NON SOLO STRADE - Trasporti, infrastrutture, ambiente, gestione dei rifiuti e delle risorse idriche: sono questi i temi del nuovo piano territoriale di coordinamento della provincia di Milano, approvato il 17 dicembre 2013, e appena presentato a Palazzo Isimbardi. Un documento che permetterà a 134 comuni della provincia (Milano incluso) di operare in base a un quadro normativo aggiornato. Come ha ricordato in apertura il presidente della provincia di Milano, Guido Podestà (foto sopra), “è un documento che va a colmare una grande lacuna: il precedente piano risaliva addirittura al 2003, ed era disallineato rispetto alla legge regionale 12/2005”.
CITTÀ METROPOLITANA - La provincia di Milano (tre milioni di persone che si spostano e producono) è la terza area metropolitana più popolata d’Europa, dopo Parigi e Londra. “Ma è anche quella che ha conosciuto un’urbanizzazione meno controllata, con conseguenze negative per mobilità e traffico”, ha spiegato ancora Podestà. “Ogni giorno, sono circa 800.000 i veicoli che entrano nel capoluogo meneghino portando al collasso strade locali e provinciali”. Con il nuovo documento, si dice addio alla visione “milanocentrica”: questa viene sostituita da un sistema reticolare che mira a “mettere in sincrono” Milano con i suoi 24 comuni limitrofi e i nove “poli attrattori” (i grandi comuni esterni, quali Abbiategrasso e Rho). E si pone attenzione ai nodi di rete: l’asse Sempione, Martesana, sud di Milano, Sesto San Giovanni e Cinisello. Il piano della provincia punta in sostanza alla creazione di una vera e propria “città metropolitana”: un’area estesa, aperta, continua, reticolare, urbana e rurale. Molto diversa dalla “semplice” città storica.