RICORSO DIFFICILE - Chi viene “pizzicato” alla guida col cellulare in mano si metta l’animo in pace: alla multa di 152 euro (più il taglio di cinque punti-patente) non si sfugge. Secondo la recente sentenza 3336 della Cassazione, infatti, il ricorso contro la sanzione è possibile solo con querela di falso alla procura della Repubblica (si entra nel penale): l’automobilista dovrà sostenere che il vigile ha mentito, e in attesa del procedimento penale presentare ricorso al giudice di pace o al prefetto. Ovviamente, fra la parola del vigile (pubblico ufficiale) e quella del cittadino, il giudice darà la priorità alla versione del pubblico ufficiale, confermando l’ammenda. A meno che l’automobilista abbia prove inconfutabili della propria innocenza. Occhio: se il cittadino perde la causa penale, rischia una condanna per calunnia (e quindi la reclusione).
UNICA SOLUZIONE - Ricordiamo che, alla guida, è vietato tenere il telefonino in mano per conversare, e anche per inviare messaggi, consultare la rubrica, navigare sul web (vedi qui). Il codice della strada consente di parlare al telefonino solo tramite vivavoce o auricolare.














