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Provincia di Milano: un nuovo piano territoriale

24 febbraio 2014

Una tavola rotonda ha “tenuto a battesimo” il nuovo piano territoriale di coordinamento della provincia di Milano.

Provincia di Milano: un nuovo piano territoriale
NON SOLO STRADE - Trasporti, infrastrutture, ambiente, gestione dei rifiuti e delle risorse idriche: sono questi i temi del nuovo piano territoriale di coordinamento della provincia di Milano, approvato il 17 dicembre 2013, e appena presentato a Palazzo Isimbardi. Un documento che permetterà a 134 comuni della provincia (Milano incluso) di operare in base a un quadro normativo aggiornato. Come ha ricordato in apertura il presidente della provincia di Milano, Guido Podestà (foto sopra), “è un documento che va a colmare una grande lacuna: il precedente piano risaliva addirittura al 2003, ed era disallineato rispetto alla legge regionale 12/2005”. 
 
CITTÀ METROPOLITANA - La provincia di Milano (tre milioni di persone che si spostano e producono) è la terza area metropolitana più popolata d’Europa, dopo Parigi e Londra. “Ma è anche quella che ha conosciuto un’urbanizzazione meno controllata, con conseguenze negative per mobilità e traffico”, ha spiegato ancora Podestà. “Ogni giorno, sono circa 800.000 i veicoli che entrano nel capoluogo meneghino portando al collasso strade locali e provinciali”. Con il nuovo documento, si dice addio alla visione “milanocentrica”: questa viene sostituita da un sistema reticolare che mira a “mettere in sincrono” Milano con i suoi 24 comuni limitrofi e i nove “poli attrattori” (i grandi comuni esterni, quali Abbiategrasso e Rho). E si pone attenzione ai nodi di rete: l’asse Sempione, Martesana, sud di Milano, Sesto San Giovanni e Cinisello. Il piano della provincia punta in sostanza alla creazione di una vera e propria “città metropolitana”: un’area estesa, aperta, continua, reticolare, urbana e rurale. Molto diversa dalla “semplice” città storica.


