PER I PEDONI - Un centro città con il limite di 30 km/h in numerose aree, per proteggere i pedoni e far calare lo smog: l’idea è del consiglio di circoscrizione 1 di Milano (nella foto piazzale Cadorna) e riguarda vie con determinati requisiti. L’obiettivo è estendere le “zone 30” già presenti nel cuore della metropoli (poche vie, come corso Garibaldi). In autunno, il progetto verrà sottoposto all’assessorato alla Mobilità, e alla polizia locale, per un eventuale ok. Se il comune lo approverà, il limite potrebbe scendere da 50 a 30 km/h anche in altri quartieri.
NUMEROSI REQUISITI - Le strade dove abbassare il limite da 50 a 30 km/h dovranno avere la sede inferiore ai sei metri, essere a senso unico, con marciapiedi di dimensioni ridotte. Occorrerà anche la presenza, nelle vicinanze, di scuole oppure università, uffici pubblici, centri per gli anziani e per i disabili, ospedali, giardini, parchi gioco. Dovranno essere strade connesse a zone a traffico limitato o a vocazione commerciale. Non solo: arriveranno dossi artificiali per fare rallentare i veicoli, isole salvagente per l’attraversamento della strada da parte dei pedoni, percorsi per disabili, zone “cuscinetto” per separare le scuole dalle strade.
TRADIZIONE NORDEUROPEA - Se in Italia le “zone 30” (previste dall’articolo 135 comma 14 del regolamento di attuazione del codice della strada) rappresentano eccezioni, in Nord Europa sono sempre più sviluppate, a tutela degli utenti deboli: pedoni, ciclisti, bambini, anziani.










































