più centri direzionali nelle aree dove c’è una forte presenza di mercato”, ha precisato Chiamparino.
 

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La fabbrica Fiat a Betim, in Brasile.


VERTICE CON IL GOVERNO - Tutto chiarito, dunque? Non proprio. Le parole di Marchionne, gettate nello stagno della politica italiana, continuano a smuovere le acque. I metalmeccanici della Fiom, fortemente critici nei confronti delle strategie industriali dell’amministratore delegato, le leggono come una conferma ai loro timori: “La Fiat intende andare via dall’Italia”. Della serie, ve lo avevamo detto. Ecco allora che l’incontro, già in calendario, con il ministro dello sviluppo economico Paolo Romani, potrebbe diventare l’occasione per fare il punto della situazione. Alla presenza, oltre che dello stesso Sacconi, anche del presidente del consiglio Silvio Berlusconi e del ministro dell’economia Giulio Tremonti.



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Ritratto di Chicolatino
7 febbraio 2011 - 17:06
Purtroppo a comandare marchionne sono gli azionisti, le banche, il mercato, e non un buon piano industriale per il futuro ....Ciao Fiat...anche se voi fa l'americana..... ricorda che sei nata in Italy!!
Ritratto di Gianluigi74
7 febbraio 2011 - 17:13
Dopo aver visto lo spot della fiad alla finale del super bowl, che tra l'altro è veramente bello, anche se al posto loro non avrei usato una 200 restyling, ma la nuoca 300c o la nuova Grand Cherokee, ma tant'è così hanno deciso all'ufficio marketing, mi è venuto un mente un'idea di spot per la FIAT500 da proporre per la finale di coppa italia: Soggetto: “Periferia di Varsavia, cielo plumbeo, spruzzi di neve sul parabrezza, schizzi di fango misto olio sulla strada imbrecciata, viso tranquillo ma assonnato di un trentenne polacco con moglie accanto e tre figli dietro, “senza parole” di Vasco Rossi a fare da sottofondo, carico di valige stile fantozzi sul tetto, la scena si sposta sull’autostrada, scene da un viaggio per l’europa, poi frontiere del brennero, ancora autostrada fino a torino, bimbi che giocano allegri, il sole si affaccia sulla città, timida primavera, ultima sequenza: si sta per fermare di fronte al lingotto, cambia la musica, ora i tamburi di carmina burana (oh fortuna velut luna…semper duxit), ancora tamburi, la famiglia esce sta eretta un ultimo sguardo sulla bandiera stelle estrisce che sventola sulla ex- sede fiat, ormai diroccata e invasa dalle sterpaglie, rotoli di paglia tipo vecchio west che passano davanti, immagine che sfuma nel nero e claim finale: IMPORTED FROM POLAND.” Da convinto sostenitore dell'italianità di fiat e della necessità per il nostro sistema produttivo e di relazioni sindacali di adeguarsi alle sfide globali, vorrei che marchionne e gli agnelli rimanessero a torino qualche mese e si decidessero una buona volta a fare le cose sul serio anche qui in italia.
Ritratto di audi94
7 febbraio 2011 - 19:36
1
????
Ritratto di Gianluigi74
7 febbraio 2011 - 21:22
????
Ritratto di audi94
7 febbraio 2011 - 23:12
1
xdxdxd... bella risposta... ahah... non riesco a capire la tua posizione...
Ritratto di bonaccorso
7 febbraio 2011 - 21:01
Perchè non ci leggiamo un pò di storia invece di prevedere pestilenze e carestie?Tra la due guerre il settore tessile nella sua completezza avava in Lione(Francia) il suo centro francese potente e irradiante nel mondo tramite la moda a Parigi. Nel nostro paese industrioso e libero, ma nettamente meno irradiante, il settore tessile era altrettanto forte. Il paese era molto più povero e la mano d'opera molto meno cara. La logica ha vpluto che il settore tessile francese è sparito e il nostro ha trionfato, fino a qualche ano fa. Mi sembra che i settori tessili dominanti siano oggi altri. Abbiamo affamato i tessili francesi? No, loro erano più ricchi e lo sono rimasti. Noi lo siamo diventati un pò di più.Ora la Fiat. Ha dato da mangiare a mezza Italia facendo con successo il suo mestiere di produttore di auto. Nel frattempo la città di torino nella sua periferia è diventata vomitevole ma gli italiani andavano in macchina.Il cinema ce ne raccontato la genesi. Poi un connubio esplosivo di fallimento tra l'Avvocato e Romiti hanno affossato tutto il settore automobile ma fatto un sacco di soldi altrove grazie ai politici e ai sindacalisti. In fine La fiat collassa convinta ancora una volta che la politica la salvi in nome dei lavoratori.Questa volta però la politica dice agli Agnelli: i soldi li avete perche li avete fatti quindi tirateli fuori e gestite la roba vostra.Arriva Marchionne che lo sta facendo.E' arrivato il momento di fare diventare più ricchi gli operai del brasile, della Polonia,della Turchia ecc. Mi direte e gli operai americani non sono già ricchi? certo ma quelli remano insieme non contro.E gli azionisti guadagnano.Cosi gira il mondo.