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Ritratto di onavli§46
24 febbraio 2014 - 20:40
il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Milano, dovrebbe diventare un obbiettivo importante, che sicuramente, può offrire, non solo la possibilità, concreta, ma anche la fattibilità d'intervento programmatico ed organizzativo delle varie Amministrazioni della Provincia milanese e dei loro Comuni extrametropolitani e limitrofi, ,nel pianificare dunque in maniera unanime, e si spera anche più oculatamente, gli interventi generali su tale territorio. Se ben rapportato fra i vari soggetti amministrativi, ma sopratutto se varato senza "campanilismi fuori tempo e fuori ragione di sorta", dovrebbe meglio predisporre, anche economicamente, i lavori da dover costantemente effettuare e pianificare su tale territorio. Pur qui, ogni condizionale è purtroppo d'obbligo, in quanto come ben si sa, -fra il dire ed il fare vi è di mezzo il mare (anche se nella Provincia meneghina, più che mare vi è nebbia). A mio personale avviso, e non certo solo per la Provincia di Milano, che avrebbe la possibilità di farne una traccia di fattivo riferimento per altri, è da mettere -bene a fuoco- il vero problema, che come in ogni altre cosa di questo nostro BelPaese in generale, è la politica. Si spera dunque in una stabilità politica vera e costruttiva, che per Milano in particolare e per il suo territorio, possa portare benefici organizzativi e dunque "veri", anche e sopratutto, per la prossima ed importante manifestazione lombarda, che poi di fatto, oltre che essere un importante evento nazionale, è anche un buon biglietto da visita Italiano verso il mondo: l' EXPO 2015. Un augurio è dunque più che indispensabile.
Ritratto di syax
25 febbraio 2014 - 15:22
tra il tuo commento e l'articolo si dicono tante parole ma di cose concrete zero.. la politica va avanti a paroloni di cui manco loro sanno il significato ma la pratica e che non fanno un c**** e pensano solo ad arricchirsi.
Ritratto di onavli§46
25 febbraio 2014 - 19:54
la politica va avanti a castronerie con personaggi che se fossero in un mazzo di carte, valgono quanto il 2 di picche. Si commenta, per sfogare l'anima e la mente dai cialtroni, sempre e comunque pagati con i nostri soldi. Non se ne salva uno. Bene fà la magistratura ad indagarli tutti in ordine alfabetico, e prima o poi la festa finisce. E quando la fame del popolo darà alla testa, che a sua volta comanda il corpo, per il cuore e l'anima non rimane nulla. Ed allora dovranno davvero preoccuparsi.
Ritratto di Merigo
24 febbraio 2014 - 21:20
1
Piccola lezione di urbanistica, che sembra non abbiano studiato i politici che hanno redatto il nuovo piano territoriale di Milano. Nella Storia ci sono e ci sono stati due e solo due sistemi che hanno formato gli agglomerati urbani: quello assiale e quello polare. Quello assiale è la concentrazione della popolazione intorno ad uno o più assi, da cui "assiale", che può essere un fiume, come Londra lungo il Tamigi, o un fiume ed un asse viario, come Torino lungo il Po e la "via francigena". Il secondo sistema invece, è la concentrazione di un numero indefinito di assi che si concentrano a raggiera verso un polo, da cui il termine "polare", ed è tipico di Parigi e Milano. Entrambe le città hanno infatti una forma stellare con le vie principali che si concentrano in un polo rappresentato in entrambe le città da un arco - a Parigi L'Arc de Triomphe che si trova nella piazza non a caso chiamata l'Etolie, la Stella, e a Milano l'Arco della Pace. Queste vie si diramano verso la provincia che da sempre è stata attratta verso il centro con un sistema detto appunto attrazione polare. Così è stato nei secoli e così sempre sarà e nulla potrà cambiarlo, né tanto meno un piano territoriale. Tutto quello che si può fare è irrobustire i raggi della stella, come fece Milano non molti anni fa raddoppiando la SS 36 del Lago di Como che dal centro di Milano attraversa la Brianza verso NORD, e come sta facendo raddoppiando la A4 verso OVEST (Torino), e creando un nuovo asse verso EST (la Brebemi). Ma tutti questi accorgimenti, la storia dell'urbanistica insegna, altro non fanno che alimentare il polo che cresce così ulteriormente invece di alleggerirsi. Questi sono rudimenti di urbanistica ed esistono fior di modelli matematici per calcolare, in base alle leggi dell'attrazione polare, quale sia il raggio di influenza anche solo di una panetteria per determinare a quale distanza se ne debba aprire un'altra. Eppure, volendo ipotizzare di dire addio alla visione "milanocentrica", nessuno deve avere studiato queste leggi che, essendo appunto leggi, si possono infrangere fino che si vuole ma cambiare no.
Ritratto di rebatour
25 febbraio 2014 - 09:52
si parla di "decentramento". Risultato: Area "C"
Ritratto di syax
26 febbraio 2014 - 11:09
figo questo argomento! ney york in quale dei due sistemi si rispecchia? ciao
Ritratto di onavli§46
24 febbraio 2014 - 23:41
se oggi, all'ora 10^ del 24 febbraio 2014, per grazia di Dio, è stato presentato il nuovo ed ambizioso P.T.C.P. - Piano Territoriale di Coordinamento per la Provincia di Milano, all'ora 11^, sempre della data odierna citata, a Roma Capitale dello Stato Italiano, nel Parlamento della Repubblica Italiana (Camera e Senato domani),"l''enfant prodige", 1° cittadino della Città dell'Arno, rottamatore collaudato, ora con incarico di Presidente del Consiglio, presenta la richiesta di fiducia del proprio programma di Governo del Paese. Un'incarico, avuto e consumato nella Casa della Sinistra, (si fa per dire), ove è accaduto di tutto ed anche di più. Dove è stato squalificato con tanto di "cartellino rosso" il jeune homme cavaletta, per un fuorigioco inesistente, e ove pur in tale -casa- era stato soverchiato in seconda battuta, (che poi era la prima), il prode Gargamella, ex-smacchiatore del -giaguaro-, tramutatosi questo, alla velocità della luce in un -caimano- alle paludi domiciliari allargate. Tutto ciò e sempre, con una perfetta (per modo di dire) nomenclatura da pseudo Comitato Centrale ex.URSS o meglio dire ex-CCCP, che senza alcuna applicazione di normativa costituzionale, (leggere elezioni) ma comunque sempre promulgata e voluta dallo Zar Giorgio I°, interpretando perfettamente d''ufficio, il Commissario Politico tipo KGB, ha dato ogni avvallo alla conquista del Palazzo d'Inverno. Ora, tutto ciò, e come sempre, a livello nazionale è la solita fantapolitica, fatta da pochi per lo scapito di tanti, o forse, da tanti per lo scapito di pochi, ma comunque sia, che cozza, molto abbondantemente, con ciò che forse le Regioni e/o i Piani Territoriali vorrebbero attuare o pur ancora viceversa. Criticità nazionali, che abbisognano, della stabilità politica costituzionale della Repubblica Italiana, che sempre Repubblica Costituzionale rimane ed è, con qualche aggiornamento tipo Piano Territoriale di Coordinamento, magari non di Regione, ma dello Stato, per inciso Stato Italiano. Perchè preoccuparsi tanto?, domanda lecita ma non troppo, in quanto le preoccupazioni sono sul futuro del Paese, cioè dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni, che potranno avere autonomia e dunque fattività concreta e vera, e pur anche economica, se la politica nazionale sarà stabile e sicura. Una politica, indipendentemente dal pluricitato P.T.C.P., che non potrà e non dovrà essere come quella passata, ove non solo si è distrutto il territorio, le infrastrutture e pur l'industria, ove politici miopi e collusi,, ed industriali lungimiranti, hanno fatto (anche nel settore auto) terra bruciata di ogni cosa, dove anche capitano situazioni tipo quelle di un fatto odierno per tutti; per ripristinare una linea ferroviaria, voluta dal grande Camillo Benso Conte di Cavour, pur Esso primo 1° Ministro del Regno d'Italia,( ferroviacostruita nel 1870, e rimasta tale) per un treno deragliato causa disfacimento coatto del territorio, (su un binario unico a senso alternato), si sono spesi 2,5milioni di € per spostare motrice e vagone, su una chiatta galleggiante via mare (attrezzata di ben 3 enormi gru) . Saranno forse questi i Piani Territoriali di Coordinamento? Mi auguro fermamente e freddamente di no, Se tutto ciò continuerà così in questo strano ma bellissimo paese, saremo veramente rovinati nell' immediato presente futuro. . L'auspicio rimane tutto, per il P.T.C.P. milanese e per tutto il resto; però deve rimanere non solo l'auspicio unito all'augurio, che tutto possa forse cambiare, tutto "deve" cambiare per un'Italia che non merita certamente certe avventure da oltre 20 anni .

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