RITIRATA OBBLIGATA - Il mercato automobilistico statunitense è un Eldorado, ma non per tutti. Lo testimonia la notizia proveniente dalla Suzuki, che ha deciso di lasciar perdere la distribuzione dei suoi modelli in America, a causa di una mancanza di redditività delle vendite. La Suzuki (nelle foto la Kizashi, non importata da noi) non esporterà più auto negli Usa, mentre continuerà a proporre le sue moto, i mezzi off-road e i motori marini.
TROPPI DEBITI - La scelta è arrivata con aspetti un po’ traumatici, in quanto è venuta dopo la dichiarazione di fallimento per la società, di proprietà totalmente americana, che ha distribuito sinora le auto Suzuki negli Usa. Nel bilancio 2011 (concluso nel marzo di quest’anno) la società in questione aveva registrato perdite per 15,8 milioni di dollari. Il totale dei debiti cumulati è di 346 milioni di dollari a fronte di attività per 233 milioni. Da notare che il principale creditore della società importatrice e distributrice delle Suzuki è la Suzuki Financial Services, che deve avere 891 mila euro.

VENDITE AL LUMICINO - Ora il network dei concessionari Suzuki sarà trasformato in rete di assistenza e vendita ricambi per il parco circolante, cessando l’attività di vendita. Quanto alla Suzuki, che negli Usa è sempre stata la casa giapponese con la più piccola quota di mercato (21.188 unità le vendite dei primi dieci mesi di quest’anno, con un calo del 4,7% rispetto al 2011), pare che abbia deciso di abbandonare l’America per concertarsi sulle attività asiatiche, in particolare sul mercato indiano. Ieri le azioni Suzuki alla Borsa di Tokio hanno guadagnato lo 0,7%, mentre quest’anno sono salite già del 16%, ben oltre la crescita dell’indice Nikkei.

