Ritratto di P206xs
7 febbraio 2011 - 18:17
1
vi sono le foto della nuova Peugeot 308 e la presentazione della nuova 908!! fateci un articolo.......GRAZIE!!
Ritratto di glelli
9 febbraio 2011 - 08:53
E' già il secondo articolo che leggo in cui trovo questo commento, che non ha nulla a che fare con l'argomento principale...
Ritratto di Maik147
7 febbraio 2011 - 18:43
un conto è parlare di fusione ed unaltro di portare tutto in america!!Innzitutto io considero la fusione una scelta sbagliatissima!!non ho mai visto due case che si fondono??e poi il nome quale sarebbe??in realtà più che di fusione sembra quasi una svendita Fiat agli americani!!prima li salviamo e poi ci annettiamo a loro??MAI!!Ok le sinergie di planali,motori e tutto quello ceh serve all'auto ma non la fusione di due aziende molto diverse tra loro!!Piuttosto invece di pensare alle fusione meglio che usino i soldi e tutte le risorse necessarie a costruire macchine con la A Maiuscola!!macchine che tornino a far capire cosa sanno fare gli italiani!!Ma se ci fondiamo che fine farebbero Maserati e Ferrari???l'italianità dove sarebbe se ci spostiamo in massa in america???
Ritratto di audi94
7 febbraio 2011 - 19:38
1
ormai è ufficiale... se ne vanno... dopo essersi accorti di aver scatenato un clima di delirio mediatico, hanno deciso che forse è meglio far tacere la situazione e formulare le loro strategie nuotando sotto acqua...
Ritratto di berni
7 febbraio 2011 - 20:43
Dopo aver investito in Chrysler (giustamente, visto i finanziamenti di Obama e la mancanza di finanziamenti del governo Italiano) e in Serbia (per finanziamento ricevuto) , per l'Italia rimangono solo le briciole. Marchionne è sicuramente un ottimo finanziere ed ha messo a posto i conti ma attualmente la FIAT non ha modelli in grado di competere in Europa con le altre industrie automobilistiche. Ho il sospetto che pensi di assemblare le auto americane per venderle in Europa, cosa che non avrà successo. Dopo una striminzita vittoria al referendum a Mirafiori, Marchionne e la FIAT si stanno anche rendendo decisamente più inaffidabili ed antipatici.....
Ritratto di odin
7 febbraio 2011 - 21:10
Sarebbe ora di finirla, quando ci fa´comodo siamo tutti cittadini del mondo, la fiat invece no. Il mondo e´cambiato ma lo capite. La ww ha le maggiori vendite di tutta la sua produzione in cina e la ha una sua autonoma organizzazione cosi come ne ha una in brasile. Il mercato europeo ha al massimo durante questo anno un aumento del 2% e come si possono fare gli investimenti con questi numeri.E´giustissimo in una logica industriale che fiat sia presente nei mercati emergenti con una sua organizzazione autonoma, e questo non signiufica assolutamente che sia fuori dall´ italia. Cosa facciamo lasciamo il mercato americano, cinese o brasiliano perche´tutto deve eseere deciso fdi segnato od altro in italia. Allora allo stesso modo dovremo anche dire che non dobbiamo avere operai stranieri. M a guardatevi intorno e leggete non solo i giornali italiani. Ora della fiat che puo´attingere senza grossi esborsi monetari a piattaforme ottime ripeto ottime, tutti hanno paura, dalla ww ( che secondo me se continua con questi modelli non sara´mai il primo produttore al mondo), a tutte le altre marche. Perche´alla ww vogliono la nostra AR, perche´se comincia a fare ottime macchine se comincia a correre in qualche campionato mondiale per l´ audi saranno cavoli amari. Se la fiat deve essere internazionale se deve raggiungere certi risultati operativi dovra´assolutamente avere piu´centri operativi, l´importante che l´ italia sia uno di questi. Basta ascoltare questi politici o altri ancora che non so´come hanno fatto tutti a diventare manager delle quattro ruote, esperti della industrializzazione globale. Vogliamo un gruppo fiat forte in italia in europa nel mondo, mantenendo una forte presenza sul nostro territorio. Molti guardano la renault guardate bene quante macchine vende e quante ne vende nissan poi ditemi se e´ancora una marcas francese o europea.ciao
Ritratto di teogtv2000
8 febbraio 2011 - 11:44
Non sono d'accordo ovviamente sul fatto che Fiat lasci l'Italia, ma sarebbe una bella lezione per tutti quelli che non fanno altro che criticare l'operato dell'azienda e mettere i bastoni fra le ruote allo sviluppo e alle NECESSARIE modifiche al metodo di lavoro. Negli USA la politica resta fuori dalle fabbriche e non mi sembra che gli operai facciano la fame anzi..... Qua in Italia purtroppo non si riesce a lavorare senza dover rendere conto ai politici (indietro di 50 anni) e soprattutto ai sindacati (che sono indietro di 100 anni) e le fabbriche chiudono e falliscono......
