DATI IN CHIAROSCURO - Il mercato delle auto nuove in Italia rallenta dopo l’exploit del mese scorso (+12,88%) e guadagna il 5,9% a luglio 2017, quando le consegne sono aumentate di circa 8.000 pezzi e hanno raggiunto le 145.363 unità. I dati arrivano dal Ministero dei Trasporti e sono peggiori rispetto al semestre gennaio-luglio 2017 (+8,9%), ma non incidono sulle previsioni di inizio anno: il nostro Paese rimane in lizza per raggiungere e oltrepassare quota 2 milioni di auto nuove vendute. Il bilancio di luglio risente in particolare dal calo delle vendite ai privati (-1,9%), compensato però dal buon +9,2% delle vendite nel Settentrione, dove però hanno sede la maggior parte delle società di autonoleggio. Le immatricolazioni della società sono considerate meno “virtuose” rispetto agli acquisti dei privati, in quanto più stagionali e meno costanti nel tempo.
MESE DIFFICILE - È per questo motivo che il presidente di Federauto, l'associazione che rappresenta i concessionari attivi in Italia, fa suonare un campanello d’allarme e parla apertamente di “mese difficile”. Alla luce delle statistiche di luglio, secondo Filippo Pavan Bernacchi, “possiamo affermare che il dato finale si scrive +5,9% ma si legge -1,9%, che corrisponde invece al mercato privati, ossia alla vendita alle famiglie”. Pavan Bernacchi punta il dito contro un grosso stock di vetture a chilometri zero immatricolate a fine giugno, che a suo giudizio avrebbe in parte drogato i bilanci di giugno e luglio: il 44% delle auto nuove immatricolate lo scorso mese, stando a Federauto, è stato targato fra il 28 e il 30 giugno. Le auto a chilometri zero vengono immatricolate dai concessionari e vendute a prezzi ridotti, con l’obiettivo di soddisfare i volumi di vendita imposti dalle case costruttrici. Le auto a chilometri zero rappresentano quindi un escamotage per gonfiare le vendite e fanno concorrenza “sleale” ai modelli nuovi.
MALE LA VOLKSWAGEN - Il mese di luglio non è stato favorevole per la FCA, cresciuta meno della media (+3,66% a 40.992 unità), nonostante l’ottimo +26,79% dell’Alfa Romeo e il +27,05% della Jeep. Ai fini del risultato complessivo pesa il misero +0,18% della Fiat. Il secondo gruppo per auto vendute è quello Volkswagen, in flessione dello 0,75%, che mantiene però un buon margine di vantaggio sul gruppo Renault: il costruttore tedesco ha targato 17.569 auto e ringrazia il 5,46% dell’Audi, che bilancia il -3,87% della Volkswagen e il -2,18% della Skoda. Il gruppo Renault ha guadagnato il 4,40% (13.950 auto) per merito della Dacia (+29,48%), che compensa il tonfo della Renault (-8,72%). La PSA cresce del 27,86% (14.385 unità) e la Ford guadagna l’8,36% (10.112 unità, mentre la Opel passa da 6.839 a 7.509 vetture (+9,80%). L’auto più venduta in assoluto rimane la Fiat Panda (9.461 unità), davanti alle Fiat 500 (5.525) e Punto (4.484).







































