INDAGINE SORPRENDENTE - L’organizzazione inglese Britannia Rescue, operante nel settore del soccorso stradale, ha promosso un’inchiesta tra gli automobilisti per misurare quanto siano conosciuti e riconoscibili i vari simboli che compaio nei cruscotti delle automobili. I risultati della ricerca sono impressionanti: il 52% dei 2.018 intervistati ha ammesso di non sapere interpretare correttamente tutti i 16 simboli più comunemente presente sui modelli più diffusi.
SPIE MISCONOSCIUTE - Addirittura il 95% del campione ha ammesso di non riconoscere la spia che allerta sul malfunzionamento della marmitta catalitica; per l’86% sono invece un mistero le luci relative all’impianto di climatizzazione, e il 71% non comprende le indicazioni fornite dal sistema che tiene sotto controllo la pressione degli pneumatici. E l’elenco potrebbe proseguire, anche con citazioni preoccupanti, come la non comprensione di segnalazioni inerenti l’impianto frenante (48%) o gli airbag (35%).
TROPPI SIMBOLI - E se tutto ciò può essere bersaglio di scetticismo - “ma chissà chi erano gli intervistati?”, “e poi un campione di 2018 automobilisti è poca cosa rispetto ai milioni di persone che ogni giorno guidano sulla strada…” - dalla ricerca è risultato un altro elemento significativo su cui non è possibile fare gli scettici. Si tratta di numeri: dei 99 simboli censiti sui modelli presi in considerazione (i 15 più diffusi in Gran Bretagna) soltanto 12 sono comuni a tutti i modelli. Non solo: il numero e il disegno dei vari simboli di segnalazione cambiano da casa a casa e da modello a modello.
DISPARITÀ ECCESSIVA - Il risultato è che tra la quindicina di vetture considerate è molto forte il divario delle
dotazioni di allerte e
spie varie. Per esempio, sulla Mercedes E (
foto più in alto) i simboli sotto gli occhi di chi è al volante sono 41, mentre sulla Nissan Micra (
foto sotto) si è giusto alla metà, lo stesso numero della
Volvo S40 (
foto qui sopra) e della BMW Serie 3.
FANTASIA PROGETTUALE - In questo aspetto, gli automobilisti e la serietà delle indagini demoscopiche non c’entrano. Questa babele di disegni e colori non è un’opinione né il risultato di un’indagine a campione. No, è il quadro della realtà della produzione automobilistica di oggi; una produzione che si direbbe abbia scambiato le automobili per delle tastiere di computer o di smartphone. O meglio: che ritiene che le luci nella plancia siano i veri atout delle automobili.