Ritratto di Gigi P.
8 febbraio 2011 - 14:43
Forse c'è/c'era ma faceva lo "struzzo " (?) Se a Mr. Marchionne (italo-canadese, ma forse + canadese...) e alla "nobile famiglia" venissero chiesti in RESTITUZIONE le DECINE di MIGLIARDI (di vecchie lire) + gli INTERESSI maturati negli ultimi decenni, forse potrebbero iniziare a poter parlare di lasciate l'Italia (?) Vogliamo anche riflettere sulla "cessione quasi GRATUITA" dell'ALFA ROMEO e della fine disastrosa -INDECOROSA del Centro Direzionale/Centro Stile/Stabilimenti di ARESE? Ma ci siete mai passati di recente? Avete visto quale scempio/risultato? Vogliamo dire anche di termini Imerese - lo scempio/selvaggio delle coste litoranee NON più recuperabili? Ma facciamo finta che a Voi riconsegnassero un appartamento/stabile/villa...in pessime condizioni -quasi irrecuperabili - Voi cosa fareste? SI prego -andate pure altrove- e se aveste dato parecchi denari (anche a fondo PERSO)- nell'arco degli anni (20-30 )- direste SI prego...andate/fate pure (?) Nutrirei qualche serio dubbio (salvo fossimo tutti gran benefattori...)- Ma con tutti questi MILIARDI di vecchie lire/nuovi euri il ns. Stato/Governo non avrebbe potuto magari promuovere e/o RECUPERARE sul TERRITORIO NNUOVE ATTIVITA' PRODUTTIVE che dessero impiego agli OPERARI-Impiegati...ai LAVORATORI italiani (?)
Ritratto di teogtv2000
9 febbraio 2011 - 11:36
Guarda, scusa se mi permetto di ribattere ma ti consiglio, prima di scrivere inesattezze (per non dire di peggio) di informarti sul fatto ad esempio che TUTTI i soldi che la Fiat a preso negli anni li ha restituiti E ANCHE CON GLI INTERESSI, poi se vogliamo parlare della sorte di uno stabilimento come quello di Arese ti potrei anche dare una parte di ragione. Non posso dartela invece riguardo all'affermazione cha hai fatto sulla cessione di Alfa Romeo, azienda già completamente improduttiva e piena di debiti al momento dell'acquisizione da parte di Fiat (che se ne è accollata i pasivi), debiti per i quali dobbiamo ringraziare il beneamato governo e la OTTIMA gestione dell'IRI che non ha fatto altro che affossarla definitivamente prima di passare la patata bollente ad una azienda privata..... Ti do invece ragione sulla cattiva gestione che ne ha fatto Fiat, e parlo di uomini, macchine e progetti vecchi e nuovi.....
Ritratto di clame
8 febbraio 2011 - 15:54
Marchionne ha capito che non può affrontare la concorrenza in Italia ed in Europa facendo le auto che Fiat ha sempre proposto sino ad ora. Evidentemente non sapendo fare di meglio cambia il mercato utilizzando il sistema e lo stile americano. Tanto al nostro governo non gliene frega niente, ha altro a cui pensare, e gli Agnelli pensano solo ai soldi che faranno come al solito senza spremersi troppo il cervello visto che hanno pagato chi lo usa per loro.

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